L’Inter vuole tornare a fare strada in Champions League. Il sedicesimo della scorsa stagione è già rimozione. La doppia sconfitta col Bodo sarà ragione di desiderio di riscatto per Chivu. Il sorteggio delle otto avversarie della fase preliminare disegna tutti gli elementi di questa edizione.

Nella griglia degli otto incontri c’è tutto. Dal blasone delle più grandi alle insidie delle squadre meno favorite, fino ai confronti con formazioni poco abituate a questa competizione. Il percorso dell’Inter integrato nel maxi girone prevede Liverpool, (C), Real Madrid (T), Club Brugge (C), B. Dortmund (T), Shakhtar (C), Feyenoord (T), Stoccarda (C), Slovan Bratislava (T). 

Analizzandolo secondo i valori sulla carta, il Real Madrid è di certo la sfida principe della griglia, con il Liverpool a fare da seconda insidia e il Borussia Dortmund a rappresentare la variabile tedesca più pericolosa di ogni edizione. Fatta eccezione del solito Bayern. Il resto delle formazioni pescate dall’Inter non dovrebbe destare grandi preoccupazioni rispetto al confronto diretto. Lo Stoccarda è sì un avversario temibile, ma di certo inferiore ai nerazzurri.

Gli uomini di Sebastian Hoeness praticano un 3-4-2-1 duttile che tende spesso a mutare in un 4-2-3-1 in cui Fuhrich e Leweling sono gli esterni offensivi in grado di garantire maggiore qualità a supporto della punta centrale, Demirovic, sostenuta anche dal lavoro del trequartista centrale, Undav. Lo Stoccarda storicamente viene da una tradizione europea senza titoli e con rari avvicinamenti alla possibilità di vincerli. Nel 1989 i tedeschi persero la doppia finale di Coppa UEFA col Napoli. Tuttavia il club del distretto di Bad Cannstatt non è disabituato a percorrere competizioni continentali.

Il Club Brugge Koninklijke Voetbalvereniging per l’Inter può rappresentare il fraintendimento più rischioso della griglia. I “contadini”, come vengono soprannominati in patria i calciatori del Brugge, nelle ultime edizioni della Champions League non hanno mai sfigurato, registrando un rendimento sempre oltre la fase eliminatoria. Da quando esiste la nuova formula, la squadra belga ha sempre superato il girone, arrivando due volte agli ottavi di finale.

Il Brugge di Ivan Leko gioca un calcio basato su un 3-5-2 molto dinamico, fondato su un impianto atletico molto efficace e sulla manovra veloce dei centrocampisti centrali al servizio delle due punte. Leko cura molto la marcatura, secondo un’interpretazione riveduta e ammodernata del modulo. La fase di costruzione non predilige il palleggio dal basso e gli esterni di centrocampo lavorano su tutte le catene esterne diventando fluidificanti nella fase difensiva.

Il Feyenoord Rotterdam, invece, è l’avversario blasonato e decaduto di questa Champions. In realtà del nuovo corso della Champions. Gli olandesi vantano un passato glorioso il cui palmares dice di numerosi titoli nazionali, di due Coppe UEFA (record tra le squadre olandesi), una Champions League e una Coppa Intercontinentale. Un precedente importante tra Inter e Feyenoord riguarda proprio l’ultimo titolo europeo vinto dagli olandesi. Edizione 2001/2002. Nella doppia semifinale il Feyenoord eliminò l’Inter, vincendo per 1-0 all’andata e pareggiando per 2-2 al ritorno. 

ŠK Slovan Bratislava e gli ucraini del Futbol'nyj Klub Šachtar Donec'k sono forse gli avversari meno preoccupanti tra le otto formazioni toccate all’Inter. Lo Šachtar Donec'k, però, vanta una prestigiosa Europa League conquistata nel 2009 in finale con il Werder Brema, quando gli ucraini si candidarono a nuovo club emergente del panorama europeo. 

La sfida col Liverpool è sicuramente un confronto di grande fascino. Non mancano i precedenti recenti in Champions e i reds sono di certo una tra le contendenti per arrivare tra le prime otto del girone generale della competizione. E, a proposito di fascino, il Real Madrid è la squadra che più di tutte rievoca suggestioni storiche per i nerazzurri, a cominciare dalla finale vinta dai nerazzurri nel 1964, fino ai confronti più recenti. La storico è a favore delle merengues, ma Inter-Real Madrid è una sfida che non porta mai con sé contenuti banali.

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