Per il Napoli la trasferta portoghese capita nel momento sbagliato. Un morale a pezzi e un organico decimato non sono le condizioni ideali per andarsi a giocare una gara quasi decisiva per restare in corsa nel girone di Champions League. Il 2-0 patito a Torino ha fatto danni. Nel corpo e nella mente. E un numero così alto di indisponibili, più la condizione precaria di alcuni giocatori non aiutano di certo.
Porto-Napoli nel 2014 significò l’eliminazione agli ottavi di Europa League (in panchina c’era Rafa Benitez, che avrebbe poi conquistato la quarta Coppa Italia della storia del club napoletano). I partenopei nella gara di ritorno non riuscirono a ribaltare l’1-0 della partita di andata. Nella stagione 1974\75 invece il Napoli aveva avuto ragione del Porto ai sedicesimi di finale grazie a un doppio 1-0 a favore dei campani. Gli azzurri sarebbero poi stati eliminati agli ottavi dai cecoslovacchi del Baník Ostrava.
L’anno scorso un’altra trasferta portoghese, sponda Lisbona, per gli azzurri è stata tra le sconfitte decisive per il mancato passaggio del girone. Delusione che ha poi segnato la psicologia della seconda stagione di Antonio Conte. Nonostante la Supercoppa, nonostante un secondo posto conquistato a dispetto di un’altra decimazione da infortuni.
Allegri, nuovamente sul banco degli imputati, si presenta in Portogallo senza tanti giocatori e con molti dubbi, tutti difficilmente risolvibili. Per la quarta sfida del girone, l’allenatore del Napoli dovrà inventarsi difesa, mediana e attacco. Probabilmente con una linea di tre centrali, avendo fuori uso tutti i terzini, un centrocampo, forse, con due esterni d’accatto a fare da tornanti e la soluzione a due punte con Giovane e Lucca se Hojlund non dovesse recuperare.
Il Porto col Napoli è all’ultima spiaggia. 3 gare e 3 sconfitte è quanto registrato dai portoghesi in una Champions in cui la squadra di Farioli sembra destinata all’eliminazione. I portoghesi per rientrare in un ipotetico discorso qualificazione hanno un solo risultato a disposizione. I lusitani sanno che dovranno approfittare delle condizioni molto precarie dei partenopei per raccogliere quelli che rappresentano i classici tre punti della vita.
Il Porto ha perso le due gare interne fino a questo momento disputate in Champions. Manchester City e PSV hanno espugnato lo Estádio do Dragão. I lusitani non perdono tre gare consecutive in casa nella massima competizione europea da più di mezzo secolo e il Napoli l’ultima volta in cui ha vinto due partite consecutive in Champions è stato quando, grazie al doppio successo sull’Eintracht Francoforte, gli allora uomini di Spalletti si qualificarono per la prima volta nella storia del club ai quarti di finale.
Tabù e statistiche si intrecciano in una sfida in cui emergenza e ultime possibilità sono i condizionamenti mentali intorno a quella che potrebbe essere una partita decisiva per decretare la fine dell’avventura in Europa per una delle due formazioni.