Intervistato ai microfoni di gianlucadimarzio.com, Emil Audero ha svelato qualche retroscena sul suo addio alla Serie A e sul suo arrivo al Rayo Vallecano.
Audero svela il retroscena con la Juventus
LA JUVENTUS - "Avevano preso in considerazione me e altri portieri, poi la trattativa non si è conclusa per diversi motivi. Io ero soltanto in attesa di capire quale potesse essere la soluzione migliore, mi allenavo per essere pronto a tutto".
L'INTER - "Un altro capitolo molto bello. Ho ritrovato giocatori come Barella, Dimarco e Bastoni, con cui ci conosciamo dall’Under 15, mi sono trovato bene con uno spogliatoio di ottime persone, oltre che ottimi giocatori. Quell’Inter ha espresso un calcio tra i migliori che abbia visto. La sua forza era l’amicizia all’interno dello spogliatoio. Più forte la Juve di Allegri o l'Inter di Inzaghi? Domanda tosta. Come singoli la Juve, come collettivo l’Inter. Mi vengono in mente tante partite sporche della Juve vinte grazie alle giocate individuali; quell’Inter, invece, aveva un modo di giocare da squadra veramente impressionante. Mi sarebbe piaciuto andare avanti, ma avevo percepito che non sarebbe andata così. Mi è spiaciuto perché mi trovavo molto bene, ma sono scelte della società. Li ringrazierò sempre per le esperienze di quell'annata, come l’esordio in Champions".
COMO E RAYO - "È cambiato tutto l’ultimo giorno di mercato, quando il Como ha preso Sanchez senza che nessuno mi avesse detto niente. Quelli che erano i miei piani così sono cambiati, perché c’è un abisso tra fare il secondo e fare il terzo. Mi è arrivata un’offerta che ho accettato immediatamente, nonostante fosse tutto nuovo. Sono contento della scelta che ho fatto, vivo in una città bellissima come Madrid, in un ambiente molto familiare: è una società molto umile, passionale e legata al popolo. Mi sto trovando molto bene".