Il Napoli manda segnali incoraggianti. Lo fanno la squadra e l’allenatore. L’ipotesi secondo cui il Napoli avrebbe iniziato a correre e a dimostrare un livello alto di competitività dopo la prima sosta non può ancora trovare pieno riscontro, ma pianta una possibilità di principio nella brillante prova registrata col Frosinone.

Allegri ha rimodellato l’impianto tattico liberando gli esterni dando mandato a tre centrali difensivi tra i quali Badiashile dal primo minuto. Mentre Neres è ancora in fase di registrazione, Lang sembra voler ritrovare quello che da quando è arrivato all’ombra del Vesuvio non si è ancora visto. Pare che Allegri con lui abbia trovato il piglio buono.

De Bruyne è stato avanzato. E non è solo una questione di posizione in campo. Lo spostamento è mentale. Per far capire al resto della squadra di seguire la dettatura di gioco di un giocatore che parla un altro linguaggio. Il suo metodo è la rapidità di pensiero e la perfezione di esecuzione. Non va imitato, non va aspettato. Va “semplicemente” seguito. Per farlo occorre muoversi prima ancora che lui tocchi palla. In prospettiva di quando sta per farlo. Come accaduto più volte nella partita col Frosinone.

Dietro il rigore del vantaggio azzurro, stando a quanto appreso e percepito, c’è la fenomenologia di una responsabilità che finalmente, semmai qualcuno avesse dei dubbi, deve portare il nome di Kevin De Bruyne. Da un po’ di tempo qualcosa traspare. Forse meglio di quanto non assestatosi con Conte. Anche per questo ci vuole ancora un po’ di tempo per capirlo. Il numero di partite sufficiente, entità degli avversari compresa, per rivelare il fondo di verità dell’apparenza.

La gara coi ciociari per il Napoli ha riservato un vantaggio non da poco. La squadra di Alvini non si è spaventata. Ha provato a giocare la partita a viso aperto, esponendosi alla distensione partenopea e pagandone le conseguenze. Non è detto che Allegri troverà sempre avversari cos. Al di là del livello tecnico, ci saranno squadre che ripareranno in serrate difensive estreme. E lì si vedrà la capacità di averne ragione.

Il Napoli deve comunque fare i conti con una lista di assenti ancora molto lunga. Gli impegni ravvicinati impongono già un certo sacrificio da parte di chi deve caricarsi di più campo e di più corsa. L’ottobre azzurro dice di appuntamenti che inevitabilmente daranno forma alla classifica e alla corsa Champions. Si vedrà in quali direzioni.