Matteo Pessina, centrocampista del Monza, ha parlato nel corso di un'intervista concessa al podcast Jeantoneria svelando un retroscena sul suo passaggio a Milano.
Intervista a Pessina
"Io dovevo andare all'Inter. L'Inter voleva comprarmi, diciamo, nell'estate di Kondogbia. Kondogbia doveva andare al Milan e all'ultimo l'Inter lo soffiò. Galliani venne a sapere di questa cosa, chiamò il mio procuratore e gli disse: 'Fai venire Pessina nel mio studio oggi pomeriggio perché firma con il Milan'.
Allora il mio procuratore mi chiama e me lo dice. Io ero con i miei due compagni di scuola, in centro, in centro a Monza. Allora chiamo mio papà, che mi deve accompagnare, perché non avevo neanche la patente. Mi deve accompagnare in ufficio da Galliani.
Allora sono venuti mia mamma, mio papà, mia sorella, sono venuti tutti. Tutti, e io firmai subito quel pomeriggio. Galliani non doveva neanche convincermi, sapeva che non gli si può dire di no.
E inoltre diede anche dei soldi come Milan, al Monza per il fallimento, per pagare i dipendenti. 30.000 euro. Donò diciamo 30.000 euro simbolicamente al Monza, quando poteva benissimo non darli. E quindi così è stato il mio primo incontro con Galliani.
Che Milan era? Il Milan di Mihajlovic in panchina. Con Gigio? Esatto, Gigio era il terzo portiere, avevano portato su quattro ragazzi dalla Primavera più io ed eravamo io, Locatelli, Gigio, Calabria e Cutrone. Poi sono arrivati tutti a grandissimi livelli".