Non bastano due miracoli (meglio, uno e mezzo) su Dzeko, nel primo e nel secondo tempo: viene preso a cazzotti neanche fosse un punching ball. Responsabilità poche.
Non bastano due miracoli (meglio, uno e mezzo) su Dzeko, nel primo e nel secondo tempo: viene preso a cazzotti neanche fosse un punching ball. Responsabilità poche.
Gioca 20 minuti con i tempi giusti, tenendo a bada Dzeko senza problemi, poi va completamente fuori fase e commette errori non da lui.
Si capisce già nel primo tempo che non è serata: lascia troppo spazio a Bruno Peres, che va vicino al gol, e in un paio di occasioni non fa scattare la trappola del fuorigioco. Salva su una conclusione un po' sufficiente di Dzeko, ma fa la frittata pochi minuti dopo, quando una sua svirgolata manda in gol il bosniaco.
Non benissimo, nonostante sulla sua fascia Bruno Peres abbia vita meno facile di Emerson dal lato di Sanchez. Troppo costretto in difesa, non si vede praticamente mai in avanti. Sousa lo sostituisce con Ilicic a inizio secondo tempo.
La Roma ha vita facile a passare dalle sue parti: difende male, gestisce palloni peggio, perdendone una quantità eccessiva.
La Roma ha vita facile a passare dalle sue parti: difende male, gestisce palloni peggio, perdendone una quantità eccessiva.
Dove sei, Borja? All'Olimpico il faro del gioco viola è rimasto spento: si fa vedere poco, non combina molto in fase di impostazione, Bruno Peres gli passa alle spalle senza che lui batta ciglio e va a un soffio dal gol.
Gioca una mezz'ora scarsa in cui succede di tutto. Con la squadra schiacciata, può poco, fa pochissimo.
Gioca meglio del suo compagno di centrocampo, ma non riesce comunque a raggiungere la sufficienza. Ogni tanto si fa vedere in avanti, si fa apprezzare per qualche pregevole intervento difensivo, ma alla fine naufraga come tutti gli altri.
Nella timidezza iniziale dei suoi è quello più vivace e spregiudicato, quello che più si fa vedere con iniziative personali, quello che cerca di suonare la sveglia. Poi si perde nell'individualismo, e cala con il resto dei suoi.
Un quarto d'ora insipido: prova un'accelerazione, Manolas gli fa capire che non è aria. E non ci prova più.
Una partita assurda in senso negativo come quella di Emerson è assurda in senso positivo: si fa saltare continuamente, quasi senza opporre resistenza. Tiene in gioco Dzeko sul gol dell'1-0, si fa sovrastare da Fazio sul 2-0, una sua svirgolata rischia di mandare in gol Nainggolan.
Ha l'occasione di dimostrare quanto vale partendo dal primo minuto, ma il suo gioco è fumoso: si fa vedere poco dai compagni, a tratti si comporta con sufficienza, sbaglia anche passaggi elementari.
Ha l'occasione di dimostrare quanto vale partendo dal primo minuto, ma il suo gioco è fumoso: si fa vedere poco dai compagni, a tratti si comporta con sufficienza, sbaglia anche passaggi elementari.
Si perde nelle difficoltà cosmiche della sua squadra: prova a giocarsi la carta della generosità battendosi e cercando di recuperare palloni in difesa, ma non basta.
Dopo la buona mezz'ora vista nel primo tempo, avrebbe potuto approcciarsi al secondo tempo in maniera diversa. E invece mostra il fianco alla Roma, che raddoppia subito. Il cambio Olivera-Ilicic e lo squilibrio che ne è derivato hanno il sapore della resa incondizionata.
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Rappresentano un giudizio complessivo e dettagliato sulla prestazione dei singoli calciatori.