Era diverso tempo che la Juventus non passava una notte al terzo posto in classifica. Grazie alla vittoria sul Lecce nell'anticipo di ieri i bianconeri sono riusciti infatti a superare il Milan al terzo posto in graduatoria, anche se i rossoneri hanno, ovviamente, una partita in meno. In attesa della sfida di questa sera che vedrà gli uomini di Allegri contro l'Atalanta di Palladino, però, la Vecchia Signora può prendersi qualche ora di respiro e di tranquillità.

In casa Juventus la vittoria di ieri ha certamente portato un mezzo sorriso, dopo il pareggio rimediato con il Verona, ma anche tanti rimpianti per come poteva andare questa stagione se Dusan Vlahovic non fosse dovuto restare ai box per così tanto tempo. Diversi però sono gli aspetti da migliorare, anche perché le prossime ed ultime due partite della stagione si giocheranno contro Fiorentina e Torino, due squadre che storicamente vogliono dare tutte loro stesse nelle partite contro la Juventus. 

Nonostante Spalletti abbia provato un po' a mescolare le carte lasciando in panchina Thuram e lanciando dal primo minuto Koopmeiners e Vlahovic, la prestazione della squadra ha ricalcato molto fedelmente quanto successo nel precedente turno, quando i bianconeri non sono riusciti ad andare oltre al pareggio con il Verona. Contro il Lecce lo schema da calcio d'avvio ha portato i suoi frutti, con Vlahovic che ha fatto registrare il gol più veloce dell'ultracentenaria storia della Vecchia Signora, poi i bianconeri hanno corso subito un grosso rischio con l'iniziativa di Banda e la conclusione centrale di Cheddira, ed infine è partito il lungo e sterile dominio juventino. Nella prima frazione Locatelli e compagni hanno infatti tenuto il pallino del gioco per lunghissimi tratti, ma oltre al gol segnato da Vlahovic ed al palo di Conceicao, sono stati ben pochi i pericoli reali creati per la porta difesa da Falcone. 

Nella ripresa poi il Lecce ha inevitabilmente alzato il proprio baricentro alla ricerca di un pareggio preziosissimo in ottica salvezza e, per poco, i giallorossi non sono stati in grado di trovare la via della rete. L'ennesimo calo di tensione della retroguardia juventina ha infatti aperto le porte dell'area al velocissimo N'Dri, ma per fortuna della Vecchia Signora la conclusione dell'esterno offensivo salentino ha solamente dato l'illusione del gol, cogliendo il lato esterno della porta. Nel finale gli attacchi della formazione allenata da Di Francesco sono diventati più confusionari e meno efficaci, con la difesa bianconera che si limitava a rinviare il pallone il più lontano possibile per allentare la pressione avversaria e provare ad innescare i contropiedisti Zhegrova e Boga. Il risultato però non è più cambiato e alla fine a gioire è stata la Juventus arrivata un passo più vicina alla qualificazione Champions.

Per poter avere la meglio contro squadre più attrezzate come Fiorentina e Torino, Vlahovic e soci dovranno migliorare moltissimo nella fase conclusiva della manovra. Nella sfida contro il Lecce moltissime occasioni sono sfumate per gli errori fatti negli ultimi metri del terreno di gioco: decisioni sbagliate, passaggi imprecisi e conclusioni fuori dallo specchio della porta. Se i due gol annullati e il palo di Conceicao sono state questioni di centimetri, altrettanto non si può dire, ad esempio, della decisione di Vlahovic di calciare in porta dopo l'errore di costruzione di Ramadani, con il serbo che si è incaponito nell'iniziativa personale anziché alzare la testa e vedere l'arrivo di Yildiz che si sarebbe trovato, di fatto, da solo davanti a Falcone.

Che a questa squadra mancasse della qualità si sapeva da inizio stagione, ma ora manca davvero troppo poco al traguardo finale per sprecare così tante opportunità, contro Fiorentina e Torino non sarà più possibile lasciare tutte queste occasioni per strada. Diventare più efficaci e cinici sotto porta è l'unico modo che i bianconeri hanno per continuare a tenere a distanza Roma e Como e poter riascoltare, ancora una volta, l'inno della Champions.