Senza Nenè, costretto ai box per un bel pò di mesi, il colombiano si sta ritagliando parecchio spazio nel suo Cagliari.
Nato il 19 maggio 1990 in Colombia a Santiago di Cali, città che storicamente fu fondata da Sebastián de Belalcázar, lungotenente di Francisco Pizarro, uno dei "conquistadores" più famosi del 1500, a sua volta fondatore della città di Lima, l'attuale capitale del Peru, Segundo Víctor Ibarbo Guerrero, questo il suo nome completo è cresciuto con l'aspirazione di poter diventare il nuovo Asprilla.
Eh si, perchè il mitico Faustino, che ha calcato i campi di calcio di tutto il mondo dal 1988 al 1994, è considerato un idolo nella propria nazione, e non è un caso che, dopo il periodo delle giovanili con il Club La Cantera, Ibarbo è stato acquistato dall'Atletico National, la squadra calcistica della città di Medellín, squadra dove Asprilla è sbocciato come giocatore, e dove ha segnato 35 reti nelle quasi 80 partite giocate, prima di approdare in Europa; team tra l'altro dove è tornato negli ultimi periodi della sua carriera, senza però entusiasmare.
Dicevamo, il giovane Ibarbo è approdato appena raggiunta la maggiore età all'Atletico National di Medallion, dove ha fatto il suo esordio nel calcio professionistico e dove ha giocato fino alla scorsa stagione conquistando anche il titolo del Torneo di Apertura 2011; alla fine la sua esperienza nella nazione natia è stata di 97 match ufficiali e 6 reti segnate, non molte a dir la verità per un attaccante, ma abbastanza per un gocatore velocissimo e "polivalente", dato che riesce ad essere a suo agio sia a centrocampo, nella posizione di ala, che come terminale offensivo. Non è un caso, infatti che il colombiano sia attualmente considerato un centrocampista dalle maggiori redazioni fantacalcistiche, e questo è sicuramente un punto a suo favore, non bastasse il suo 6.56 di fantamedia voto secondo la redazione di Napoli (6.5 secondo Milano e Roma). Ancora pochi gol (uno solo a dir la verità, nell'ultima giornata di Campionato giocata) ma tanta voglia di far vedere il suo talento.
Dopo Muriel, un altro colombiano da tener d'occhio, se non per il presente, perlomeno per il prossimo futuro.
Emanuele Colonna