Lo 0-0 interno contro la Spal sembra lontano anni luce. La Lazio di Inzaghi, nonostante una rosa non completa al 100% (soprattutto in difesa), sta proseguendo la propria marcia trionfale, tra campionato ed Europa League. Con il successo in Supercoppa sullo sfondo, i biancocelesti hanno espugnato il non facile campo del Chievo, rifilato un netto 4-1 al Milan e battuto in rimonta il Vitesse in Olanda (grazie anche al prezioso "amuleto" Murgia). Insomma, un cammino delizioso. Adesso, però, viene il difficile: gli impegni si moltiplicano e il livello degli avversari aumenta. A cominciare dalla trasferta di domenica sera al cospetto del Genoa: un vero e proprio macigno.

Già, perché numeri alla mano si tratta di un autentico tabù. E' vero che i capitolini sono imbattuti contro il Grifone da quattro partite in Serie A (2 vittorie e due pari), ma è altrettanto allarmante il fatto che al Ferraris la Lazio non vinca da otto gare (4 sconfitte e 3 pareggi nelle ultime sette in terra ligure). L'ultima gioia risale addirittura al 18 aprile 2009 (0-1 firmato Mauro Zarate). Di contro, tuttavia, bisogna dire che in questo momento ci sono tutte le condizioni per invertire il trend negativo: la squadra gira a meraviglia, le prime riserve a disposizione di Inzaghi non fanno rimpiangere più di tanto i titolarissimi e là davanti pare essere definitivamente sbocciato quel cinismo che più di qualche volta è mancato nella passata stagione. Nulla, dunque, farebbe presagire un improvviso digiuno di bonus dei vari Immobile, Luis Alberto e Milinkovic-Savic. Ma il rischio è sempre dietro l'angolo.

A proposito di Luis Alberto: l'esperienza italiana del trequartista spagnolo è legata a doppio filo con il Genoa. E' proprio a Marassi che ha siglato il suo primo gol nel Belpaese, sul finale dello scorso campionato. Inaugurando così una serie di prestazioni interessanti, riprese e notevolmente arricchite da un mese a questa parte. Aspettando che siano pronti al 100% Nani e Felipe Anderson, parte del peso offensivo laziale è sulle sue spalle. La Lazio non comincia il torneo di Serie A restando imbattuta nelle prime quattro giornate addirittura dal 1999/2000, l'anno dello Scudetto. Sarà l'ex Liverpool a riscrivere la storia?

Vincere sul campo dei rossoblù rappresenterebbe una prova di maturità superata a pieni voti. In primis, per una questione di continuità: aggiungere la terza tacca nel giro di una settimana sotto la voce "tre punti" sarebbe fondamentale per autostima e fiducia nei propri mezzi. E poi anche per un ragionamento a breve termine: mercoledì, nel turno infrasettimanale, all'Olimpico arriverà il Napoli di Sarri. In leggera flessione dal punto di vista del gioco, ma non dei risultati (piccolo intoppo in Champions a parte). Arrivare al big match casalingo a quota 10 punti su 12 vorrebbe dire poter fronteggiare Mertens e compagni un po' più a cuor leggero. Che non è mai una cattiva idea.