Sui gol del Frosinone può davvero poco o nulla, per il resto si comporta bene sulle restanti conclusioni dei ciociari, che però non sono dall'alto coefficiente di difficoltà.
Sui gol del Frosinone può davvero poco o nulla, per il resto si comporta bene sulle restanti conclusioni dei ciociari, che però non sono dall'alto coefficiente di difficoltà.
Sui gol del Frosinone può davvero poco o nulla, per il resto si comporta bene sulle restanti conclusioni dei ciociari, che però non sono dall'alto coefficiente di difficoltà.
Anche lui nella prima mezz'ora affonda sotto le sgasate di Ghedjemis, con colpa specifica sul gol dell'1-2. Meglio, ma nemmeno tantissimo, a destra. Si salva con il bell'assist per Krstovic.
Anche lui nella prima mezz'ora affonda sotto le sgasate di Ghedjemis, con colpa specifica sul gol dell'1-2. Meglio, ma nemmeno tantissimo, a destra. Si salva con il bell'assist per Krstovic.
Anche lui nella prima mezz'ora affonda sotto le sgasate di Ghedjemis, con colpa specifica sul gol dell'1-2. Meglio, ma nemmeno tantissimo, a destra. Si salva con il bell'assist per Krstovic.
Fatica con Kvernadze nella prima mezz'ora, poi, ironia della sorte, nell'unica volta in cui riesce a superarlo in velocità, si fa male.
Non riesce mai ad aiutare in maniera sufficiente sui raddoppi, poi non si oppone nel migliore dei modi sul sinistro di Terzic che fissa il risultato sul 4-4.
Entra con la sfortuna di dover provare ad arginare Ghedjemis. Ovviamente non ci riesce; ci riuscirebbero in pochi, con l'algerino che fa letteralmente ciò che vuole.
Entra con la sfortuna di dover provare ad arginare Ghedjemis. Ovviamente non ci riesce; ci riuscirebbero in pochi, con l'algerino che fa letteralmente ciò che vuole.
L'emergenza difensiva totale costringe Sarri ancora a puntare su di lui, e le risposte sono ancora una volta negative. Poco sicuro di sé, si vede e si sente.
Sarri sceglie Gaetano al suo posto, e nei suoi minuti in campo non fa nulla per farlo ricredere della scelta fatta. Poco presente, anche mentalmente.
Sarri sceglie Gaetano al suo posto, e nei suoi minuti in campo non fa nulla per farlo ricredere della scelta fatta. Poco presente, anche mentalmente.
Palla al piede prova a fare qualcosa ma in maniera troppo timida, mentre soffre quando c'è da schermare, come quando esce in leggero ritardo sul gol di Calò.
Palla al piede prova a fare qualcosa ma in maniera troppo timida, mentre soffre quando c'è da schermare, come quando esce in leggero ritardo sul gol di Calò.
Sarri gli dà una fiducia costante nonostante qualche prestazione così così, e contro il Frosinone arriva la prima soddisfazione di questa Serie A a sfruttare la bella sponda di Krstovic.
Sarri gli dà una fiducia costante nonostante qualche prestazione così così, e contro il Frosinone arriva la prima soddisfazione di questa Serie A a sfruttare la bella sponda di Krstovic.
Anche lui entra con poca voglia e grinta, cosa che appare esemplificativa quando accorcia in ritardo sulla conclusione di Terzic che vale il 4-4.
Prova a lasciare il segno con un destro che chiama Palmisani alla parata. Sicuramente il meno peggio dei subentrati della Dea.
Prova a lasciare il segno con un destro che chiama Palmisani alla parata. Sicuramente il meno peggio dei subentrati della Dea.
Prova a lasciare il segno con un destro che chiama Palmisani alla parata. Sicuramente il meno peggio dei subentrati della Dea.
Ha del clamoroso l'errore che dopo 30 secondi manda il Frosinone in vantaggio. Parzialmente si riscatta col rigore, anche se poi cestina una possibile doppietta sciupando la sponda di Krstovic. Nel complesso non arriva alla sufficienza.
Ha del clamoroso l'errore che dopo 30 secondi manda il Frosinone in vantaggio. Parzialmente si riscatta col rigore, anche se poi cestina una possibile doppietta sciupando la sponda di Krstovic. Nel complesso non arriva alla sufficienza.
Non brilla nel duello con il dirimpettaio Oyono, ma di tanto in tanto piazza una sgasata che crea scompiglio. Sarri vuole da lui maggiore continuità, ma nel complesso la sua prova è sufficiente.
Forse frustrato dal magic moment di Krstovic, entra con l'atteggiamento sbagliato in una gara che si poteva ancora vincere. Tocca 7 palloni e ne perde 6, con un passaggio sbagliato che cestina una buona transizione.
Poco ciondolante e tanto ficcante. Nel primo tempo genera tanti pericoli, anche al di là del bel tracciante che manda in gol Krstovic. Su questi livelli può essere un fattore importante per la Dea.
E' indemoniato nella metà campo offensiva. Non molla un pallone che sia uno. Segna due gol da attaccante vero, offrendo poi un assist da pivot per Elmas che dimostra anche grande lettura di gioco. Sfiora la tripletta, non fosse per il recupero di Calvani.
L'emergenza lo condiziona, la squadra davanti gioca anche discretamente bene ma dietro concede troppo.
L'emergenza lo condiziona, la squadra davanti gioca anche discretamente bene ma dietro concede troppo.
L'emergenza lo condiziona, la squadra davanti gioca anche discretamente bene ma dietro concede troppo.
Un paio di incertezze e brividi in uscita, ma si riscatta con una parata bella e importante su Zalewski. Sui gol non ha colpe.
La scelta forte di Alvini, anche se agevolata dal giallo di Bracaglia, porta i frutti sperati. Ingresso in campo non semplice per l'ex Fiorentina, poi coraggioso a provarci sempre. Al secondo tentativo segna il 4-4, al terzo sfiora il 4-5. Chapeau.
In un pomeriggio in cui sembrava impossibile farlo, entra e sistema con efficacia la difesa.
In un pomeriggio in cui sembrava impossibile farlo, entra e sistema con efficacia la difesa.
E' di proprietà dell'Atalanta e il ritorno a Bergamo da ex lo condiziona. Sbaglia spesso movimenti e scalate in difesa, trovandosi quasi sempre fuori posizione. Sfortunato anche sul fallo di mano che porta al rigore del 2-2.
E' di proprietà dell'Atalanta e il ritorno a Bergamo da ex lo condiziona. Sbaglia spesso movimenti e scalate in difesa, trovandosi quasi sempre fuori posizione. Sfortunato anche sul fallo di mano che porta al rigore del 2-2.
Moto costante sulla fascia destra, bravo anche a limitare le iniziative di Rowe. A questo aggiunge anche una gran lettura difensiva con salvataggio sulla linea sulla deviazione di De Ketelaere nel primo tempo.
Primo tempo molto difficile per lui con uscite errate a prendere alto gli attaccanti orobici, come in occasione della voragine che lascia sul primo gol. Nella ripresa torna sui suoi livelli e salva alla grande su Krstovic.
Primo tempo molto difficile per lui con uscite errate a prendere alto gli attaccanti orobici, come in occasione della voragine che lascia sul primo gol. Nella ripresa torna sui suoi livelli e salva alla grande su Krstovic.
De Ketelaere sceglie di partire quasi sempre dalla destra, e lui fatica a prendergli le misure. Viene ammonito e Alvini lo lascia negli spogliatoi all'intervallo.
Prova ad accendersi un paio di volte sulla sinistra, non riuscendo a creare superiorità, ma bene dal punto di vista dell'intensità.
Non risparmia energie per correre dietro ai centrocampisti nerazzurri, anche se troppo spesso lo fa a vuoto. Qualche fallo di troppo per lui, energico ma non preciso.
Non risparmia energie per correre dietro ai centrocampisti nerazzurri, anche se troppo spesso lo fa a vuoto. Qualche fallo di troppo per lui, energico ma non preciso.
Non risparmia energie per correre dietro ai centrocampisti nerazzurri, anche se troppo spesso lo fa a vuoto. Qualche fallo di troppo per lui, energico ma non preciso.
Il fatto che sia arrivato in pianta stabile in Serie A a 29 anni resterà un grande mistero del calcio italiano. Trame di gioco sempre interessanti che sgorgano dai suoi piedi, con il dialogo con Schmid che affascina. Impreziosisce il tutto con il terzo gol del suo campionato, di sicuro il più bello (finora).
Il fatto che sia arrivato in pianta stabile in Serie A a 29 anni resterà un grande mistero del calcio italiano. Trame di gioco sempre interessanti che sgorgano dai suoi piedi, con il dialogo con Schmid che affascina. Impreziosisce il tutto con il terzo gol del suo campionato, di sicuro il più bello (finora).
Discreto ingresso in campo il suo, con freschezza e voglia di incidere. Fa cose buone, beccandosi un'immeritata ramanzina da Raimondo.
Discreto ingresso in campo il suo, con freschezza e voglia di incidere. Fa cose buone, beccandosi un'immeritata ramanzina da Raimondo.
Non sbaglia il rigore in movimento che Ederson gli regala al primo minuto, poi bissa sul bell'assist di Ghedjemis. E' l'autentico mattatore e trascinatore del primo tempo, mentre nella ripresa si mette al servizio della squadra.
Non sbaglia il rigore in movimento che Ederson gli regala al primo minuto, poi bissa sul bell'assist di Ghedjemis. E' l'autentico mattatore e trascinatore del primo tempo, mentre nella ripresa si mette al servizio della squadra.
Sente la pressione della recente tripletta e del provvisorio titolo di capocannoniere, non riuscendo mai concretamente a ritagliarsi azioni da gol. Solo un buon impegno nel lavoro di sponda lo salva da un'insufficienza più grave.
Lascia il palcoscenico a Ghdjemis sull'altra fascia, ma resta protagonista di una prestazione solida, fatta di corsa e qualche spunto interessante.
Lascia il palcoscenico a Ghdjemis sull'altra fascia, ma resta protagonista di una prestazione solida, fatta di corsa e qualche spunto interessante.
Cerca il gol come un forsennato, con tanta fame della prima gioia in A, ma non la trova. E quel pizzico di egoismo magari a volta è di troppo, ma impallidisce di fronte alla qualità che sciorina in campo. Non lo tiene letteralmente nessun giocatore di Sarri, con la bellezza di tre assist messi a referto.
La sua squadra ha principi di gioco chiarissimi e una voglia di spingere che non cala mai, sia quando è avanti che, soprattutto, quando è sotto. Non è un caso che va più vicina a vincerla lui che Sarri. Il sesto posto provvisorio è meritatissimo.