In uscita e con i piedi qualche brivido lo concede, ma sono da applausi le parate su Ekkelenkamp nel primo tempo e su Davis nella ripresa.
In uscita e con i piedi qualche brivido lo concede, ma sono da applausi le parate su Ekkelenkamp nel primo tempo e su Davis nella ripresa.
Fisicamente meno pronto di Halhal ma compensa a suo modo con l'esperienza e un pizzico di malizia. Soffre i duelli con Juan Jesus ma tiene botta sempre con grinta.
Ecco, non ha lo spunto di Hainaut ma fa il suo per la squadra, finendo stremato con un piccolo problema muscolare. Ci mette in mezzo l'appoggio per il super gol di Kike Perez.
Entra al posto dell'acciaccato Mazzocchi per mantenere il vantaggio, e ci riesce in maniera tranquilla.
Entra al posto dell'acciaccato Mazzocchi per mantenere il vantaggio, e ci riesce in maniera tranquilla.
Nel primo tempo parte col peccato originale di cestinare una buonissima occasione da gol al 5', ma poi la sua partita è una costante crescita. Diventa un fattore sulla destra, dove il Venezia con la sua corsa fa la differenza.
Pasticcione sul gol dell'Udinese, autorete dopo aver tenuto in gioco Zaniolo, e non contento cerca il bis regalando il pallone a Chakvetadze, che lo grazia.
Tecnicamente concede qualcosa, ma compensa alla grande con dinamismo e impatto fisico. Si fa rispettare sui duelli aerei e porta a casa una prestazione di sicuro convincente.
Si vede poco ma è anche effetto dei compiti che gli chiede Nicola stando davanti la difesa. Fa il suo e contiene bene i dirimpettai bianconeri.
Si vede poco ma è anche effetto dei compiti che gli chiede Nicola stando davanti la difesa. Fa il suo e contiene bene i dirimpettai bianconeri.
Lo aveva cullato a lungo, alla fine il primo gol con la nuova maglia lo ha trovato nella partita più importante. Fa le prove generali nel primo tempo e poi nella ripresa piega le mani a Okoye.
Toccato dalla recente tragedia sportiva del calciatore del Tenerife, sfoggia una prestazione alle soglie della perfezione, culminata nel gol almeno della settimana, per pesantezza e bellezza. Ci mette del suo anche nel dialogo con Hainaut prima del gol di Basic.
Cerca in tutti i modi di ripagare Nicola che gli concede nuovamente la maglia da titolare. Non incide nel tabellino ma il suo movimento continuo fa bene alla squadra.
Cerca in tutti i modi di ripagare Nicola che gli concede nuovamente la maglia da titolare. Non incide nel tabellino ma il suo movimento continuo fa bene alla squadra.
Non riesce a venire fuori dalla morsa dei difensori dell'Udinese, e quelle volte che lo fa finisce costantemente in fuorigioco.
Riesce a trasmettere alla squadra la sua voglia, e il risultato lo premia. Trova la seconda vittoria dal suo arrivo sulla panchina veneziana, con i lagunari che lasciano l'ultima piazza per la prima volta quest'anno.
Riesce a trasmettere alla squadra la sua voglia, e il risultato lo premia. Trova la seconda vittoria dal suo arrivo sulla panchina veneziana, con i lagunari che lasciano l'ultima piazza per la prima volta quest'anno.
Anche lui non riesce a ritrovare serenità. Con i piedi soffre un po', mentre sul gol di Basic si fa piegare le mani.
Nonostante l'enorme esperienza sembra che il pallone tra i piedi gli scotti, con un paio di lanci totalmente sbilenchi.
Nonostante l'enorme esperienza sembra che il pallone tra i piedi gli scotti, con un paio di lanci totalmente sbilenchi.
Davanti fa anche alcune cose giuste, come il cross da cui scaturisce il gol, ma dietro lascia voragini. Lento e in ritardo nella diagonale su Basic in occasione dell'1-0.
Hainaut alla lunga lo sovrasta nel duello personale, ma la sua corsa e la sua voglia di non prendere gol almeno attutiscono il passivo. Davanti c'è sempre anche se deve ovviamente migliorare la qualità dei cross. Nel complesso sufficiente.
Fa vedere rarissimamente il pallone ad Adams con buona presenza fisica. Si conferma elemento importante per la retroguardia bianconera.
Un buon primo tempo lascia spazio a un secondo tempo decisamente più incerto, condito dall'errore in impostazione che quasi costa il 3-1 e il giallo preso nel finale per frustrazione.
Un buon primo tempo lascia spazio a un secondo tempo decisamente più incerto, condito dall'errore in impostazione che quasi costa il 3-1 e il giallo preso nel finale per frustrazione.
In campo l'Udinese avrebbe bisogno di più Solet. Stringe i denti per esserci e finisce con l'essere il migliore dei suoi nonostante questo. In difesa anticipi sempre puliti, ed è l'unico che esce sempre palla al piede con personalità e qualità.
Ha una voglia matta di lasciare il segno e festeggiare la convocazione in azzurro, ma per lunghi tratti sembra non essere sullo stesso spartito degli altri. I difensori del Venezia non lo mollano un attimo e lui va in sofferenza.
E non come Ciro. Proprio come pietrificato dalla paura, cosa che non dovrebbe esistere per un capitano di una squadra. L'emblema è la corsa lenta di rientro sui gol del Venezia, non a caso individuata subito da Zanetti in conferenza stampa.
Dietro qualcosa pecca anche lui, ma almeno ha il merito di non gettare mai la spugna lì davanti finché è in campo. Dal suo destro nascono due dei maggiori pericoli della partita dei suoi.
Ci si aspettava di più, invece non arriva l'apporto sperato da Zanetti. Pochi guizzi da parte del basco, che si eclissa.
Ci si aspettava di più, invece non arriva l'apporto sperato da Zanetti. Pochi guizzi da parte del basco, che si eclissa.
Ci si aspettava di più, invece non arriva l'apporto sperato da Zanetti. Pochi guizzi da parte del basco, che si eclissa.
Zanetti lo rilancia titolare ma lui non sfrutta l'occasione. Incerto in più di qualche occasione, alla fine si fa vedere solo sul tiro sbagliato che porta Davis a prendere il palo da un metro.
Zanetti lo rilancia titolare ma lui non sfrutta l'occasione. Incerto in più di qualche occasione, alla fine si fa vedere solo sul tiro sbagliato che porta Davis a prendere il palo da un metro.
Entra per cambiare il ritmo offensivo e invece colleziona giocate dannose. Anche lui pigro in difesa sul 2-1 di Perez, poi non sfrutta il secondo regalo di serata di Moreno calciando piano su Stankovic con la porta vuota.
Continua a litigare con la rete, che non arriva nemmeno al turno numero 11. Prende un palo da un metro (probabilmente in fuorigioco) e poi si fa ipnotizzare da Stankovic. Male la sua prestazione, mezzo voto in più perché in qualche modo provoca l'autorete di Moreno.
Convinto di tirare fuori la squadra dalla crisi, anche se il suo esordio è brutale nel risultato e nella squadra che arriva alla sosta ultima in classifica.