Il Como per la prima volta nella sua storia approda in una competizione europea. E lo fa in grande. Il club lombardo, storicamente distante da certi palcoscenici e da certe abitudini, nel giro di pochi anni ha mutato la sua dimensione calcistica.

Paris Saint-Germain (C), Barcellona (T), Manchester United (C), Real Betis (T), Lipsia (C), Feyenoord (T), AEK Atene (C) e Lens (T) sono le avversarie che i comaschi dovranno affrontare nella fase eliminatoria integrata nel girone generale. Il Como potrà misurare il suo grado di crescita con alcune tra le maggiori realtà del calcio internazionale. Non senza quella dose di spensieratezza di chi non è sottoposto alla pressione del dover vincere.

Paris Saint-Germain e Barcellona sono di certo avversari che impattano al massimo della suggestività, col Manchester United a completare il trittico terribile che Fabregas dovrà affrontare, con un occhio di riguardo a quel Barcellona che fa parte della sua storia professionale di calciatore. Proprio dalla dottrina catalana mister Cesc trae alcuni elementi di natura tattica. E sarà interessante osservare quanto il palleggio del suo Como saprà misurarsi con quello della squadra maestra degli ultimi decenni da questo punto di vista.

La sfida coi parigini, invece, è la gara principe per una formazione che andrà a giocare con chi ha vinto le ultime due edizioni della Champions e di fatto rappresenta l’esame massimo rispetto all’entità del torneo, mentre col Manchester United il Como assaggerà la tensione del blasone e del fascino storico del calcio europeo e mondiale. 

Escluse Paris, Barcellona e Manchester, sulla carta notevolmente superiori al Como, le altre cinque formazioni, benché tutte con maggiore esperienza rispetto a Nico Paz e compagni, non precludono ai lombardi di potersi giocare un’opportunità di qualificazione. AEK Atene, Feyenoord e Lens non sono superiori al Como. Anzi, sul piano della qualità di gioco la squadra di Fabregas ha più di una possibilità di poter fare punti con queste formazioni. 

Real Betis e Lipsia, invece, costituiscono un livello intermedio di difficoltà. Sia gli spagnoli che i tedeschi hanno molta più esperienza sul piano internazionale. Il Betis è abituato a certi livelli e ha una notevole frequenza nelle partecipazioni alle coppe europee, così come lo stesso Lipsia vanta ormai un consolidamento a certi livelli. E, qualora il Como dovesse riuscire a raccogliere una quantità discreta di punti con AEK, Lens e Feyenoord, i confronti col Lipsia e il Betis, almeno sulla carta, potrebbero risultare decisivi per guadagnare un posto utile per i sedicesimi, obiettivo principale e possibile per Fabregas.

Il fatto di essere una debuttante e di non poter vantare una certa esperienza è un aspetto che nel calcio internazionale ha un peso specifico non trascurabile. Tuttavia il Como, oltre che sui propri mezzi tecnici, potrà paradossalmente trasformare in risorsa mentale questo aspetto, trovando proprio in un entusiasmo inedito la forza sufficiente per mettere in difficoltà più di un avversario.