Carlos Cuesta, tecnico del Parma, ha parlato della sua idea di calcio e della salvezza tranquilla con il Parma nel corso di un'intervista concessa a margine del "Global Launch of the 100’s” dell’European Golden Boy".

Intervista a Cuesta

Partite?
"Per me giocare molto bene ti porta al risultato il 99% delle volte. Il risultato non puoi controllarlo, ma la prestazione sì. Poi si può dire cosa significa fare una buona prestazione? Per qualcuno è il possesso, per qualcuno sono gli Xg, per altri la capacità di ripartire e di fare bel gioco…

Poi c’è la cultura che ti dà il club che alleni: a Madrid serve ritmo e transizione, a Barcellona serve altro. E’ tutto relativo, ma il giocare bene è guardare le due squadre che sono in finale di Champions: serve saper fare gol, saperli non prendere, avere giocatori che saltano l’uomo, essere bravi sulle palle inattive, giocatori bravi in campo aperto ma anche nello stretto".

Serve anche la fortuna?
"Al 100%, perché i margini sono strettissimi. Ci sono tante partite in cui un evento come un palo sposta la dinamica di tutta la gara. Io sono convinto che ci sono anche cose intangibili, che vanno al di là della tattica".