Reduce dal successo di Firenze il Como si appresta ad affrontare il Manchester United nella terza gara di Champions League.

Il tecnico dei lariani Cesc Fabregas ha presentato il match nella consueta conferenza stampa prepartita.

Como-Manchester United, la conferenza stampa prepartita di Fabregas

"Una giornata storica, ancora una volta, è un momento speciale quello che stiamo vivendo in questi mesi, staff e giocatori dobbiamo adattarci bene essendo consapevoli dell'importanza. Lo United è una grandissima squadra, ha grandissimi giocatori, con una storia pazzesca. Proveremo a vincere come sempre.

Le crisi nel calcio non esistono, ogni 3 giorni c'è una partita e non c'è tempo per pensare se c'è o no una crisi. Undici contro undici, si prova a vincere. La crisi la inventate voi, noi non la sentiamo perché siamo professionisti che vogliamo competere. Non credo a queste cose, sono il Manchester United e hanno grandissimi calciatori. Proveremo a vincere come detto prima. Si deve gestire in maniera naturale. Dobbiamo essere tranquilli, l'importante è che la squadra giochi con ambizione e con la volontà di migliorare. Sicuramente tra cinque anni saremo meglio, perché è l'inizio di un nuovo percorso. Giocare ogni 3 giorni ti dà la possibilità di riscattarti dopo poco quando non vinci, questo è un piacere.

Il Manchester è come quando giochiamo con Inter, Milan, Juve. Parlo di quello che fa l'altra squadra e di come possiamo fargli male. Se dico ogni volta di stare attento al Manchester, i giocatori entrano in campo con paura. L'allenatore deve sempre dare fiducia alla sua squadra, io mi sento forte con i miei giocatori. Possiamo vincere se facciamo le cose come vanno fatte, se pensiamo che gli avversari sono superiori sarà più difficile.

Sono arrivato qui 4 anni fa, se vediamo cos'eravamo quando sono arrivato e cosa siamo adesso, è completamente diverso. Ogni tanto bisogna restare con i piedi per terra perché c'è tanto da fare e imparare. Domani ci saranno due squadre in campo che cercheranno di avere la meglio, abbiamo tanto rispetto per loro perché hanno dei giocatori fantastici, un ottimo staff, un ottimo allenatore che ha riportato la squadra in Champions. Per me è un grande onore poterli ospitare qui.

Ci sono diversi modi di attaccare, gestiamo bene le dinamiche della partita. Proviamo a studiare le debolezze degli avversari, offensivamente abbiamo fatto un passo avanti quest'anno. Oggi si parla tanto degli allenatori, ma i grandi protagonisti sono i calciatori. Il calcio è dei giocatori, a volte pensiamo che è dei direttori, degli allenatori, invece no.

Mi sono ritirato, ho allenato la Primavera del Como, un giorno mi sono seduto con il presidente, mi ha chiesto quale fosse il mio programma e la mia visione della società. Gli ho presentato un programma su quello che avremmo potuto fare, lo abbiamo messo in pratica cercando di fare del nostro meglio. Abbiamo cercato di portare del talento in squadra, giovani calciatori che magari il grande pubblico non conosceva. Il presidente mi ha dato la sua fiducia, mi ha consegnato le chiavi della parte calcistica, c'è una comunicazione molto importante tra di noi. E' diventato un amico, quasi un parente. Quando si lavora così, anche con Ludi, si ha la sensazione che tutto diventa sempre più importante. Siamo una famiglia e anche quando perdiamo vedo che i tifosi ci 'abbracciano', questo è speciale e bisogna continuare così restando umili.

Non parlo di chi gioca e non gioca, neanche la squadra lo sa. Per il resto, quando analizzi squadre di Champions, normalmente stai analizzando le migliori squadre di ogni campionato. Sono sempre dominanti, vogliono la palla, ti vengono a pressare. Si vedono perfettamente le idee di quella squadra, magari sono partite più difficili da affrontare ma non da analizzare. Vincere in Italia è molto molto difficile, nel nostro paese facciamo tanti giocatori, tanti uomo contro uomo, diventa più difficile analizzare le squadre rispetto a quelle europee. Giocare e vincere in Italia è difficilissimo.

Domani ci metteremo tutti al limite dell'area di rigore, parcheggiamo il pullman. A parte gli scherzi, cercheremo di giocare il nostro calcio. Ci chiediamo sempre 'Come vuoi perdere?'. Giocando il nostro calcio, rispettando l'avversario". 

Gli infortunati

"Ci sarà un lungo stop per Jesus Rodriguez, oggi ha fatto un tiro in porta a fine allenamento e si è fatto male. Non sembra un infortunio lieve, ma un po' più grave. Chalobah starà fuori due settimane, quindi perderà quattro partite. Kean vediamo se ce la fa per sabato, Diao torna dopo la sosta". 

Fabregas su Nico Paz

"Ha un potenziale enorme, quello che mi piace di più di lui sono ambizione e mentalità. Ci sono giocatori con grandissimo talento che non esprimono il loro potenziale per mentalità e voglia di migliorare, Nico è diverso per questo. Sa cosa penso su cosa può migliorare, ci sta lavorando, ci sta provando, ha solo 22 anni". 

La scelta tra i pali

"Douvikas gioca, però il portiere non lo dico. Butez è importantissimo e continuerà a giocare tanto. Ora c'è una competizione con Sanchez che fa alzare il livello a tutti. Alcune volte si vedrà un portiere e magari poi se ne vedrà un altro. Proveremo a dare consistenza a chi sta vivendo un buon momento".