La stagione della Juventus sembra non voler mettere mai di sorprendere e, purtroppo per tutto il popolo bianconero, ieri sera lo ha fatto in senso negativo. Nell'anticipo della trentesima giornata la Vecchia Signora ha ospitato tra le mura dell'Allianz Stadium il Sassuolo. I neroverdi si sono presentati a Torino in condizioni piuttosto particolari: nelle ore precedenti alla partita la società emiliana aveva infatti diffuso un comunicato sulla presenza di un'epidemia di pertosse tra i suoi tesserati. 

Nonostante questo la formazione di Grosso assomigliava molto da vicino alla migliore possibile e trovando nelle sue certezze Muric, Berardi e Pinamonti gli uomini giusti per portare a casa un punto in trasferta anche dopo essere andati in svantaggio. Dall'altra parte Spalletti ha messo in campo la Juventus con l'ormai consueto 4-2-3-1 con Boga ancora falso nueve supportato da Yildiz, McKennie e Conceicao, confermato ancora una volta Perin tra i pali.

I bianconeri sono riusciti a trovare presto il vantaggio grazie alla precisione del lancio di Perin che ha innescato la velocità di Conceicao, il portoghese ha condotto palla fino all'area di rigore del Sassuolo per poi scaricare su Yildiz che, calciando di prima intenzione, non ha lasciato scampo a Muric. Nel primo tempo la Juventus ha dominato a lungo, correndo pochi rischi, ma mancando ancora una volta il colpo del KO. Il Sassuolo d'altro canto è stato bravo a limitare i danni e a concludere la prima frazione sotto di solamente una rete. Nella ripresa invece la situazione è cambiata con la formazione di Grosso che si è fatta più coraggiosa fino ad arrivare al pareggio grazie al guizzo di Pinamonti, bravo ad anticipare Bremer, su invito di Berardi. Dopo il pareggio Yildiz e soci hanno provato a riversarsi nella metà campo avversaria alla ricerca del nuovo vantaggio, ma la grande frenesia unita alla scarsa precisione hanno portato scarsi risultati. Tutto sembrava in procinto di cambiare all'87' con l'arbitro che ha assegnato un calcio di rigore per la Juventus, Vlahovic prende la sfera, poi dopo un conciliabolo la consegna a Yildiz, ma alla fine a presentarsi dal dischetto è capitan Locatelli: la conclusione dell'ex di giornata è debole e non troppo angolata, con Muric che blocca quasi senza fatica. Il match si chiude dunque sull'1-1 con la Juventus che tra poco rischia di vedere allontanarsi il Como e, più tardi, vedersi raggiungere dalla Roma.

Come ogni settimana andiamo a vedere quali sono le tre notizie più importanti lasciate da Juventus-Sassuolo:

Il valzer degli attaccanti

La bocciatura di Luciano Spalletti per Jonathan David e Lois Openda è sotto gli occhi di tutti e ieri sera se n'è avuta la certezza definitiva. Sul punteggio di 1-1 il tecnico di Certaldo si è girato sulla panchina per aumentare la pressione offensiva della sua squadra. Ad entrare sul terreno di gioco però non sono stati i due giocatori arrivati la scorsa estate, bensì Dusan Vlahovic e Arkadiusz Milik. Vista la situazione del reparto offensivo è dunque facilissimo immaginare che nelle prossime partite il posto di riferimento centrale venga affidato ad uno dei due, con il numero nove ovviamente favorito, con Boga che si dovrebbe riaccomodare in panchina. In caso di permanenza di Spalletti sulla panchina juventina per i due nuovi arrivati la vita potrebbe essere particolarmente difficile e non ci stupiremmo se dovessero finire ben presto al centro di voci di mercato.

Vlahovic con Kalulu (Getty Images)
Vlahovic con Kalulu (Getty Images)

La maledizione dal dischetto

La Juventus ha sbagliato gli ultimi tre rigori calciati. Ad inaugurare questo trend negativo è stato Jonathan David con la sciagurata conclusione dal dischetto contro il Lecce alla diciottesima giornata. Due turni più tardi era toccato a Kenan Yildiz incaricarsi della massima punizione contro la Cremonese, il turco si è fatto respingere il tiro, ma sulla ribattuta ha comunque messo il pallone in fondo alla rete. Ieri sera è stato il turno di Manuel Locatelli che si è preso questa responsabilità su indicazione del tecnico Spalletti, il risultato di questa scelta è ancora negli occhi di tutti: un pallone lento e facilmente controllabile che il portiere del Sassuolo ha bloccato senza particolari problemi. Nel post-partita la reazione del tecnico è stata piuttosto veemente, ma la sensazione è che in tutto l'ambiente bianconero ci sia la convinzione che il rigorista dovrebbe essere il suo numero 10, il suo giocatore più talentuoso e che, per uno strano caso del destino o forse no, è stato l'unico che fino a questo momento ha saputo rimediare al proprio errore.

Manuel Locatelli durante la battuta del rigore (Getty Images)
Manuel Locatelli durante la battuta del rigore (Getty Images)

I piedi di Perin

Al momento del suo sbarco sulla panchina della Juventus l'allenatore italo-brasiliano aveva richiesto l'acquisto di un portiere che fosse "bravo con i piedi". La dirigenza bianconera dell'epoca aveva accontentato l'ex centrocampista della Nazionale azzurra acquistando, con un investimento importante, l'ormai ex estremo difensore del Monza Michele Di Gregorio, portiere che sembrava essere in rampa di lancio e che comunque dava l'impressione di offrire garanzia dal punto di vista della costruzione del gioco. Non sono ancora passati due anni dall'arrivo di Di Gregorio alla Juventus, ma la sua avventura in bianconero finora è stata tutt'altro che memorabile, tanto che Spalletti sembra ormai aver optato per Mattia Perin come suo portiere titolare. Nella partita di ieri Perin ha ampiamente dimostrato di non essere così male con i piedi, anzi, il lancio da cui nasce l'azione del momentaneo 1-0 è un passaggio ad altissima difficoltà che raggiunge Conceicao con i giri e la forza giusti per permettere al portoghese di controllare ed involarsi verso la porta avversaria. 

Mattia Perin (Getty Images)
Mattia Perin (Getty Images)

Ora la Juventus dovrà sperare in una serie di risultati a lei favorevoli per non perdere il contatto con il Como e il farsi raggiungere dalla Roma. La corsa per la Champions è ancora aperta, ma per la formazione bianconera le possibilità di commettere altri errori sono ormai prossime allo zero.