Un paio di incertezze e brividi in uscita, ma si riscatta con una parata bella e importante su Zalewski. Sui gol non ha colpe.
Un paio di incertezze e brividi in uscita, ma si riscatta con una parata bella e importante su Zalewski. Sui gol non ha colpe.
Un paio di incertezze e brividi in uscita, ma si riscatta con una parata bella e importante su Zalewski. Sui gol non ha colpe.
La scelta forte di Alvini, anche se agevolata dal giallo di Bracaglia, porta i frutti sperati. Ingresso in campo non semplice per l'ex Fiorentina, poi coraggioso a provarci sempre. Al secondo tentativo segna il 4-4, al terzo sfiora il 4-5. Chapeau.
In un pomeriggio in cui sembrava impossibile farlo, entra e sistema con efficacia la difesa.
E' di proprietà dell'Atalanta e il ritorno a Bergamo da ex lo condiziona. Sbaglia spesso movimenti e scalate in difesa, trovandosi quasi sempre fuori posizione. Sfortunato anche sul fallo di mano che porta al rigore del 2-2.
E' di proprietà dell'Atalanta e il ritorno a Bergamo da ex lo condiziona. Sbaglia spesso movimenti e scalate in difesa, trovandosi quasi sempre fuori posizione. Sfortunato anche sul fallo di mano che porta al rigore del 2-2.
Moto costante sulla fascia destra, bravo anche a limitare le iniziative di Rowe. A questo aggiunge anche una gran lettura difensiva con salvataggio sulla linea sulla deviazione di De Ketelaere nel primo tempo.
Primo tempo molto difficile per lui con uscite errate a prendere alto gli attaccanti orobici, come in occasione della voragine che lascia sul primo gol. Nella ripresa torna sui suoi livelli e salva alla grande su Krstovic.
De Ketelaere sceglie di partire quasi sempre dalla destra, e lui fatica a prendergli le misure. Viene ammonito e Alvini lo lascia negli spogliatoi all'intervallo.
De Ketelaere sceglie di partire quasi sempre dalla destra, e lui fatica a prendergli le misure. Viene ammonito e Alvini lo lascia negli spogliatoi all'intervallo.
Prova ad accendersi un paio di volte sulla sinistra, non riuscendo a creare superiorità, ma bene dal punto di vista dell'intensità.
Non risparmia energie per correre dietro ai centrocampisti nerazzurri, anche se troppo spesso lo fa a vuoto. Qualche fallo di troppo per lui, energico ma non preciso.
Non risparmia energie per correre dietro ai centrocampisti nerazzurri, anche se troppo spesso lo fa a vuoto. Qualche fallo di troppo per lui, energico ma non preciso.
Non risparmia energie per correre dietro ai centrocampisti nerazzurri, anche se troppo spesso lo fa a vuoto. Qualche fallo di troppo per lui, energico ma non preciso.
Il fatto che sia arrivato in pianta stabile in Serie A a 29 anni resterà un grande mistero del calcio italiano. Trame di gioco sempre interessanti che sgorgano dai suoi piedi, con il dialogo con Schmid che affascina. Impreziosisce il tutto con il terzo gol del suo campionato, di sicuro il più bello (finora).
Discreto ingresso in campo il suo, con freschezza e voglia di incidere. Fa cose buone, beccandosi un'immeritata ramanzina da Raimondo.
Discreto ingresso in campo il suo, con freschezza e voglia di incidere. Fa cose buone, beccandosi un'immeritata ramanzina da Raimondo.
Non sbaglia il rigore in movimento che Ederson gli regala al primo minuto, poi bissa sul bell'assist di Ghedjemis. E' l'autentico mattatore e trascinatore del primo tempo, mentre nella ripresa si mette al servizio della squadra.
Sente la pressione della recente tripletta e del provvisorio titolo di capocannoniere, non riuscendo mai concretamente a ritagliarsi azioni da gol. Solo un buon impegno nel lavoro di sponda lo salva da un'insufficienza più grave.
Lascia il palcoscenico a Ghdjemis sull'altra fascia, ma resta protagonista di una prestazione solida, fatta di corsa e qualche spunto interessante.
Cerca il gol come un forsennato, con tanta fame della prima gioia in A, ma non la trova. E quel pizzico di egoismo magari a volta è di troppo, ma impallidisce di fronte alla qualità che sciorina in campo. Non lo tiene letteralmente nessun giocatore di Sarri, con la bellezza di tre assist messi a referto.
La sua squadra ha principi di gioco chiarissimi e una voglia di spingere che non cala mai, sia quando è avanti che, soprattutto, quando è sotto. Non è un caso che va più vicina a vincerla lui che Sarri. Il sesto posto provvisorio è meritatissimo.
La sua squadra ha principi di gioco chiarissimi e una voglia di spingere che non cala mai, sia quando è avanti che, soprattutto, quando è sotto. Non è un caso che va più vicina a vincerla lui che Sarri. Il sesto posto provvisorio è meritatissimo.
Le pagelle di Fantacalcio®, ovvero le spiegazioni dei singoli voti di giornata, sono realizzate dalla nostra Redazione Giornalistica, con imparzialità e professionalità.
Rappresentano un giudizio complessivo e dettagliato sulla prestazione dei singoli calciatori.