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I 5 trasferimenti di gennaio che possono farvi vincere il Fantacalcio (ma solo in un mondo parallelo)

li volete svincolare? non lo fate (ALMENO PER ORA). ANZI, provate a chiudere gli occhi, per un attimo, e sognare: cambiano maglia e vi fanno vincere il fantacalcio. così


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Scritto in un mondo parallelo e non in eccellenti condizioni psicofisiche il 5.06.2020

  • Gaston Ramirez alla Spal

Il buon Gaston, a Genova, è ormai "bruciato". Dopo l'addio di Giampaolo, che comunque lo alternava a Saponara, sono arrivati Di Francesco che da vate del 4-3-3-e e del 3-5-2 non l'ha mai impiegato, e Ranieri che sembrava pronto a tornare al 4-3-1-2 e che invece bene s'è trovato col 4-4-2. Insomma, il fantasista uruguagio andrà alla corte di Semplici che gli ha promesso una maglia da titolare al fianco di Petagna, con Di Francesco che torna a fare il laterale a tutto campo, e Paloschi ceduto in B. Ramirez, della Spal che farà 32 punti nel girone di ritorno, arrivando addirittura 10a, sarà il leader tecnico e il tiratore di tutti i calci da fermo, sottraendo bonus pesanti al rigorista Petagna a cui comunque riuscirà a servire ben 8 assist (di cui ben 6 quality assist da 1.5). I suoi gol, da che erano 0 nella prima metà della stagione in blucerchiato, saranno 9, e la fantamedia schizzerà verso un imponente 8.11. Avete già deciso di svincolarlo? Folli. Sappiate che a luglio il Tottenham lo riporterà in Premier pagandolo ben 13 milioni e rendendolo l'erede designato di Eriksen, destinato alla Juventus che lo scambierà con Dybala.

  • Alexis Sanchez alla Roma

Ricordate quando a ottobre El Niño  si operò e dovette restare fuori per oltre tre mesi? Beh, fu lì che Marotta decise il suo piano. Rimandarlo al Manchester United a gennaio, anticipando la scadenza del prestito, per riportare l'osannato dai tifosi Gabigol in Italia. D'altra parte l'Inter già era restia a sborsare i 27.5 milioni previsti per il riscatto del cileno, che ritornato tra i red devils si trovò di fatto fuori rosa e chiese nuovamente di poter tornare in Serie A. Lì dove venne accolto, e con un certo fervore, dalla Roma che a sua volta sacrificò Zaniolo, venduto per 50 milioni al Bayern Monaco. Alexis Sanchez e Dzeko formarono fin da subito una coppia devastante: maglia numero 10 - eresia! - e maglia numero 9, punta e sotto punta nel 4-2-3-1 di Fonseca, che decise al momento dell'arrivo di Maravilla di retrocedere Pellegrini in mediana. 7 gol nelle prime 5 partite in giallorosso per Alexis, 13 totali da gennaio a giugno. Eppure c'era chi l'aveva svincolato a novembre per prendere Rebic.

  • Simone Zaza al Bologna

Aveva cominciato davvero bene la stagione il buon Simone: e difatti ti aveva convinto a spendere per lui ben 14 crediti, all'asta (e che potevi utilizzare invece per prendere Mancosu, Kulusevski e Castrovilli tutti insieme). Poi, però, nel primo semestre s'è reso conto di essere, almeno per Mazzarri, né più e né meno di quel che fu la scorsa stagione: la riserva di Belotti, al limite impiegabile al suo fianco in situazioni di estrema emergenza. Troppo poco, per lui, che puntava ardentemente al ritorno in Nazionale in vista di Euro 2020. E difatti la richiesta di essere ceduto fatta nei confronti della società granata alla fine è stata assecondata: prestito con diritto di riscatto a 15 milioni in favore del Bologna, dove i tifosi, stanchi di aspettare Destro e delusi per come rapidamente sia sfumata la suggestione Ibrahimovic (alla fine andato al Guangzhou Evergrande), hanno ritrovato un idolo. D'altra parte, i continui infortuni di Palacio rendevano necessario un investimento più futuribile, per garantire a Mihajlovic di avere un titolare di riferimento. E Zaza, che esordirà con un clamoroso +6, da subentrante e da ex, nella sua prima partita in rossoblu (Torino-Bologna del 12 gennaio 2020), sarà il titolare fino a fine stagione, giocandosela nuovamente con Belotti ma per un'altra maglia da titolare: quella della Nazionale di Mancini all'Europeo.

  • Krzysztof Piatek al Chelsea

Quando i blues si sono resi conto di dover fronteggiare l'addio di Giroud non hanno avuto dubbi. Avevano chiesto informazioni per il polacco già in estate, offrendo 50 milioni al Milan, che però non poteva permettersi di venderlo dopo soli 6 mesi. A un anno dall'acquisto, però, e con l'offerta per il cartellino salita a quota 60 (circa la metà dei quali di plusvalenza), Maldini e Boban non hanno potuto che cedere, anche perché nel frattempo Pioli aveva già trovato, seppur part time, il suo erede: Rafael Leao. Si, proprio il tuo Rafael Leao, che pagasti solo 4 fantamilioni ad agosto e che man mano, da riserva del polacco, ha iniziato a strappargli sempre più minutaggio. Al momento della cessione Piatek, il giovanissimo portoghese sarà l'ennesimo impudente e temerario a salutare la sua maglia per affrontare faccia a faccia la maledizione della numero 9: azzardo decisivo e scommessa vinta, visto che aiutato dai lanci in profondità del ritrovato Bennacer e dai cross radenti di Callejon (non ve l'ho detto che l'ha preso il Milan al posto di Suso per soli 10 milioni?), Leao segnerà ben 17 gol, che sommati ai 4 del girone d'andata gli hanno fatto chiudere il campionato 2019-2020 a quota 21. Non male: non a caso per lui ora si parla di un'offerta da 80 milioni del Bayern Monaco.

  • Pedro Guilherme Abreu dos Santos all' Hellas Verona

Che Montella non lo volesse, o semplicemente non avesse deciso di scommettere, sino in fondo, le potenzialità del giovane attaccante, s'era capito sin da subito. Convocato solo 4 volte nel girone d'andata, mai titolare, il ragazzo ha totalizzato in viola solo 68' (ed, ovviamente, zero bonus) in campionato a 32' in Coppa Italia. Una miseria, considerato che la spesa di Commisso (13 milioni di euro più bonus) in estate. Un capitale da non svalutare, ovviamente: questo avrà pensato Barone, quando lo ha concesso in prestito secco semestrale al Verona, ultimo in classifica a fine dicembre, e orfano dei gol sia di Stepinski che di Di Carmine e Pazzini. Questi due lasciarono la squadra gialloblu per tornare in B, e Tony D'Amico convinse il brasiliano a provare a sfondare alla corte di Guidolin (che intanto aveva preso il posto di Juric, esonerato a fine novembre). L'ex bomber del Fluminense, nell'ardito 4-3-2-1 dell'ex tecnico friulano, s'è adattato benissimo sin da subito, assistito dal prolifico supporto dei trequartisti Pessina e Tutino. Dopo 10 gol e 2 assist in 18 partite, tutte da titolare, ora è destinato ad una stagione, la 2020-2021, da protagonista assoluto in Viola, dove Montella pare essersi ricreduto: persi Ribery (andato in MLS) e Chiesa (promesso sposo dell'Inter nell'ambito dell'operazione Politano-Fiorentina), il 3-5-2 dell'Aeroplanino ripartirà dalla coppia composta appunto da Pedro e dall'ex Sassuolo. E tu sarai lì, poco prima dell'asta di agosto 2020, sornione, sorridente, a ricordarti di quando lo pagasti solo 2 un anno fa e non lo svincolasti per nessun motivo, sino a gennaio. Ma consapevole del fatto che, questa volta, non riuscirai a prenderlo per meno di 200.

Postfazione, doverosa: tutto ciò che è stato scritto in questo tumultuoso arcobaleno di ipotesi calcistiche, oltre che essere scritto ipotizzando un rubicondo viaggio nel futuro, non ha al momento nessun riscontro nel calcio, né nel calciomercato, reale. Certo, sarebbe bello che accadesse. Chissà, magari potrebbe addirittura dare degli spunti agli operatore del settore. E non mi riferisco a quello fantacalcistico, ovviamente.

Alfredo De Vuono

diAlfredo De Vuono

Ingegnere e giornalista. Project manager @Fantacalcio. Classe '83, calabro ma con lunghi trascorsi toscani. Cinico, stronzo, ma romanticamente nostalgico. Una laurea nello stesso, confuso, cassetto in cui ripone sogni e passioni. Tarantiniano, Gilmourista, ateo di sinistra. Venera carboidrati e Southern Comfort.