"E come l'anno scorso... e come l'anno prima": no, non v'intonerò un coretto da stadio sul nerazzurro chiaccherone a.M. (ante Mou), preferirei concentrarmi sul rinnovo contrattuale di Massimo Ambrosini: capitano silenzioso, condottiero coerente, re del terzo tempo senza canestro, anti-eroe fra creste, discoteche, pantaloni mimetici, sempre in discussione, fedele ai colori rossoneri dai tempi di Maini, N'Gotty e Mohammed Alyiu Datti.

 

Con l'arrivo della primavera parte il tormentone dei rinnovi, motivetto che si ripete da qualche stagione e che, probabilmente, si trascinerà fino a giugno, mese in cui Arsenio Lupin avrà 36 anni e la società di Via Turati deciderà le sue sorti. Spesso criticato e bistrattato dopo le sconfitte, Ambro, pur avendo perso lo smalto degli anni d'oro, è stato fra i migliori in campo nella vittoriosa spedizione scaligera: meno chilometri macinati, ma cuore da vendere. Max ci mette la sempre gamba e, quando serve, la faccia; dopo il 4-0 del Camp Nou nessuna recriminazione per il palo di Niang o per il chilometrico fuorigioco di Messi sul 2-0, solo la verità, nuda e cruda: 'non siamo stati all'altezza', fine.

 

Difficile (ma non impossibile) che La Piovra possa rinnovare coi rossoneri, visto che mercato estivo potrebbe regalare ad Allegri Kucka, Lodi o addirittura entrambi, senza contare che il rito d'iniziazione a Montolivo capitano è già partito da un pezzo. Moreno Roggi, agente del calciatore da quando diciassette anni fa Lorenzo Scarafoni gli passò le credenziali di quel biondino nato a Pesaro, ha parlato di possibili contatti col Sion dell'ex compagno Gennaro Gattuso a fine stagione. Roggi ha affermato che la volontà del capitano rossonero sia quella di aspettare il Milan, magari firmando in bianco: quando si dice vendere l'anima al Diavolo...

 

Alan Bisio

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