Vincenzo Italiano, ex tecnico del Bologna, ha parlato nel corso di un'intervista concessa alla Gazzetta dello Sport. 

Intervista ad Italiano

Addio Serie A? “Il Bologna ha fatto di tutto per tenermi. Potevo continuare, ma in alcune storie si va avanti e in altre no. Non avevamo l’impegno europeo, ed essendo abituato a farlo negli ultimi cinque anni, era diventato importante per come sono fatto io. Ed era giusto che un mini ciclo si concludesse”.

Napoli vicino? “Con De Laurentiis c’è sempre stata stima reciproca, ma si fanno delle scelte e loro hanno preso un grande allenatore. Confermo che non me ne sono andato da Bologna perché ero in parola con il Napoli. E’ stata una decisione presa a prescindere. L’incontro a Roma? Argomento andato in prescrizione”.

No al Milan? “Al Milan ho detto di no dopo la vittoria in Coppa Italia. Il mio primo trofeo ha creato entusiasmo a Bologna e in me, avevo emozioni che non volevo trascurare e ho cercato di viverle. Quando ho deciso di lasciare quest'anno? Dopo Birmingham. Nella mia testa c’è sempre stato un Bologna europeo e quando ho capito che non l’avremmo più fatto le coppe ho considerato chiuso il miniciclo”.

Bologna? “Bologna mi è rimasta dentro, a volte chiudo gli occhi e vedo i 30mila dell’Olimpico. I tifosi mi sono rimasti addosso. Tedesco mi ha chiamato? No e condivido. Non l’ho fatto nemmeno io perché rischi di farti dei preconcetti. A lui dico che sta lavorando con un gruppo fantastico. Dovbyk? Sì, ci avevamo fatto un pensiero a gennaio. Per Castro sono contento. Orsolini rinnova? Spero di sì, non vedo un Bologna senza Orso e viceversa”.