Da un suo goffo (ingiustificabile) rinvio, nasce l'azione che porta al rigore di Icardi. Ingenuità che poteva costare carissima. Per fortuna l'Atalanta non si scompone e l'Inter non è giornata.
Da un suo goffo (ingiustificabile) rinvio, nasce l'azione che porta al rigore di Icardi. Ingenuità che poteva costare carissima. Per fortuna l'Atalanta non si scompone e l'Inter non è giornata.
Primo tempo di ordinaria amministrazione, sfiora anche il gol con un inserimento offensivo. Poi si procura un taglio alla nuca ed è costretto ad uscire.
Altra scoperta del Gasp. Affidabile e preciso negli anticipi, formidabile negli inserimenti sulle palle da fermo. Dominatore sulle palle aeree. Tanti fantallenatori cominciano a sfregarsi le mani.
Strapotere fisico sia nell'arare la fascia che nel presidiare la retroguardia quando viene chiamato a retrocedere nel terzetto difensivo. L'olandese è una spina costante quando l'Atalanta attacca a pieno organico.
Sulla sinistra è l'incubo di D'Ambrosio. Scappa palla al piede o in sovrapposizione creando sempre pericoli. Non si ferma un attimo ed è una presenza costante su quella zona del campo.
Sulla sinistra è l'incubo di D'Ambrosio. Scappa palla al piede o in sovrapposizione creando sempre pericoli. Non si ferma un attimo ed è una presenza costante su quella zona del campo.
Gettato nella mischia dopo l'infortunio di Toloi, non entra bene in partita, perdendo qualche pallone di troppo e limitando molto le sortite offensive sulla fascia destra.
E' vero che procura il rigore con un movimento più istintivo che altro. Ma è il signore degli anticipi e del gioco aereo. Segna il suo terzo gol consecutivo che manda in orbita tutti i fantallenatori che ci hanno visto lungo. Mancini senior prende appunti.
Non perde un pallone che sia uno ed è sempre bravo nel pressare e far ripartire l'azione. Prezioso come il vino, ormai è una certezza del centrocampo del Gasp.
Non perde un pallone che sia uno ed è sempre bravo nel pressare e far ripartire l'azione. Prezioso come il vino, ormai è una certezza del centrocampo del Gasp.
Sbaglia un gol praticamente già fatto, forse ingannato dal movimento parallelo di Hateboer. In compenso però dal suo piede mancino arrivano sempre delle pennellate michelangiolesche che i compagni trasformano in oro. Dispensa sempre giocate di fino e si guadagna falli preziosi con i suoi movimenti dinoccolati. Insostituibile e fondamentale.
Cuce la manovra con invidiabile sicurezza. Fa sempre la cosa giusta, illuminando con la sua tecnica il centrocampo bergamasco. Insieme a De Roon annulla il terzetto Brozovic, Vecino, Gagliardini comandando il pressing in maniera impeccabile.
Cuce la manovra con invidiabile sicurezza. Fa sempre la cosa giusta, illuminando con la sua tecnica il centrocampo bergamasco. Insieme a De Roon annulla il terzetto Brozovic, Vecino, Gagliardini comandando il pressing in maniera impeccabile.
Nei minuti finali è chiamato a fare densità in mezzo al campo e ad dare respiro alla manovra in contropiede della Dea. Esegue il compito senza mettersi in particolare rilievo.
Gioca lontano dalla porta, venendo a prendere palla a centrocampo e ispirando la manovra nerazzurra. Torna al gol nei minuti finali con una perla di assoluta bellezza che ripaga la fiducia di tanti fantallenatori che nonostante il lungo digiuno lo hanno sempre schierato.
Si sacrifica a servizio della squadra, ingaggiando numerosi duelli contro i centrali nerazzurri. Vede poco la porta, ma Gasp è contento lo stesso.
Quarto successo consecutivo e campionato riaperto. La squadra gioca proprio come vuole il suo allenatore, con i terzini in grado di crossarsi a vicenda e con i centrali trasformati in attaccanti di razza. Ormai è quello del Gasp un marchio di fabbrica che potremmo raccontare ai nostri figli.
Quarto successo consecutivo e campionato riaperto. La squadra gioca proprio come vuole il suo allenatore, con i terzini in grado di crossarsi a vicenda e con i centrali trasformati in attaccanti di razza. Ormai è quello del Gasp un marchio di fabbrica che potremmo raccontare ai nostri figli.
Tiene in piedi l'Inter con almeno 3 interventi straordinari nel primo tempo. I compagni però non riescono ad approfittarne perché l'Atalanta è dirompente e mai doma. Sul quarto gol di Gomez ha qualche responsabilità.
Con Gosens vede i sorci verdi. Non riesce a prendergli le misure in nessun modo. Nella ripresa viene spostato come centrale e lì forse fa meno danni.
Con Gosens vede i sorci verdi. Non riesce a prendergli le misure in nessun modo. Nella ripresa viene spostato come centrale e lì forse fa meno danni.
Si fa anticipare da Mancini in occasione del gol del 2-1, ma in precedenza aveva salvato un gol fatto, intervenendo in scivolata su una bordata di Ilicic. Meglio di Skriniar, ma la sua partita è macchiata da quell'errore in maniera indelebile.
Dorme sul gol di Hateboer, non accorgendosi dell'inserimento del terzino nerazzurro. L'errore lo affossa, perché lo compie anche in altre circostanze e perché non si vede mai in fase offensiva. Pomeriggio nefasto.
Dorme sul gol di Hateboer, non accorgendosi dell'inserimento del terzino nerazzurro. L'errore lo affossa, perché lo compie anche in altre circostanze e perché non si vede mai in fase offensiva. Pomeriggio nefasto.
Entra per riportare presenza sulle fasce, tasto dolente del pomeriggio dei ragazzi di Spalletti. Esperimento fallito. Nel finale non interviene su Gomez consentendo al Papu di tirare in libertà.
Entra per riportare presenza sulle fasce, tasto dolente del pomeriggio dei ragazzi di Spalletti. Esperimento fallito. Nel finale non interviene su Gomez consentendo al Papu di tirare in libertà.
Dov'è finito il mastino in grado di fermare qualunque attaccante del globo terracqueo? Soffre Zapata, soffre Gomez, soffre anche Ilicic. Non ha particolari colpe sui gol ma soffre maledettamente tutta la partita.
Dov'è finito il mastino in grado di fermare qualunque attaccante del globo terracqueo? Soffre Zapata, soffre Gomez, soffre anche Ilicic. Non ha particolari colpe sui gol ma soffre maledettamente tutta la partita.
Dov'è finito il mastino in grado di fermare qualunque attaccante del globo terracqueo? Soffre Zapata, soffre Gomez, soffre anche Ilicic. Non ha particolari colpe sui gol ma soffre maledettamente tutta la partita.
Dovrebbe riportare ordine e brillantezza in mezzo. Non riesce ad imporsi, trascinandosi nel baratro in cui versava già la sua squadra. A differenza dei compagni vince un paio di duelli, ma solo per le statistiche.
Dovrebbe riportare ordine e brillantezza in mezzo. Non riesce ad imporsi, trascinandosi nel baratro in cui versava già la sua squadra. A differenza dei compagni vince un paio di duelli, ma solo per le statistiche.
Gioca solo un tempo e forse va bene così. Non riesce a farsi vedere in mezzo al campo, finendo succube delle giocate degli avversari. Prende anche un giallo inutile e perde tutti i duelli.
Prova qualche scatto e qualche cross ma senza convinzione. Non è il Perisic spietato e determinato che abbiamo ammirato in questi anni. Forse ha bisogno di una pausa.
Resta imbrigliato dal pressing degli avversari e non riesce mai ad inserirsi senza palla. Male anche in fase di costruzione, troppi errori e qualche fallo di troppo.
Resta imbrigliato dal pressing degli avversari e non riesce mai ad inserirsi senza palla. Male anche in fase di costruzione, troppi errori e qualche fallo di troppo.
Lotta da solo contro i giganti bergamaschi, avendo sempre la peggio. Trova la freddezza sul calcio di rigore, ma perde completamente la marcatura su Djmisiti in occasione del terzo gol dei padroni di casa. Unica soddisfazione aver segnato in uno stadio in cui non vi era mai riuscito. Non basta.
Non riesce ad imprimere la sua firma sul match. Prova qualche scorribanda, ma per la retroguardia atalantina è un gioco da ragazzi stopparlo. Anche a questo giro l'ex laziale delude.
Non riesce a creare superiorità con le sue giocate, finendo nella morsa dei centrali avversari. Brilla solo una volta e si procura il rigore. Poi Spalletti lo chiama fuori. Forse distratto dalla convocazione di Mancini in Nazionale?
Non riesce a creare superiorità con le sue giocate, finendo nella morsa dei centrali avversari. Brilla solo una volta e si procura il rigore. Poi Spalletti lo chiama fuori. Forse distratto dalla convocazione di Mancini in Nazionale?
Tiene fuori l'uomo più in forma (Joao Mario) e perde clamorosamente il duello tattico con Gasp. Inspiegabile il cambio Miranda-Vrsaljko, quando era sotto di 1 gol. Perde contatto con la vetta e la sconfitta di oggi alla lunga potrebbe pesare.