Al termine del triplice fischio della sfida di San Siro contro il Milan degli ex Allegri e Rabiot, la posizione della Juventus nella lotta per la qualificazione alla prossima edizione della Champions League sembrava essere molto positiva. Dopo i rossoneri la squadra di Spalletti avrebbe avuto, sulla carta, un calendario piuttosto semplice visto che il sorteggio aveva stabilito che le prossime avversarie dei bianconeri sarebbero state Verona, Lecce, Fiorentina e Torino. La partita contro il Milan aveva però destato più di qualche perplessità dal punto di vista del gioco juventino. La sensazione era quella infatti che fossero stati fatti dei passi indietro rispetto alle uscite più convincenti e coinvolgenti fatte sotto la gestione del tecnico di Certaldo.
Queste prime, piccole, crepe sono diventate rapidamente delle voragini già a partire dal successivo impegno contro il Verona. Pur partendo con il piglio giusto contro gli scaligeri i bianconeri hanno chiuso la prima frazione in svantaggio, trovando la rete del pareggio solamente grazie ad un calcio di punizione del redivivo Dusan Vlahovic. Contro il Lecce il copione della partita è stato più o meno lo stesso, ma con un pizzico di fortuna la Vecchia Signora è riuscita a trovare la vittoria, venendo catapultata incredibilmente al terzo posto in classifica, superando anche il Milan e trovandosi dunque in posizione di forza rispetto a tutte le altre contendenti alla qualificazione Champions. Le sfide contro due avversarie storiche come Fiorentina e Torino diventavano a quel punto decisive.
Alla trentasettesima giornata Locatelli e compagni si sono trovati a ospitare la Fiorentina di Vanoli, fresca di salvezza e senza più obiettivi di classifica, tra le mura dell'Allianz Stadium. Il punteggio al fischio finale recitava 0-2 in favore dei toscani, ma nei cuori di tutti gli juventini quella partita era equivalsa ad una disfatta clamorosa: il piazzamento in classifica è passato dal terzo al sesto posto con Milan, Roma e Como brave ad approfittare dell'inaspettata sconfitta bianconera. Le conseguenze di questo risultato e di questo scivolone in graduatoria sono notizie di questi giorni: in casa Juventus nessuno è più al sicuro, dai dirigenti, Comolli compreso, fino a tutti i giocatori della rosa. La situazione in casa della Vecchia Signora sembra sul punto di esplodere, come una polveriera in cui è già stata innescata la prima miccia.
Il dovere, l'obbligo morale, ora è quello di chiudere la stagione nel migliore dei modi, portando a casa una vittoria che in caso di miracolo sportivo potrebbe riportare clamorosamente i bianconeri in Champions, ma ad essere realisti è meglio che tutti i tifosi juventini si preparino a riassaporare i palcoscenici meno nobili dell'Europa League.
Inoltre in vista della partita di stasera Spalletti dovrà rinunciare anche al suo giocatore più talentuoso, quel Kenan Yildiz a cui fin troppe volte ci si è aggrappati nell'arco dell'ennesima stagione vissuta al di sotto delle aspettative. Il turco non ha smaltito completamente il problema al ginocchio e per quanto la situazione sia disperata non è il caso di correre alcun rischio, anche in vista del Mondiale a cui il numero 10 juventino parteciperà a differenza di tanti altri compagni. Chi invece è tornato nell'elenco dei disponibili è Thuram che, guarda caso, invece non è stato convocato da Deschamps per la prossima manifestazione iridata.
La Juventus questa sera dovrà vincere per salvare almeno la faccia, sperando anche in una serie di clamorose combinazioni di risultati sugli altri campi. Indipendentemente da quello che sancirà la classifica questa sera intorno alle ore 23, la proprietà juventina da domani dovrà iniziare a pianificare al meglio il futuro. La Juventus deve tornare a competere per la vittoria, ormai sono fin troppe stagioni che i bianconeri veleggiano lontani dalle posizioni nobili della classifica.