Risponde perfettamente al tentativo di Mandragora al 12', ma il tiro del suo ex compagno al 74' gli piega le mani: forse avrebbe potuto fare qualcosina in più.
Risponde perfettamente al tentativo di Mandragora al 12', ma il tiro del suo ex compagno al 74' gli piega le mani: forse avrebbe potuto fare qualcosina in più.
Risponde perfettamente al tentativo di Mandragora al 12', ma il tiro del suo ex compagno al 74' gli piega le mani: forse avrebbe potuto fare qualcosina in più.
Soffre tantissimo per tutta la partita, rischia l'autogol con una deviazione su Mandragora e appare sempre in ritardo di qualche secondo. Nel finale il suo calo è evidente.
Soffre tantissimo per tutta la partita, rischia l'autogol con una deviazione su Mandragora e appare sempre in ritardo di qualche secondo. Nel finale il suo calo è evidente.
Diligente e poco più sulla fascia, mai in grado di spingere con continuità. Cacciamani lo mette in difficoltà, nella ripresa sembra respirare un po', prima dell'errore su Adams: arriva in ritardo e permette all'avversario di segnare in acrobazia.
Diligente e poco più sulla fascia, mai in grado di spingere con continuità. Cacciamani lo mette in difficoltà, nella ripresa sembra respirare un po', prima dell'errore su Adams: arriva in ritardo e permette all'avversario di segnare in acrobazia.
Diligente e poco più sulla fascia, mai in grado di spingere con continuità. Cacciamani lo mette in difficoltà, nella ripresa sembra respirare un po', prima dell'errore su Adams: arriva in ritardo e permette all'avversario di segnare in acrobazia.
Ha sulla coscienza il grave errore che porta al gol dell'1-2. Lascia il pallone a Belghali con un intervento superficiale, che denota presunzione e scarsa attenzione: la Fiorentina paga tutto questo con una sconfitta.
Come Dragusin, cala nettamente nel finale. Nel primo tempo se l'era cavata egregiamente, il passaggio del Torino al doppio attaccante lo manda in confusione: non trova più la posizione.
Come Dragusin, cala nettamente nel finale. Nel primo tempo se l'era cavata egregiamente, il passaggio del Torino al doppio attaccante lo manda in confusione: non trova più la posizione.
Troppo timoroso nel primo tempo, non porta il pressing che gli chiede Grosso, preoccupato delle incursioni del Torino. Perde nettamente il confronto con lo scatenato Mandragora.
Un tempo a disposizione, senza che riesca a brillare particolarmente. Non commette errori grossolani, ma gioca con il freno a mano tirato, come tutta la squadra.
Un tempo a disposizione, senza che riesca a brillare particolarmente. Non commette errori grossolani, ma gioca con il freno a mano tirato, come tutta la squadra.
Entra al posto di Oulai: porta maggior dinamismo, ma anche poca qualità nel palleggio. Commette tanti errori di posizionamento e spesso non sa che fare con il pallone tra i piedi.
Va a sprazzi, dopo pochi minuti potrebbe portare in vantaggio i viola, ma Fortini respinge la sua conclusione. Ogni tanto si innamora troppo del pallone, ma il coraggio non gli manca.
Entra nella ripresa e sembra possa dare la scossa: sfiora la deviazione vincente al 52', ci prova con un tiro dal limite al 61', impegna Perri con un colpo di testa insidioso al 66'. Poi si spegne anche lui.
Entra nella ripresa e sembra possa dare la scossa: sfiora la deviazione vincente al 52', ci prova con un tiro dal limite al 61', impegna Perri con un colpo di testa insidioso al 66'. Poi si spegne anche lui.
Entra nella ripresa e sembra possa dare la scossa: sfiora la deviazione vincente al 52', ci prova con un tiro dal limite al 61', impegna Perri con un colpo di testa insidioso al 66'. Poi si spegne anche lui.
Al 2' supera due avversari con una magia e si presenta a tu per tu con Perri, che gli nega il gol con un prodigioso intervento di piede. Rimarrà l'unico acuto di un primo tempo giocato ben al di sotto del suo potenziale e del quale rimane una fase difensiva totalmente inadeguata alla Serie A. Grosso lo lascia negli spogliatoi dopo l'intervallo.
Non brilla, ma finché rimane in campo è tra i pochi lucidi in casa viola. Ha qualità nel palleggio e si applica nella fase difensiva; un infortunio lo costringe a lasciare il campo prima della mezz'ora.
Ancora lontano da una condizione accettabile, prova a incidere nell'ultimo quarto di gara, ma senza riuscire. Di lui si ricorda un tentativo sbilenco di rovesciata e poco altro.
Ancora lontano da una condizione accettabile, prova a incidere nell'ultimo quarto di gara, ma senza riuscire. Di lui si ricorda un tentativo sbilenco di rovesciata e poco altro.
Primo tempo complicato, nel corso del quale è servito poco e male dai compagni e deve arrangiarsi con i pochi palloni che gli arrivano. Trova il gol in apertura di ripresa con un tiro coraggioso e la complicità di Perri.
Entra nella ripresa, sembra poter dare la scossa con le sue giocate. Si rivela però poco concreto: anche quando salta l'avversario, non riesce mai a essere concreto nell'assist o nella conclusione.
Terza sconfitta in altre partite per il tecnico, che stavolta non prende l'imbarcata come contro la Roma e il Frosinone, ma si fa rimontare in casa e scatena i fischi del Franchi. Nel primo tempo lascia l'iniziativa agli ospiti, nella ripresa, passato in vantaggio grazie a un errore del portiere avversario, non riesce a difendere il risultato: la Fiorentina è stata la regina del mercato, ma i risultati ancora non si vedono.
Apre la partita con un intervento miracoloso su Mastantuono, ma a inizio ripresa la combina grossa: l'errore su Pellegrino è da matita blu. Si riscatta parzialmente con un intervento magistrale sul colpo di testa di Atta al 66'. La domanda sorge spontanea: qual è il vero Perri?
Entra al posto di Coco, anche lui contrasta Pellegrino e fa valere il fisico. Non ha responsabilità sul gol, è bravo nel finale a gestire con calma il pallone.
Più bloccato rispetto a Cacciamani, preferisce mantenere la posizione e non rischiare di spingersi in avanti. Una maggiore intraprendenza non avrebbe guastato, tuttavia non commette errori di rilievo.
Ha un cliente sulla carta difficile come Mastantuono, che gli crea qualche grattacapo all'inizio, ma gli mette la museruola ben presto. A disagio sul centro-sinistra in fase di costruzione, però se la cava con applicazione e umiltà.
Battaglia con Pellegrino e non gli lascia spazio. Costretto a uscire per infortunio nel corso del primo tempo: fino a quel momento si era dimostrato solido.
Pronti, via e con un miracolo nega il gol a Njie: il suo intervento sulla linea di porta evita che la partita sia indirizzata a favore dei viola dopo pochi minuti. Molto bene nel primo tempo, meno a inizio ripresa, quando soffre un po' nella fase difensiva.
Entra nella ripresa e attacca senza sosta, creando scompiglio nella metà campo avversaria. Sempre propositivo, è suo l'assist per il gol decisivo.
Entra nella ripresa e attacca senza sosta, creando scompiglio nella metà campo avversaria. Sempre propositivo, è suo l'assist per il gol decisivo.
Tiene botta contro Njie e si disimpegna con bravura, contribuendo alla solidità della difesa del Torino. Fase difensiva impeccabile, si propone anche in avanti quando serve.
È l'uomo-copertina di oggi: rinnegato dalla Viola, la punisce con una prestazione di altissimo livello e un gol dei suoi. Rete che aveva già sfiorato al 12' e al 27' e che arriva, meritata, al 74'. Ma nella sua gara non ci sono solo tiri in porta, bensì una fase difensiva perfetta e una gestione del pallone ineccepibile: tutto quello che sarebbe servito alla Fiorentina.
Abate lo schiera di fatto da punta accanto ad Adams. Non brilla: in ritardo in qualche occasione, non riesce a deviare in porta il pallone al 62'. Uno come lui dovrebbe essere più coinvolto nella manovra della squadra.
Abate lo schiera di fatto da punta accanto ad Adams. Non brilla: in ritardo in qualche occasione, non riesce a deviare in porta il pallone al 62'. Uno come lui dovrebbe essere più coinvolto nella manovra della squadra.
Abate lo schiera di fatto da punta accanto ad Adams. Non brilla: in ritardo in qualche occasione, non riesce a deviare in porta il pallone al 62'. Uno come lui dovrebbe essere più coinvolto nella manovra della squadra.
Troppi errori di misura, mai un'iniziativa importante: si limita a passaggi elementari, quando cerca qualcosa di diverso va fuori giri. Non a caso il Torino migliora dopo la sua uscita dal campo.
Ottimo primo tempo, sforna cross interessanti per i compagni, mette in difficoltà Joao Mario con i suoi dribbling, è sempre pericoloso. Un leggero calo a inizio ripresa induce Abate a sostituirlo.
L'inizio non è eccezionale, ma cresce con il passare dei minuti. Nel finale è tra quelli ad avere più energie, segno di una condizione fisica eccellente.
Entra nella ripresa, è abile nel palleggio e contribuisce ad addormentare il gioco nel finale. Si intravede l'apporto che potrebbe fornire alla manovra granata.
Entra in campo nella ripresa, non si risparmia: lotta su ogni pallone e trasmette entusiasmo ai compagni. Non ha modo di lasciare il segno sul tabellino, ma il suo apporto è prezioso per la squadra.
Entra in campo nella ripresa, non si risparmia: lotta su ogni pallone e trasmette entusiasmo ai compagni. Non ha modo di lasciare il segno sul tabellino, ma il suo apporto è prezioso per la squadra.
Dopo una partita difficile, trova la stoccata vincente e segna il gol della vittoria. Con lui i difensori non possono mai stare tranquilli, concedergli un'occasione può rivelarsi letale.
Ribalta la gara con un paio di mosse non lette a dovere dall'avversario. Prima i cambi sugli esterni e un Belghali libero di spingere a piacimento, poi un modulo diverso per sorprendere Grosso: porta a casa la prima vittoria in campionato.