Inizia così la prima delle tante analisi sportivo-politiche di “A corto muso. Max Allegri e gli altri. Il calcio diventa politica”: un saggio agile ma sorprendentemente denso che mette a fuoco un’idea affascinante.
Il calcio può essere talvolta inteso come laboratorio della politica contemporanea, e Massimiliano Allegri è il suo simbolo più compiuto.
Giuseppe Alberto Falci, giornalista politico e appassionato di calcio, in “A corto muso” non mette a punto una semplice biografia sportiva, né tanto meno un trattato tattico. Parte, insieme al lettore, in un viaggio nell’immaginario collettivo, dove il linguaggio del calcio diventa strumento per comprendere il potere, la leadership, la comunicazione e la costruzione del consenso.
Allegri leader politico
Falci tratteggia Allegri come un “leader politico inconsapevole”: un uomo che, con pragmatismo e carisma, ha saputo incarnare una filosofia – quella del risultato minimo ma sufficiente – che si riflette nella società italiana.
Il titolo, preso in prestito dal celebre motto allegriano “si vince anche di corto muso”, diventa una metafora dell’Italia contemporanea: un Paese che non sogna rivoluzioni, ma si accontenta di sopravvivere vincendo di misura.
La retorica del risultato
Attraverso interviste, cronache e riflessioni, Falci racconta come l’approccio di Allegri – scettico verso i dogmi tattici, allergico alla retorica del “bel gioco” – sia diventato il paradigma di un’epoca in cui la sostanza batte la forma.
La vittoria, anche minima, diventa simbolo di un pragmatismo politico e sociale che permea il discorso pubblico.
Ma “A corto muso” è anche una galleria di personaggi: allenatori, dirigenti, tifosi e giornalisti che rappresentano, a loro modo, le varie correnti ideologiche del calcio-politica. Falci costruisce un parallelismo costante tra la dialettica sportiva e quella partitica, tra spogliatoio e Parlamento, tra panchina e leadership istituzionale.
Tutto questo, e molto altro, è Massimiliano Allegri. Ed è il motivo per cui un attento osservatore di Palazzo come Giuseppe Alberto Falci ha avvertito l’esigenza di scrivere un libro politico su di lui. Politico, non calci
stico. Perché la battaglia di Allegri è politica. Culturale. Le ideologie sono pericolose. Nel pallone, poi, ridicole. «Esistono le categorie».
Così conclude Massimilano Gallo, nella sua postfazione, rispetto all'intento dell'autore.
E lo fa a pieno, visto che in meno di cento pagine, si condensa un’analisi acuta e brillante, capace di parlare anche a chi non segue il calcio. La sua scrittura è limpida, spesso ironica, e non manca di momenti di autentico insight sociologico.
“A corto muso” è un libro che si legge in un pomeriggio ma resta a lungo nella mente.
Un saggio brillante e provocatorio che ci invita a guardare al calcio come a uno specchio della politica – e, in fondo, di noi stessi.
Con le firme e i commenti di Pierluigi Battista, Matteo Renzi, Adriano Galliani, Andrea Romano, Sandro Sabatini, Ivan Zazzaroni, Italo Cucci, Simone Lenzi, Livio Gigliuto e Massimiliano Gallo e la prefazione Pierluigi Battista, "A corto muso" è disponibile in libreria e online.