Il Napoli ricomincia da Massimiliano Allegri. L’ultima volta che, allora calciatore, indossò la divisa partenopea fu nell’annata peggiore della storia del calcio azzurro. Retrocessione e ultimo posto. Adesso mister Max ha l’opportunità di rettificare la linea storica che lo lega al club napoletano.

Il suo arrivo non ha entusiasmato tutta la piazza, ancora dentro una rivalità che l’allenatore toscano rievoca per gli anni in cui è stato alla guida di una Juventus impedimento di glorie sfiorate dal Napoli di Sarri, soprattutto, e di un periodo successivamente vendicato dalle rivincite azzurre. Allegri non è stato percepito e accolto come Antonio Conte. La sua personalità è mitigata da una maniera di porsi che non fa a appello a richiami carismatici. Un po’ come la sua maniera di giocare. Essenziale, elaborata, ma poco appariscente.

Semplice e difficile pensare a come giocherà il Napoli di Allegri. Semplice perché è prevedibile che la sua impostazione non si affiderà a un modulo rigido, sia pur ispirato a un 4-3-3 di base, ma a una duttilità già intravista durante le amichevoli d’estate. I trequartisti a sovrapporsi fino a tre elementi a formare la catena esterna aprendo la possibilità al fluidificante di accentrarsi, De Bruyne battitore libero su una verticale tra la propria trequarti e l’area di rigore avversaria, McTominay in rincorsa e Anguissa in una più complessa fase di interdizione sono alcuni degli elementi tattici emersi durante la preparazione.

Il mercato del Napoli fino a questo momento ha risposto alle emergenze. Gli infortuni di Buongiorno e Marianucci, la partenza di Juan Jesus e le precarie condizioni di Beukema hanno costretto Allegri a lavorare sul recupero tattico di Rafa Marin e la società all’ingaggio di Benoît Badiashile, centrale proveniente dal Chelsea, e di Costantino Favasuli, giovane promessa che si è ben distinta col Catanzaro.

Badiashile è un centrale cresciuto ed emerso nel Monaco, prima di essere acquistato dal Chelsea. A Londra il francese ha avuto meno fortuna del previsto, a causa di un infortunio che lo ha tenuto spesso lontano dal campo di gioco. La preoccupazione reale sul calciatore non è sulle sue qualità, ma sulla sua concreta possibilità di affidabilità. Favasuli, invece, è di fatto il vice Di Lorenzo, essendo un terzino in grado di giocare su entrambe le corsie laterali.

Le amichevoli di precampionato hanno visto un Lorenzo Lucca molto più brillante sul piano della propensione e della realizzazione offensiva. Al di là di come evolveranno le ultime fasi di mercato, la permanenza dell’attaccante che lo scorso anno è stato un investimento dispendioso per il club di De Laurentiis, sarebbe tra le sfide più interessanti per la nuova gestione tecnica, anche se la società azzurra sta continuando a lavorare sulla possibilità di aggiungere un centravanti importante al reparto offensivo.

La stagione del Napoli inizierà, in scia sfortunata con quella scorsa, con nuove assenze importanti, soprattutto nel reparto arretrato. Aspettando che in difesa Allegri recuperi alcuni elementi, gli azzurri dovranno immediatamente fare i conti con la necessità di costituirsi subito con spirito di adattamento per un’annata in cui i partenopei non godono dei favori del pronostico. Tuttavia sembra che queste condizioni storicamente mettano il Napoli più a proprio agio.