Prima la netta conferma ed i proclami di fiducia, poi l'esonero dopo appena 3 giorni. Inevitabile che il divorzio tra l'Inter e Frank de Boer abbia acceso gli animi ed alimentato le polemiche intorno alla società meneghina, soprattutto oltre i confini nostrani. Ultime sono state le pesantissime accuse di David Endt, ex team manager dell'Ajax, che è così intervenuto ai microfoni di De Volkskrant: "L'Inter sembra quella splendida diva in un bel vestito nero e azzurro, ma in realtà è solo una prostituta. Fin dall'inizio era chiaro che Frank con la sua linearità olandese non avrebbe avuto chance. L'avevo avvertito della pazzia di quel mondo. Ma l'ambizione era troppo grande. L'Inter ovviamente ha un grande nome nel calcio e se hai la possibilità di andare a lavorare lì, la tentazione è davvero enorme. La missione affidata a Frank era quella di ricostruire una squadra vincente. Ma come avrebbe dovuto farlo non era chiaro. Solo che la preparazione era stata fatta da Roberto Mancini".
Endt ha poi continuato: "Frank era stato voluto da Thohir, poi in estate un gruppo cinese ha acquistato l'Inter. Questo gruppo cinese non interferisce con l'organizzazione, ma non è ancora chiaro cosa vogliano fare con l'Inter. Questo ha creato un vuoto di potere. Poi c'è il vicepresidente Zanetti, che è più di una figura simbolica. Ancora molto importante è anche Massimo Moratti, un po' come un padre di famiglia che ha ancora un ruolo di grande importanza. Ed i giocatori hanno ognuno dei contatti personali con i giornalisti. Quando arriva un nuovo allenatore cambiano approccio, c'è tutta una serie di fattori che non consentono di unire il gruppo. L'unico club in Italia in cui poter lavorare decentemente come allenatore è la Juventus".