Intervenuto in conferenza stampa al fianco di Cristian Chivu, il difensore dell'Inter Alessandro Bastoni ha presentato il match di Champions League con lo Shakhtar Donetsk in programma domani sera a San Siro e valevole per la terza giornata di League Phase.

Inter, le parole di Bastoni

"Domani siamo obbligati a fare risultato, o diventa proibitivo entrare nelle prime otto. Vorrei dire, ed è un mio pensiero personale, che dobbiamo guardare di più la realtà. Le finali e i percorsi che abbiamo fatto in Champions negli ultimi anni fanno parte del passato. Non dico che non siamo più quella squadra, ma il calendario e le partite recenti devono riportarci coi piedi per terra. Come detto dai miei compagni e dal mister, la Champions è un sogno, non abbiamo mai dichiarato che fosse un obiettivo. Volevo ridimensionare il nostro pensiero, a partire da domani dobbiamo dare risposta importante. Serve onestà intellettuale da parte di ognuno di noi nel prenderci responsabilità individuali. Guardando gli episodi presi singolarmente si vedono molti errori individuali, migliorando questi aspetti si può fare un importante passo in avanti.

Quando succede così spesso di andare in svantaggio c'è un insieme di cose, ma analizzando col mister abbiamo visto che in queste partite abbiamo subito pochi gol a squadra schierata o in contropiede. Tante volte è successo per errori individuali, torno al discorso di prima. L'aspetto mentale racchiude tanti fattori esterni, l'energia che si ha in quel momento in campo piuttosto che un discorso tecnico o tattico. Non credo si possa parlare di sufficienza nel nostro atteggiamento, non ho mai visto la squadra entrare in campo non concentrata o con sufficienza. Forse abbiamo poca percezione del pericolo, pensiamo che sia difficile farci gol e concediamo cose banali. Sarà un aspetto importante e complicato da limitare: puoi lavorarci a livello tecnico e tattico durante la settimana, ma a livello individuale è più difficile perché ci sono più fattori da considerare. Riuscendoci, però, sono certo che concederemo meno e faremo passi in avanti.

Andando negli altri stadi nessuno mi ha mai applaudito anche prima di quest'anno e degli ultimi mesi, il tifo e le sue dinamiche fanno parte dello sport e va bene così. Non è vero che non devo dimostrare niente a nessuno, perché scendo sempre in campo per dare il massimo e dimostrare il mio valore, ma società e mister mi sono stati vicini. Si è detto che ho vissuto un periodo molto buio, ma io non l'ho percepito con così tanta negatività perché la mia percezione del buio è molto alta. Magari era un buio sportivo, ma grazie alle persone che ho avuto vicino sono andato avanti e il tempo mette a posto le cose.

Non c'è troppa differenza tra campionato e Champions, l'approccio e il nostro modo di giocare rimangono quelli a prescindere da avversario. Limitando gli errori in Champions faremo meglio, è una competizione in cui le squadre che affrontiamo hanno più qualità offensive, è difficile metterle sotto assedio per recuperare. Abbiamo recuperato qualcosa dopo Bologna, domani affronteremo una squadra di qualità con tanti giocatori brasiliani, ma la nostra mentalità non cambia.

Non è cambiato molto, facendo questo ruolo qui da 8 anni e il modo in cui ci muoviamo non è più una sorpresa. Adesso anche le squadre che affrontiamo sanno cosa facciamo io, Dimarco e la squadra. Dobbiamo trovare diverse soluzioni per ampliare le nostre soluzioni di gioco. Da centrale non avrei problemi, mi ci trovo spesso nelle rotazioni che facciamo in fase di possesso".