Leonardo Spinazzola, difensore della nazionale italiana e della Roma, ha rilasciato alcune dichiarazioni in vista del recupero dal duro infortunio al tendine d'Achille che l'ha colpito durante Euro 2020. Queste le sue parole.

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Su Mourinho

“Ci ho parlato al telefono prima dell’Europeo e poi quando sono tornato a Trigoria. Ho visto un allenamento, la prima amichevole. Mi pare una brava persona. Ma si vede subito che è tosto, è tanta roba. Da quello che ho sentito dai miei compagni, ha lasciato subito una grande impressione“.

Sul recupero

“A Trigoria tornerò a lavorare il 2 agosto, a un mese dall’infortunio. Andrò a fare mobilità della caviglia sotto la tutela dei fisioterapisti, ho voglia di riprendere la routine e quello farà tanto. Ma per sei settimane non potrò poggiare neanche il piede a terra, poi mi aiuterò con le stampelle ma sempre con basso carico. Ma io già ora non sto fermo: ho già tolto i punti, già vedo miglioramenti. Torno a novembre. Intendo dire che a novembre sarò a disposizione del mister per ricominciare a giocare. Nella mia testa c’è solo questa data. Altri ci sono riusciti, ci proverò anche io “. 

Si poteva evitare?

“Purtroppo no, era inevitabile. Si sono verificate una serie di cose tutte insieme: il tipo di sforzo che ho dato sul tallone, il terreno un po’ sabbioso, lo scatto improvviso. Se avessi poggiato sulla punta non mi sarei mai rotto. Due mesi prima avevo fatto una risonanza e il medico aveva trovato il tendine perfettamente integro. Ma ormai è passato, penso al futuro“. 

Sul mancato passaggio all'inter

“Mi ha ferito sentirmi dare dello zoppo, da quell’episodio ho trovato tutta la forza del mondo per riprendermi e per dimostrare a tutti quello che sono. Ora niente mi fa più paura“. 

Sull'acquisto di un nuovo terzino

“Mi preoccupa? Mai nella vita. Anzi, ne sono contento. Finché io non rientro, non poteva certo giocare tutte le partite Calafiori. Viña è il benvenuto, e poi magari hanno ragione quelli che dicono che io rientrerò a marzo“.