Vacanze romane? Soltanto in due occasioni Roma e Juventus si sono affrontate nella capitale dopo la trentacinquesima giornata in Serie A: erano gli anni di Boniperti e Parola, di Tévez e di Pogba. Le partite finirono entrambe 0-1 coi gol di Sergio Manente e Pablo Osvaldo. Allegri sceglie di giocarsi la partita che può portare ai bianconeri il sesto Scudetto consecutivo con Higuaín che punta Sívori - ed evita la sfida con Edin Džeko, out per infortunio - ed un 4-3-3 ricco di novità in vista della finale di coppa Italia contro la Lazio prevista per mercoledì. Infortunati Pjaca, Rugani, Kean, Marchisio e Khedira, turnover per Chiellini, Alex Sandro, Dani Alves e Dybala, il mister di Livorno sceglie Lichtsteiner e Asamoah terzini con Lemina - non Rincón - e Sturaro ai lati dell'ex Pjani?; non riposa Mario Mandžuki?. Spalletti, che vorrebbe evitare di trasformare l'Olimpico in caroselli e brindisi più per il secondo posto che per velleità tricolori, deve rinunciare oltre al suo nove pure allo squalificato Strootman: falso nove Perotti e Nainggolan - recuperato in extremis - con Salah e Stephan El Shaarawy nel poker d'attacco, Paredes e De Rossi a schermare. Fischia Banti con Paganessi - Tonolini ha accusato un problema muscolare nel riscaldamento - e Manganelli alle bandierine.
PRIMO TEMPO - Quattrocentocinquantesima partita in Serie A per Gigi Buffon, che si gusta l'abbraccio fra Del Piero (inviato Sky) e Totti a bordocampo prima del fischio d'inizio: "Io però dico ancora la mia". il Ninja, intanto, ci prova e ci riesce: il dolore resta, così come la presenza dal primo minuto. La verve giallorossa è contenuta dai nuovi muscoli juventini e Asamoah decide di mostrare notevoli qualità balistiche abbattendo il palo da venticinque metri abbondanti. Manca, manca tanto il gigante bosniaco: Perotti costringe i suoi a cambiare modalità di gioco, gira al largo e ne risente inevitabilmente la struttura generale. Quando finiscono gli sbadigli? Quando Sturaro si veste da Pirlo e cambia gioco pescando Higuaín nel cuore dell'area: sponda del Pipita - dormono Fazio ed Emerson - e rete comodissima di Lemina express per il sorprendente vantaggio. Un bel gioco dura poco - pensò Spalletti - e allora il piede di un ispirato Paredes stimola il terzo tempo di Manolas, dimenticato da Benatia e Sturaro: miracoli di Buffon in serie, poi tap-in decisivo di capitan De Rossi per il pari immediato. Il primo tempo si conclude con un pareggio onesto: bene le idee di Paredes e la fisicità di Rüdiger, sorprendenti la forma di Sturaro e l'altruismo di Higuaín.
SECONDO TEMPO - Spalletti tenta di dare una nocciolina alla sua scimmietta spostandola dalle grinfie di Benatia e Bonucci: centravanti diventa Salah col Monito largo in luogo dell'egiziano. Ribaltone? Riparte velocemente la Roma dopo un fuorigioco di rientro di Higuaín, la sfera viene carezzata sul vertice alto dell'area da El Shaarawy che punta la buca lontana col destro: Lichtsteiner difende "morbido" e Buffon battezza male la conclusione che vale il vantaggio della Lupa e l'ovazione dell'Olimpico. Smuove le fasce Allegri inserendo all'ora di gioco l'uomo del destino Dani Alves per lo spaurito Lichtsteiner: nemmeno il tempo di ambientarsi per il brasiliano, cui tocca assistere al tremendo scambio Salah - Nainggolan con bordata vincente di quest'ultimo: male Pjani? in copertura, 3-1 Roma al minuto sessantacinque. Dybala e Marchisio sono seconda e terza carta dal mazzo, gli fanno spazio un coraggioso Sturaro e un timido Cuadrado. Alla fine abbandona il campo pure Nainggolan sommerso da una fragorosa ovazione: Juan Jesus in per garantire le barricate. Benzina sempre meno, motivazioni in calo e idee confuse: Allegri sbuffa e pensa al Crotone e alla finale con la Lazio mentre il Real fa secco il Siviglia al Bernabeu. Nota dolente: Mario Mandžuki? dolorante a bordo campo con sostituzioni esaurite. L'ultima, della gara, riguarda Francesco Totti: corre il minuto novantatré, ma non è mai troppo tardi per fare festa.