Napoli e Roma arrivano al derby del Sole con stati d’animo diversi. I partenopei sono reduci dal successo in Champions col Bodo, ma ancora scottati dalla delusione di Venezia e da una mancanza di continuità che proietta gli azzurri in una classifica ancora deludente, sia pur rimediabile. La Roma, invece, va al Maradona da diretta inseguitrice delle due prime e col morale a mille dopo la brillante vittoria in Champions.
I precedenti dicono di uno storico nettamente favorevole al Napoli. Negli ultimi 16 incontri di campionato la Roma ha vinto solo 2 volte, contro i 7 successi azzurri. Un andamento che Gasperini ha voglia e necessità di interrompere, vista anche la condizione per cui i giallorossi non possono perdere terreno dall’Inter e dalla Lazio, al momento appaiate al primo posto.
I giallorossi vantano la miglior difesa del campionato, mentre gli equilibri difensivi degli uomini di Allegri non trovano ancora riscontro nella tradizione del loro allenatore. Il Napoli subisce troppi gol e commette troppe disattenzioni in frangenti di disimpegno. Un aspetto che contro una squadra come la Roma i padroni di casa dovranno assolutamente migliorare.
Due squadre che si fronteggeranno anche al netto dell’inquietudine da guarigione che tormenta le rispettive infermerie. Sia il Napoli che la Roma hanno già avuto molti infortuni. Soprattutto muscolari. Gasperini deve fare i conti con alcune assenze di lusso: Dybala, Koné, Pellegrini e Svilar. Allegri, invece, oltre ad alcune assenze che si prevedono ancora lunghe, sta cercando di valutare l’impiego dal primo minuto di Anguissa, che in Champions è partito dall’inizio ma che non ha ancora i novanta minuti nelle gambe. Da valutare anche Rrahmani, febbricitante. Buongiorno, Favasuli, Neres e Alisson Santos permangono nella lista degli indisponibili.
L’allenatore del Napoli potrebbe affidarsi alla difesa a tre, con Di Lorenzo e Spinazzola esterni, McTominay e Giovane dietro la prima punta e De Bruyne regista. Non è da escludere l’impiego in contemporanea di Gilmour e Lobotka in mediana. La Roma dovrebbe schierare il suo 3-4-2-1 con Lulli e Wesley esterni e Soulé e Pisilli alle spalle di Malen.
La Roma caratterizza il suo assetto tattico per la tenuta difensiva, mentre il Napoli in alcune partite ha mostrato una buona propensione alla manovra verticale passando per una transizione veloce grazie alle letture di De Bruyne e agli inserimenti degli esterni. Gli azzurri, però, soffrono anche le ripartenze degli avversari, insieme a una tendenza a letture superficiali in situazioni di disimpegno. Considerando le caratteristiche dei giocatori offensivi giallorossi, per il Napoli patire questa tendenza potrebbe essere molto rischioso.
La gara del Maradona di fatto non concede appelli. La Roma non può permettersi passi falsi se vuole tenere il passo delle prime e vuole tenere a distanza le inseguitrici per un posto in Champions. Il Napoli, invece, ha bisogno di punti per ripartire in classifica e ritrovare una fiducia non ancora accordata da quella continuità di rendimento che resta l’aspetto più preoccupante di questi primi due mesi di stagione. Troppo per essere trascurati, ma poco per sentirsi afflitti e darsi per arresi.