Da qualche anno a questa parte nel mondo del calcio la data del 30 giugno è sempre segnata con un cerchio rosso. Quel giorno è considerato ufficialmente come il termine della stagione e tale paletto è fondamentale anche dal punto di vista economico delle società. Quante volte ci è capitato di dover leggere che questa o quella squadra deve realizzare una plusvalenza entro il 30 di giugno? Oppure che i calciatori erano liberi di cambiare casa una volta oltrepassata tale data? Ad aggiungere ulteriore pepe alla situazione è poi arrivato il famoso Fair Play Finanziario imposto dall'UEFA alle società che raggiungono la qualificazione alle competizioni europee.
Per questo, anche quest'anno, il 30 giugno era considerato un po' uno spauracchio in casa Juventus. Per non incorrere in ulteriori sanzioni e restringimenti nella lista dei giocatori utilizzabili nella prossima Europa League, la società bianconera doveva mettere assieme qualcosa come tredici milioni di plusvalenze entro tale data. Un compito di per sé già poco agevole considerando lo scarso rendimento ottenuto dai giocatori della prima squadra negli ultimi anni e che è diventato ancora più difficile per via della nuova rivoluzione dirigenziale che ci è stata solamente qualche settimana fa. Per questo la società piemontese si è vista praticamente costretta ad attingere ancora una volta a quello sconfinato bacino di potenziali talenti che è rappresentato dal settore giovanile. A salutare la Juventus questa volta sono stati il portiere Giovanni Daffara e il terzino David Puczka, passati rispettivamente al Parma e al Genoa. Ovviamente queste due cessioni hanno attirato le solite critiche da parte di chi vede ogni volta nei giocatori delle giovanili delle star assolute del futuro, dimenticandosi di quanto già successo in passato, con una quantità enorme di "rimpianti" che poi sono finiti ben presto nel dimenticatoio quando le prestazioni tra i grandi hanno tardato ad arrivare. Tra le due cessioni quella su cui si poteva riflettere più attentamente era forse quella dell'estremo difensore, vista anche la situazione dei portieri della prima squadra. Purtroppo però, anche in questo caso era necessario sacrificare qualcuno sull'insaziabile altare del bilancio societario.
Qualcosa però si è mosso anche in ingresso e conoscendo il curriculum di Carnevali la scelta non poteva che ricadere su di un giovane italiano. Alla corte di Spalletti è approdato infatti Jeff Ekhator, attaccante classe 2006 proveniente dal Genoa. Il neo-juventino è sempre stato un ragazzo bravo a bruciare le tappe, basti guardare le date dei suoi esordi nelle varie categorie, e ha già fatto anche il suo debutto con la Nazionale maggiore nella recentissima vittoria degli azzurri in amichevole con la Grecia, fornendo per altro l'assist a Pio Esposito per il definitivo 1-0. Nonostante la giovane età, compirà 20 anni solamente il prossimo 11 novembre, Ekhator ha già messo assieme oltre 50 presenze in Serie A, trovando il gol in 4 occasioni. Ovviamente non si può pensare che possa essere un investimento per l'immediato presente, ma facendolo crescere sotto un maestro del calcio come Spalletti ci si possono aspettare da lui buonissime cose nel futuro, neanche troppo lontano.
Ora però il mercato sta entrando nel vivo e attorno alla Juventus sembra esserci tantissimo fermento sia per i movimenti in uscita che, soprattutto, per quelli in ingresso. I nomi accostati alla Vecchia Signora sono già arci-noti ed è inutile elencarli nuovamente. Attenzione particolare invece va riservata a coloro che torneranno alla base dopo i vari prestiti, con il brasiliano Douglas Luiz che sarà l'osservato speciale durante la prima parte del raduno di inizio stagione. Nelle passate settimane i cosiddetti insider hanno infatti riferito che Spalletti avrebbe richiesto a gran voce l'arrivo di un play con caratteristiche simili a quelle di Lobotka del Napoli; viste però le necessità di investire sul portiere e su almeno un attaccante di grande spessore, si è fatta sempre più strada l'ipotesi di una permanenza di Luiz all'ombra della Mole, proprio per andare a colmare quella lacuna. Decisivo, come detto, sarà quello che accadrà durante il raduno che scatterà tra poco più di una settimana.
Tante ancora le valutazioni da fare, ancora di più le mosse da compiere, tuttavia per sperare di migliorare lo scarso rendimento della passata stagione è necessario trovare quanto prima la quadra e mettere a disposizione di mister Spalletti la rosa definitiva per l'anno venturo.