Ancora una volta limita un passivo peggiore con due buoni interventi su Romano e Maldini. Perde il duello di nervi con l'ex compagno dal dischetto.
Ancora una volta limita un passivo peggiore con due buoni interventi su Romano e Maldini. Perde il duello di nervi con l'ex compagno dal dischetto.
Ancora scelto titolare come terzino sinistro, fatica a contenere Ze Pedro e Adopo, poi decide di andare con la mano altissima in area. Errore madornale che porta al rigore della sconfitta.
Ancora scelto titolare come terzino sinistro, fatica a contenere Ze Pedro e Adopo, poi decide di andare con la mano altissima in area. Errore madornale che porta al rigore della sconfitta.
Davanti prova anche a sfoggiare qualche sprint dei suoi, ma dietro tentenna troppo lasciando spazi ghiotti alla qualità di Maldini e alla spinta di Obert.
Davanti prova anche a sfoggiare qualche sprint dei suoi, ma dietro tentenna troppo lasciando spazi ghiotti alla qualità di Maldini e alla spinta di Obert.
Davanti prova anche a sfoggiare qualche sprint dei suoi, ma dietro tentenna troppo lasciando spazi ghiotti alla qualità di Maldini e alla spinta di Obert.
Meglio del suo collega di reparto, quantomeno maggiormente connesso come quando velocemente la punizione da cui scaturisce l'1-1. Anche lui però molto distratto su Adopo in occasione del primo gol.
Ci mette poco a capire che Mendy è un cliente scomodissimo. Il 19 gli sguscia sempre alle spalle e lo mette spesso in difficoltà. Se lo perde sul gol, graziato da un millimetro di fuorigioco nel secondo tempo.
Entra con l'intento di creare grattacapi a Sugawara, ogni tanto ci riesce seppure senza continuità. Prova un tiro difficilissimo, ma che va parecchio alto.
Subito titolare al posto dello squalificato Gaetano, sradica una buona quantità di palloni, calando vistosamente nella ripresa. Tra i pochi che meriterebbe anche la sufficienza, ma prima di uscire davanti a Caprile sceglie il fioretto con un tocco sotto che non ci voleva.
La sua partita è una lunga sequenza di errori banali in appoggio, decisamente non da lui. L'unico vero guizzo degno di nota prima di uscire, ma dopo un dribbling incredibile, la tocca fuori da buonissima posizione cestinando il possibile 2-2.
Dopo il gol e la buona prova di Roma un bel passo indietro per il brasiliano, che non riesce a contenere l'entusiasmo della mediana cagliaritana.
Sarebbe facile dire "troppo fumo e poco arrosto". E' così, ma almeno ha il merito di non demordere e crescere nel finale, quando entra Sugawara per Ze Pedro.
Sarebbe facile dire "troppo fumo e poco arrosto". E' così, ma almeno ha il merito di non demordere e crescere nel finale, quando entra Sugawara per Ze Pedro.
In un'Atalanta che fa una fatica del diavolo a creare gioco negli ultimi 20 metri, lui è colui che riesce sempre a creare un pericolo, che sia piccolo o grande. Riporta in vita i suoi con un destro secco (deviato) ma non può fare miracoli.
Ingresso forse tardivo perché è l'unico che riesce a dare una scossa, seppure inutile dal punto di vista del risultato e dei punti.
Ingresso forse tardivo perché è l'unico che riesce a dare una scossa, seppure inutile dal punto di vista del risultato e dei punti.
Sarri punta sicuramente tanto su di lui, ma il belga non fa nulla per ripagare questa fiducia. Costeggia la partita come una comparsa qualsiasi; fortunato sulla ripartenza che porta al gol di Scamacca, ma poi la sua partita è un buco nero di palle perse e dribbling non riusciti. Annientato dalla fisicità della difesa sarda.
Comincia a capire che non sarà un'alternanza molto fluida tra lui e Scamacca, e forse questo ruolo da riserva pura lo sta spegnendo. Entra malino in partita.
Non si sa se convinca meno la formazione, la partita dei suoi o le dichiarazioni post-partita. Forse qualche campanello d'allarme questa gara dovrebbe accenderlo.
Non si sa se convinca meno la formazione, la partita dei suoi o le dichiarazioni post-partita. Forse qualche campanello d'allarme questa gara dovrebbe accenderlo.
Non può nulla sul tiro deviato di Scamacca, ma si rivela freddo su Kessié. Il centrocampista lo agevola ma lui risponde presente smanacciando prontamente e salvando la vittoria.
Dietro non è semplice competere in velocità con Bellanova, davanti prova un paio di incursioni. Sfortunato sul tiro di Scamacca con la sua deviazione che rende imparabile la conclusione per Caprile.
Dietro non è semplice competere in velocità con Bellanova, davanti prova un paio di incursioni. Sfortunato sul tiro di Scamacca con la sua deviazione che rende imparabile la conclusione per Caprile.
Rispetto al capitano che lo affianca, non brilla di luce propria ma approfitta per esaltarsi di fronte agli attacchi non sempre estremamente incisivi dell'Atalanta.
Rispetto al capitano che lo affianca, non brilla di luce propria ma approfitta per esaltarsi di fronte agli attacchi non sempre estremamente incisivi dell'Atalanta.
Rispetto al capitano che lo affianca, non brilla di luce propria ma approfitta per esaltarsi di fronte agli attacchi non sempre estremamente incisivi dell'Atalanta.
Dietro esce con il vestito illibato e davanti sprinta che è un piacere mandando fuori giri spesso e volentieri Kolasinac. Esce per una mano malconcia per via del pestone "amico" di Adopo.
Buttato nella mischia all'improvviso fa quello che deve arginando gli attacchi dell'Atalanta, e provando a non far rimpiangere Ze Pedro.
Se Deiola è questo, per Mina non sarà semplice riprendersi il posto. Dietro dalle sue parti di testa non si passa, e davanti ci mette sempre lo zampino, procurandosi il rigore. E' l'anima di questo Cagliari.
E' letteralmente ovunque in mezzo al campo ma anche sugli esterni per dare sfogo e soluzioni all'impostazione dei suoi. Non perde mai un duello e garantisce ordine totale alla squadra. Partita di una continuità unica.
Manda di tanto in tanto in tilt gli ingranaggi dell'Atalanta, soprattutto quando sfugge a Scalvini per piazzare l'assist vincente a Mendy.
Manda di tanto in tanto in tilt gli ingranaggi dell'Atalanta, soprattutto quando sfugge a Scalvini per piazzare l'assist vincente a Mendy.
Reduce da una buonissima prova contro il Lecce, fatica a ripetersi risultando l'unica insufficienza dei sardi. Corre troppo a vuoto e non si accende mai, non a caso è il primo cambio per Pisacane.
Reduce da una buonissima prova contro il Lecce, fatica a ripetersi risultando l'unica insufficienza dei sardi. Corre troppo a vuoto e non si accende mai, non a caso è il primo cambio per Pisacane.
Con lui in campo Pisacane prepara un secondo copione che manda in difficoltà l'Atalanta. Gli manca la giocata decisiva ma si fa notare davanti e dietro.
La scelta di rispondere alla convocazione dell'Italia piuttosto che a quella della Svizzera può far sorridere i tifosi azzurri. Il ragazzo ha qualità e si vede nel gioco senza palla ma anche quando c'è da giocare la sfera. Carnesecchi gli nega la gioia del gol, manda in rete Mendy (fuorigioco) e calcia la punizione da cui nasce il rigore della vittoria.
Non può farne sfoggio ma forse un pizzico di dente avvelenato c'è contro la sua ex squadra. La certezza è che la sua qualità migliore resta la freddezza, anche nell'affrontare situazioni così. Algido nei momenti caldi del match e sul rigore della vittoria, il suo secondo gol consecutivo.
Giocasse sempre contro l'Atalanta sarebbe capocannoniere. Terza rete su tre in A alla Dea, e sarebbero quattro senza il fuorigioco millimetrico. Sempre più l'attaccante di Pisacane nonostante si senta chi dice ancora che sarà o sarebbe riserva di Kevin Carlos e di Nzola. Permetteteci un "mah".
Partita studiata bene e interpretata meglio, con cambi sempre azzeccati. E intanto i suoi veleggiano a nove punti in classifica, not bad.