Il nuovo direttore sportivo del Lecce Stefano Trinchera si è presentato oggi in conferenza stampa. Tanti i temi affrontati, compreso il mercato e il futuro di Di Francesco.
Sull'arrivo a Lecce
"Per me inizia una nuova era e ringrazio tutta la società per l’opportunità. Per me questa è una famiglia, sono nato e cresciuto in questo club. La società crede fortemente in me, mi ha visto crescere. Voglio ringraziare personalmente Corvino, riferimento e valore aggiunto per me e sarò grato a lui per tutta la vita. Insieme abbiamo ottenuto risultati strepitosi facendo parlare tutta Europa. Con lui mi sono sentito centrale e lo ringrazio ancora. Ho sposato sempre la linea del fare e non dell’apparire , forse da qui nasce l’equivoco per chi ha pensato di denigrare il mio ruolo, ma non mi interessava perché pensavo soltanto al bene del Lecce. Il Lecce ha sempre lottato soprattutto nelle fasi cruciali, io sono stato sempre in trincea col mio gruppo di lavoro ed i risultati sono frutto del sacrificio. La mia linea è di silenzio e lavoro e nonostante le criticità abbiamo dato tutto e ci siamo fatti rispettare. L’ambiente compatto e lo spirito di gruppo sono stati fondamentali, poi le critiche fanno parte del gioco ed aiutano”.
Su Di Francesco
"Oggi abbiamo toccato il massimo delle emozioni. Spero il presidente sia stato lungimirante come sempre e che io possa raggiungere i risultati che tutti speriamo. A brevissimo incontrerò il mister perché dobbiamo parlare di programmi futuri e condividere il percorso. Prima di dare percentuali devo incontrarlo”.
Sul mercato
"Non guardo alla provenienza del calciatore ma all’opportunità. Se andiamo a guardare altrove è perché allo stesso livello altrove c’è un prezzo inferiore".
Su Cheddira
"Per valutare il riscatto dobbiamo parlarne con il tecnico”.
Sul modulo
"In questi anni abbiamo sempre fatto valere le nostre condizioni, raggiungendo gli obiettivi con le nostre condizioni. Quando si cambia e scambia bisogna stare attenti. Non mi fossilizzerei sui moduli. Noi pensiamo più ad avere esterni d’attacco che possano creare superiorità, sulla presenza di terzini. Nel calcio di oggi serve altro e va oltre al modulo, perché tante volte abbiamo utilizzato moduli diversi senza che la gente se ne accorgesse. Noi non abbiamo, né io né Corvino, mai precluso nulla agli allenatori. Non siamo attaccanti ai numeri o a procedure varie. L’utilizzo di esterni offensivi ci ha portato dei benefici ed il presupposto è continuare con delle certezze che ci hanno dato risultati”.