I primi passi falsi contro due avversari mediocri come Lorient e Ajaccio hanno fatto scattare più di un campanello d’allarme dalle parti di Parigi. Oltre a non essere arrivato il risultato, preoccupa l’assenza quasi totale di gioco e soprattutto il nervosismo di alcuni uomini chiavi, fra cui spiccano Lavezzi e Ancelotti.  Primi grattacapi per il tecnico di Reggiolo che deve fare i conti anche con la Ibrah-dipendenza.

 

SPENDI SPANDI SPENDI SPENDI EFFENDI: Il presidente Al Khelaifi in meno di due anni ha versato soltanto nelle casse dei presidenti italiani la bellezza di 177.5 milioni con gli acquisti di Javier Pastore ( 43 milioni), Thiago Silva (42 milioni), Ezequiel Lavezzi (30 milioni), Zlatan Ibrahimovic (20 milioni), Marco Verratti (12 milioni), Thiago Motta (11 milioni), Jeremy Menez (8 milioni), Mohamed Sissoko (8 milioni), e Salvatore Sirigu (3.5 milioni). Un ricco album delle figurine, a cui vanno aggiunti Bisevac, Douchez, Matuidi, Gameiro e Lugano arrivati sotto la Torre Eiffel la scorsa stagione. Dulcis in fundo Lucas, astro nascente del calcio brasiliano, che sarà a disposizione da gennaio. Gli ingaggi faraonici comprensivi di bonus completano il quadro.  “Pace prosperità e lunga vita al sultano”.

 

ALTA PRESSIONE: Bastano due pareggi per finire sotto l’occhio del ciclone. La stampa francese aspetta con ansia il prossimo passo falso per decretare la crisi; la stampa internazionale, invece, per decretare il fallimento di una politica fatta di solo spending. I presidenti dei club europei, e in particolare gli italiani, costretti dal fair play finanziario ad un repentino dimensionamento, gongolerebbero. La storia degli sceicchi nel calcio insegna che bisogna portare pazienza, anche se l’Inghilterra non è la Francia. Il Psg dovrebbe vincere a mani basse, considerando il mediocre livello della Ligue 1.

 

QUELLO CHE NON C’E’: Sembrerebbe strano dire che manca qualcosa dal momento che Leonardo ha avuto carta bianca, oltre che un salvadanaio inesauribile da cui attingere illimitatamente. In effetti non mancano gli uomini, quelli ci sono . “Arriva l’alba o forse no, A volte ciò che sembra l’alba non è”.  L’alba non è ancora arrivata sotto la Torre Eiffel. L’identità di una squadra non si costruisce con la stessa facilità con cui un bambino apre una bustina di Calciatori. Lo sa bene Carletto che è chiamato ad un arduo compito: trasformare questo coacervo di solisti in un’orchestra sinfonica. 

 

IBRADIPENDENCE: “Tuo prigionero babe, o della tua essenza, per il mio sangue è già dipendenza”. E’ bastato un match (l’esordio contro il Lorient ndr) per ritrovare il caro e vecchio Ibrahimovic.  A Torino e Milano hanno imparato a conviverci ottenendo il massimo da un calciatore in grado di esaltarsi e, contemporaneamente, di trascinare i compagni da solo.  È bastato un match (lo scialbo 0-0 contro l’Ajaccio) per sentire la mancanza dell’attaccante svedese. A Torino e a Milano hanno capito ben presto come sopperire alla sua assenza. Pato e Robinho nell’anno dell’ultimo scudetto hanno dato il meglio di sé.  

 

 

L’appuntamento è per domenica sera ore 21.00 contro un lanciatissimo Bordeaux. Se non è una resa dei conti, poco ci manca!

 

Giovanni Migliore