Conferenza stampa dolorosa per gli Azzurri dopo l'eliminazione dell'Italia contro la Bosnia. Il presidente della FIGC Gabriele Gravina ha commentato così la serata di Zenica.

FIGC, le parole di Gravina

"Lo stato d’animo credo sia evidente. Soprattutto per com’è maturato il risultato. Permettetemi di fare i complimenti ai ragazzi e mi dispiace che molti non abbiano avuto l’opportunità di apprezzare il clima e l’atmosfera insieme, con la voglia di dare una gioia al nostro Paese. Devo fare i complimenti a Gattuso.

Futuro? Sgomberiamo subito i dubbi. Ho chiesto a Gattuso di restare, così come a Gigi e al resto dello staff tecnico. Si è creata una grande sintonia con i ragazzi. La parte tecnica è da salvaguardare al 100%, la parte politica invece va discussa nelle sedi opportune. Il Consiglio Federale sarà convocato nella prossima settimana, per capire come andare avanti.

Le mie dimissioni? Capisco chi le chiede, ormai sono abituato. Ripeto, le questioni politiche saranno discusse come da norma nelle sedi opportune durante il Consiglio Federale.

L'arbitraggio di Turpin? Alcune scelte ci lasciano perplessi, qualche riflessione in più sugli episodi sarebbe stata necessaria, ma non è il momento di parlare di arbitraggio. Ora c'è un intero mondo da dover ridisegnare. Faremo riflessioni molto più approfondite in Consiglio Federale. Si pensa che la FIGC possa decidere come costituire una squadra o l'altra, noi facciamo sintesi su quello che viene messo a disposizione dal nostro campionato.

Solo il calcio non cresce come sport? Il nostro è uno sport professionistico, gli altri sono dilettantistici. È un discorso complesso, dove ci sono anche degli sport di Stato come lo sci. Sappiamo di essere in una crisi generale, che richiede una riflessione totale non solo da parte della Federazione. La politica ha fatto presto a chiedere le mie dimissioni, ma non è stato adottato un solo provvedimento richiesto per farci crescere. La responsabilità oggettiva è mia e ci metto la faccia, però ci sono riflessioni che non devono andare ad intaccare il lavoro e la dignità di Rino e di tutto lo staff e dei ragazzi".