Domani l'Italia di Rino gattuso affronterà la Bosnia nel match valido per la qualificazione ai mondiali. Una sfida fondamentale per tutto il movimento calcistico italiano, che manca dalla competizione dal 2014.
Alla vigilia di Bosnia-Italia Edin Dzeko ha parlato ai microfoni di Sky Sport per fare il punto della situazione in quello che per lui, bosniaco con quasi 400 partite in Italia, sarà un match particolare. Tra i temi trattati, anche la polemica emersa negli ultimi giorni dopo il video di Dimarco che esulta dopo la vittoria della Bosnia sul Galles.
Le parole di Dzeko
Sulle emozioni di giocare Bosnia-Italia:
“È una partita differente da tutte le altre ovviamente, anche perché l’Italia è un mio secondo Paese, dove sono stato quasi nove anni. Sicuramente la sento molto, forse molto più rispetto a tutti gli altri calciatori che saranno in campo. È una partita importante per me”.Sul caso Dimarco:
“Per me è una cosa normalissima, ognuno di noi ha delle preferenze, nella vita ma anche nello sport. È una cosa normale, poi bisogna stare attenti perché con i social oggi una cosa normale diventa qualcosa di grande. Mi ha scritto e mi ha fatto i complimenti per la partita con il Galles. Quello che si è visto non è una cosa che è veramente successa così, però come ho detto non mi sono offeso per niente”Sul rappresentare la Bosnia:
“Avremmo bisogno forse di uno stadio come San Siro qua, sarebbe pieno sicuramente. Però noi siamo abituati a giocare a Zenica, in uno stadio piccolino che un po’ ricorda gli stadi italiani: anche per questo non sarà una cosa diversa anche per gli italiani. C’è tanta gente che viene anche dalle altre città ed altri Paesi dove vivono e tutti vogliono essere lì. Purtroppo non possono entrare tutti però sono sicuro che anche davanti allo stadio ci sarà tanta gente. Per me è sempre stato un onore giocare per la nazionale e ho detto sempre che giocherò finché la nazionale mi vuole e pensa che possa aiutare. E anche per questo oggi sono qua”Sul cambio generazionale:
“Questo è il calcio e per questo lo amiamo tutti così tanto. Sicuramente uno che è 22 anni più giovane di me è una cosa incredibile, però vuol dire che anche la Bosnia ha dei talenti e un futuro. Anche domani questi ragazzi possono far vedere cosa sono e cosa possono fare”