Difficile, molto difficile parlare di semplice calcio all'indomani di un derby d'Italia che resterà negli annali della storia e non per gli straordinari gesti tecnici o della grande intelligenza tattica dei due allenatori e trasmessa sul terreno di gioco. Difficile non partire condannando fermamente quanto compiuto da Alessandro Bastoni, un giocatore che fino a questo momento era ritenuto tra i più onesti di tutto il panorama italiano. Dopo ieri sera la percezione su di lui sarà inevitabilmente differente, la simulazione e la conseguente esultanza hanno non solo rovinato una partita, ma macchiato inevitabilmente la carriera del difensore interista.

Senza toccare ulteriormente l'argomento arbitraggio, tema non molto positivo in casa Juventus in questa stagione, vorrei passare a parlare ugualmente della partita, almeno fin quando ha avuto senso. 

I bianconeri sono scesi in campo a San Siro con il consueto 4-2-3-1, ma orfani di un elemento cardine come Khéphren Thuram a centrocampo, sostituito da Miretti, confermati invece tutti gli altri dieci titolarissimi. Di Gregorio tra i pali aveva avanti a sé Kalulu, Bremer, Kelly e Cambiaso; Locatelli in mezzo accanto al già citato numero 21, nel terzetto dei trequartisti c'erano Conceicao, McKennie e Yildiz, Jonathan David riferimento offensivo. Anche per i nerazzurri il classico 3-5-2 con Sommer tra i pali, Bastoni, Akanji e Bisseck in difesa; Dimarco e Luis Henrique sugli esterni, Sucic, Zielinski e Barelli in mediana e la coppia d'attacco composta da Lautaro Martinez e Marcus Thuram. 

Il match si sblocca al 17' con i padroni di casa che trovano il vantaggio grazie ad un triplice errore della Juventus: David gestisce male un pallone in uscita, la sfera arriva tra i piedi di Luis Henrique che tenta cross basso al centro, il traversone viene sporcato da Cambiaso con Di Gregorio già a terra e non così reattivo da respingere la sfera con i piedi. La risposta della Juventus è veemente e i bianconeri trovano il pareggio al 26' con protagonisti ancora Luis Henrique e Cambiaso: questa volta il numero 27 juventino anticipa l'esterno avversario e sfrutta un cross non propriamente irresistibile per riportare il punteggio sull'1-1. Al 41' la partita, che fino a quel momento era stata piuttosto combattuta, è finita per via della simulazione di Bastoni che ha tratto in inganno un arbitro non certamente esente da responsabilità.

Nella ripresa l'Inter trova il nuovo vantaggio, ma la Juventus si dimostra mai doma e con capitan Locatelli riesce a riagguantare il pareggio, prima del gol decisivo di Zielinski allo scoccare del 90'. Se l'Inter Juventus della stagione 2024-25 era stato uno bellissimo spot per il calcio italiano, con un pirotecnico 4-4, quello che si è giocato ieri sarà invece annoverata come une delle partite più discusse della storia.

Dall'anticipo di ieri sera i bianconeri non si portano certamente a casa punti, ma ci sono comunque tantissimi aspetti positivi da sottolineare.

La squadra allenata da Spalletti si è presentata a San Siro, contro la formazione favorita per lo Scudetto, senza alcun timore reverenziale. Il tecnico di Certaldo non ha voluto snaturare neppure per una partita il percorso intrapreso finora ottenendo dai suoi una risposta di grandissimo livello. In particolare Locatelli è riuscito a brillare in tutte le fasi di gioco, il Capitano juventino è letteralmente rinato dopo il suo periodo molto difficile delle ultime annate in maglia bianconera. In questo momento i suoi numeri parlano per lui, ma anche la leadership mostrata sul terreno di gioco, il coraggio e l'attitudine sono ben lontane da quelle opache delle stagioni precedenti. Se, in questo momento, dovessimo indicare un solo giocatore come esempio della rinascita spallettiana della Juventus, questo giocatore sarebbe indubbiamente il centrocampista scuola Milan.

Le pecche sono ormai tristemente arcinote. Alla formazione juventina manca senza ombra di dubbio un finalizzatore, un giocatore che sappia come agire all'interno dell'area avversaria e sappia difendere il pallone anche in situazioni di difficoltà. Con buona pace di qualche personaggio social che ama parlare alla pancia di chi lo segue, Jonathan David si sta dimostrando un giocatore non all'altezza della Juventus: Spalletti aveva nettamente ragione a chiedere un centravanti nel mercato di gennaio, purtroppo le congiunture non hanno permesso che ciò avvenisse e ora non resta che attendere il recupero definitivo di Dusan Vlahovic nella speranza che la grande produzione offensiva possa finalmente iniziare a trasformarsi in reti pesanti anche nei big match.