Dopo le eliminazioni in Coppa Italia ed in campo europeo alla Juventus è rimasto solamente un obiettivo per cui competere nella stagione 2025/26: la qualificazione alla prossima edizione della Champions League. Considerando la presenza, ormai certa, di Inter, Milan e Napoli tra le prime quattro, alla squadra di Spalletti non resta che lottare con Como e Roma per la conquista dell'ultimo piazzamento valevole per tornare a giocare sui più prestigiosi palcoscenici continentali.
Intanto, in attesa dello scontro diretto di oggi pomeriggio tra Como e Roma, ieri sera la Juventus ha portato a casa tre punti fondamentali grazie alla vittoria in trasferta sul campo dell'Udinese. La formazione schierata da Spalletti al Bluenergy Stadium ha sorpreso parecchi addetti ai lavori, soprattutto per quanto riguarda il reparto offensivo. Tra i pali è stato confermato ancora una volta Perin, che sembra ormai essere destinato ad essere il titolare in questo finale di stagione, mentre in attacco il tecnico juventino ha scelto di giocare senza centravanti di ruolo, partendo con Yildiz riferimento centrale, supportato da Conceicao, McKennie e Boga. L'inizio di partita è piuttosto promettente con i piemontesi che riescono a prendere in mano il pallino del gioco fin da subito, tuttavia davanti sembra mancare qualcosa con il numero 10 che non sembra essere ancora perfettamente a suo agio in quella posizione.
La svolta del match arriva grazie alla decisione di Spalletti di tornare ben presto sui suoi passi, invertendo le posizioni di Boga e Yildiz, con il turco che torna a calcare le zolle a lui più congeniali. Non appare un caso che la prima conclusione pericolosa della Juventus è una conseguenza dello scatto in profondità di Boga alle spalle dei difensori dell'Udinese, mentre il gol dello stesso ex Sassuolo arriva da un movimento perfetto di Yildiz alle spalle dell'esterno avversario, con lo stesso Boga che ringrazia e appoggia il pallone in rete da due passi.
Come sempre la partita di ieri ha lasciato in eredità tre notizie importanti, andiamo a vederle insieme.
La bocciatura di David e Openda
Pur trovandosi di fronte ad una partita importante il tecnico juventino ha deciso di mandare un segnale ben preciso ai suoi giocatori ed alla dirigenza. La bocciatura degli acquisti estivi David e Openda è ormai definitiva. In un match che poteva dare un segnale forte alla dirette concorrenti Spalletti ha infatti deciso di schierare inizialmente Yildiz come riferimento offensivo, salvo poi riportare il turco a sinistra e mettere Boga centrale. Nella ripresa, quando la stanchezza iniziava a farsi sentire, l'allenatore di Certaldo ha preferito mettere McKennie nella posizione di centravanti anziché pescare uno degli altri attaccanti dalla panchina. Alla fine l'unico ad entrare è stato il canadese, ma il suo ingresso sul terreno di gioco è arrivato quando il match aveva già iniziato i minuti di recupero del secondo tempo. La sensazione, sempre più forte, è che Spalletti non veda l'ora di poter avere a disposizione definitivamente Vlahovic, per tornare a giocare con un nove "vero" che possa rendere meno complicate partite come quella di ieri sera.
Il camaleonte solido
Ripeschiamo quest'espressione inventata da Sir Claudio Ranieri quando si è trovato sulla panchina juventina. La squadra messa in campo ieri sera da Luciano Spalletti dava la sensazione di non lavorare molto su posizionamenti rigidi, ma di sapersi adattare molto bene alle situazioni di gioco, leggendo con intelligenza gli sviluppi sia in fase di possesso che, soprattutto, in quella difensiva. Cavalieri principali di questa battaglia sono stati Locatelli e McKennie, poco appariscenti nel corso di tutta la partita, ma che davano sempre la sensazione di potersi trovare al posto giusto nel momento giusto, non per iniziative personali, ma per favorire il movimento dei compagni di squadra. Il capitano juventino ha chiuso il suo match senza troppi squilli di tromba, ma con una grande quantità di palloni recuperati e ripuliti. L'americano invece è stato meno incisivo del solito negli ultimi trenta metri di campo, ma il suo continuo muoversi costringeva i centrocampisti ed i difensori friulani a rincorrerlo in giro per il terreno di gioco, allontanandosi dalle proprie zone di competenza e lasciandole scoperte per gli inserimenti di Conceicao e Kalulu.
L'impatto di Boga
Arrivato a Torino quasi sotto traccia dopo mesi da separato in casa al Nizza, l'ex Sassuolo ha avuto un impatto importantissimo in casa Juventus. In principio il suo ruolo doveva essere quello di riserva a Kenan Yildiz negli impegni più facili e nel caso in cui il turco avesse avuto bisogno di tirare il fiato. Tuttavia la bocciatura di David e Openda ha aperto un nuovo scenario nell'impiego del numero 13: ieri sera è partito esterno a sinistra, ma nel corso della partita è stato spostato come riferimento centrale segnando la rete che ha deciso il match. Per lui sono tre reti nelle ultime tre presenze in campionato ed il confronto con gli altri attaccanti juventini, fatta eccezione per Yildiz, è quasi impietoso. Guardando solamente al campionato David è a quota cinque reti in ventiquattro presenze, Openda un gol in quattordici apparizioni, Vlahovic si è fermato a tre centri in tredici presenze prima del grave infortunio. Non sarà la panacea di tutti i mali dell'attacco bianconero, ma l'arrivo di Boga ha dato una clamorosa accelerata alla produzione offensiva, soprattutto in termini di gol e ora il suo riscatto dal Nizza pare già praticamente scontato.