Se il Frosinone resta in partita sino ad un quarto d'ora dalla fine, il merito è sicuramente del suo portiere: una bella parata su Sturaro e soprattutto l'uscita su Morata a fine primo tempo sono interventi importanti seppur poi non decisivi.
Se il Frosinone resta in partita sino ad un quarto d'ora dalla fine, il merito è sicuramente del suo portiere: una bella parata su Sturaro e soprattutto l'uscita su Morata a fine primo tempo sono interventi importanti seppur poi non decisivi.
Se il Frosinone resta in partita sino ad un quarto d'ora dalla fine, il merito è sicuramente del suo portiere: una bella parata su Sturaro e soprattutto l'uscita su Morata a fine primo tempo sono interventi importanti seppur poi non decisivi.
Quando gioca contro la "sua" Juventus evidentemente si impegna il doppio: in apertura si trasforma in assist-man con un tocco per poco non sfruttato da Ciofani, per il resto del match controlla bene soprattutto Morata.
Quando gioca contro la "sua" Juventus evidentemente si impegna il doppio: in apertura si trasforma in assist-man con un tocco per poco non sfruttato da Ciofani, per il resto del match controlla bene soprattutto Morata.
In questo momento della stagione è probabilmente difficile per chiunque giocare contro Cuadrado, e lui non fa eccezione: lo ferma solo con le cattive, porta a casa un giallo, e perde il colombiano in occasione dello 0-1.
L'esterno ex Roma la mette soprattutto sul piano nervoso, e gli va bene per larghi tratti quando è principalmente Morata ad agire dalle sue parti. Concentrato su quest'aspetto, però, non si vede mai in fase offensiva.
Per quasi tutto il match forma con Blanchard una coppia centrale praticamente perfetta, e capace di respingere tutti gli attacchi bianconeri: nella parte finale, però, apre la strada a Morata poi bravo a servire l'assist vincente a Dybala.
Forse soffre il confronto col suo passato, essendo un ex Juve seppur Primavera, ma la sua prestazione è condita da una quantità d'errori incredibili seppur non decisivi nei due gol della Juve. Praticamente un uomo in meno.
Forse soffre il confronto col suo passato, essendo un ex Juve seppur Primavera, ma la sua prestazione è condita da una quantità d'errori incredibili seppur non decisivi nei due gol della Juve. Praticamente un uomo in meno.
Forse soffre il confronto col suo passato, essendo un ex Juve seppur Primavera, ma la sua prestazione è condita da una quantità d'errori incredibili seppur non decisivi nei due gol della Juve. Praticamente un uomo in meno.
Entra nel momento peggiore del match, e cioè un attimo prima del vantaggio bianconero: la squadra in quel momento quasi si disunisce, lui gioca pochi palloni e non lo fa male, ma ormai la partita era già scappata via.
Regge benissimo l'urto soprattutto contro Pogba, mette più volte in difficoltà il francese fra l'altro non in ottima giornata, ma è protagonista sfortunato sul gol dello 0-1: non riesce a chiudere puntualmente la palla di Alex Sandro.
Non è una partita che ben si affianca al solito standard di questa stagione: non trova mai l'inserimento giusto, trotterella per il campo e lascia troppo spazio a Pogba soprattutto su una progressione nella parte finale del match.
Schierato sulla linea degli attaccanti diventa probabilmente meno pericoloso perché gli si toglie lo spazio per gli inserimenti da dietro, soffre troppo il confronto diretto con difensori di professione: non poteva fare di più.
Fa a sportellate con tutta la difesa bianconera, sfiora il gol con una bella girata di sinistro in apertura, ma in fin dei conti è ben controllato dagli avversari, soprattutto quando si sposta dalle parti di Barzagli.
Fa a sportellate con tutta la difesa bianconera, sfiora il gol con una bella girata di sinistro in apertura, ma in fin dei conti è ben controllato dagli avversari, soprattutto quando si sposta dalle parti di Barzagli.
Gioca una partita a cercare di rendersi utile per la squadra, si fa vedere in qualche occasione per aiutare a far salire la squadra, ma non trova mai la giocata giusta per impensierire la difesa avversaria.
Gioca una partita a cercare di rendersi utile per la squadra, si fa vedere in qualche occasione per aiutare a far salire la squadra, ma non trova mai la giocata giusta per impensierire la difesa avversaria.
Le scelte del mister del Frosinone sono mirate più a non prenderle che a provare a far male alla Juve, e di fatto i suoi tirano verso Buffon solo una volta in novanta minuti. Coi cambi fa un po' di confusione, ma la salvezza passa da altri lidi.
Le scelte del mister del Frosinone sono mirate più a non prenderle che a provare a far male alla Juve, e di fatto i suoi tirano verso Buffon solo una volta in novanta minuti. Coi cambi fa un po' di confusione, ma la salvezza passa da altri lidi.
Chiamato in causa più dai propri compagni per alcuni disimpegni coi piedi che dagli avversari con tiri pericolosi, il portiere bianconero passa un altro pomeriggio abbastanza tranquillo: arriveranno altre volte le parate decisive.
Solito ottimo contributo dell'esperto difensore bianconero: è sempre un punto di riferimento per i compagni, bravissimo soprattutto a levare le castagne dal fuoco in occasione di un pericoloso cross dalla destra.
Gioca da diffidato e con la paura di prendere un cartellino giallo che l'avrebbe escluso dalla sfida scudetto della prossima settimana: gioca col freno a mano tirato, ma non corre mai nessun rischio particolare.
Rientra in campo dopo un infortunio che l'ha tenuto fuori per un paio di partite, si perde Ciofani al 13', si rifà con qualche intervento fisico, ma poi è costretto a lasciare il campo per un altro problema che rischia di tenerlo fuori a lungo.
Sempre più inserito nei meccanismi della Vecchia Signora, l'ex Porto è ancora una volta decisivo: è suo l'assist che libera Cuadrado nell'occasione della rete dello 0-1. Non era neanche il primo della partita (sprecato da Sturaro).
La quantità di palloni recuperati dal centrocampista bianconero oggi pomeriggio è impossibile da conteggiare, perde lucidità in fase offensiva, ma non gli si può chiedere miracoli a ripetizione tutte le settimane.
La quantità di palloni recuperati dal centrocampista bianconero oggi pomeriggio è impossibile da conteggiare, perde lucidità in fase offensiva, ma non gli si può chiedere miracoli a ripetizione tutte le settimane.
Potrebbe essere una pedina preziosa in questa parte finale della stagione, ma il suo impatto sul match di oggi è stato tutt'altro che entusiasmante: qualche passaggio facile a pochi metri, ma anche tanti errori comunque poi superflui.
Tante volte decisivo per la sua squadra, oggi pomeriggio non è una di queste: tanti piccoli errori banali, qualche conclusione forzata sparacchiata alle stelle, regge bene l'urto dal punto di vista fisico in fase difensiva.
Manca di lucidità per larghi tratti, e non è colpa della stanchezza: è subito in apertura che liscia un assist al bacio di Alex Sandro, poi ne risente per tutto il match seppur bravo a farsi sentire in mezzo al campo.
Manca di lucidità per larghi tratti, e non è colpa della stanchezza: è subito in apertura che liscia un assist al bacio di Alex Sandro, poi ne risente per tutto il match seppur bravo a farsi sentire in mezzo al campo.
Il colombiano sta attraversando un ottimo momento di forma, e qualunque avversario si ritrova davanti finisce per farne le spese: stavolta tocca a Crivello, incapace di limitarlo, non è un caso che sia l'ex Chelsea a sbloccare il risultato.
Si prende una prima frazione di pausa, poi sale in cattedra sfiorando il gol sullo 0-0 quando colpisce il palo alla destra di Leali, e siglando lo 0-2 con un fantastico tiro a giro sempre sullo stesso lato dopo l'assist di Morata.
Nervoso per tutto l'arco del match, passa più tempo a battibeccare con gli avversari, quando decide di giocare fa "male" all'avversario: prima l'azione personale sventata da Leali, poi l'assist vincente a Dybala per lo 0-2.
Nervoso per tutto l'arco del match, passa più tempo a battibeccare con gli avversari, quando decide di giocare fa "male" all'avversario: prima l'azione personale sventata da Leali, poi l'assist vincente a Dybala per lo 0-2.
La calma è la virtù dei forti, sembra questa la filosofia di Allegri e dunque anche della sua squadra: la Juve non va in panico per la mancanza di gol nel primo tempo, e alla lunga si sblocca e continua a correre.