Il Napoli è pronto a vivere un nuovo corso targato Max Allegri. Dopo l'addio di Antonio Conte, annunciato alla fine della scorsa stagione, la squadra azzurra sta vivere l'anno del centenario con un nuovo tecnico e la consapevolezza che gli obiettivi restano immutati: essere protagonisti in Italia e in Europa.

Oggi si parte con la prima conferenza stampa del neo allenatore degli azzurri che dal Teatro San Carlo di Napoli parlerà per la prima volta ai giornalisti presente, di fatto dando il via a quella che sarà la sua esperienza all'ombra del Vesuvio. 

La conferenza stampa

Inizia la conferenza

Su cosa porta a Napoli Allegri:
"Credo sia anche troppo, per me, questa presentazione. È la prima volta che mi capita e quindi ringrazio il presidente per questa ora in cui staremo insieme. Io credo che il Napoli negli ultimi anni è stato solo una volta fuori dall'Europa. Ha vinto uno scudetto ed una Supercoppa negli ultimi due anni. Eredito una squadra abituata a lavorare perchè Conte ha dimostrato i suo valore. È la seconda volta che eredito una squadra di Antonio, speriamo porti bene. La cosa più importante è lavorare con serietà e professionalità, e soprattutto arrivare ammarro dentro gli obiettivi che soni campionato Champions League e Coppa Italia. Da domani inizieremo a lavorare in questa città meravigliosa, sono molto contento. Non ho avuto contatti con la Federazione".

Su quale sarà il gioco di Allegri:
"Il calcio è bello perchè opinabile. Tutti ne parlano e questo è il bello. Moduli e sistemi di gioco? Abbiamo una rosa importante che ha avuto successi negli ultimi due anni, è importante continuare il lavoro. Posso usare vari sistemi di gioco, l'importante è l'entusiasmo e la voglia di fare sacrifici".

Se Napoli può rappresentare un riscatto dopo il Milan:
"Ci sono annate che finiscono in un modo. Sono dispiaciuto per come sia andata al Milan, colgo l'occasione per ringraziare chi ha lavorato con me l'anno scorso".

Se ci sono quattro giocatori da cui ripartire:
"Ho imparato che fin quando i giocatori non li alleno è difficile dare giudizi da fuori. Bisogna conoscersi, De Bruyne e Lukaku arriveranno il 5 agosto. Prima arriveranno McTominay e Lang. Ora partiamo con quelli che abbiamo".

Se le parole di Cardinale gli hanno mancato di rispetto:
"Non commento le parole di Cardinale. Posso solo ringraziare quelli che mi hanno supportato tutto l'anno. Siamo tutti dispiaciuti per il mancato obiettivo ma ora inizia un'altra annata e dobbiamo partire con grande entusiasmo".

Sul mercato:
"Al mercato pensa la società, lavoriamo in stretto contatto. Vedremo cosa eventualmente mancherà, dopo aver visto tutta la squadra. Nel calcio di oggi la grande sfida è essere competitivi e allo stesso tempo sostenibili. La squadra è già forte. Hojlund? Molto contento di allenarlo, l'anno scorso l'ho scansato e quest'anno l'ho preso...".

Sul modulo viste le numerose ali:
"Con la rosa che ho a disposizione posso variare moduli. Se ho molti esterni sicuramente giocheremo con loro. Emozione? È normale, sono nel teatro più antico del mondo. Per me è emozionante davanti ad una grande platea".

Sulla Champions League:
"La Champions è cambiata. Per me è un ritorno, non la gioco da tre anni. Quando è cambiato il format già il primo anno c'è stato un adattamento da parte di tutti. Tante favorite sono uscite o si sono qualificate all'ultimo. L'anno scorso le grandi si sono adattate più velocemente al format nuovo. Quello che è cambiato è che giocando otto partite si può recuperare".

Su dove lavorare subito:
"Fin quando non iniziamo a lavorare non posso dire nulla. Ci sono numeri che sono inconfutabili, come la differenza reti. Più si allarga la differenza più si raggiungono gli obiettivi".

Sull'essere l'allenatore del Centenario del Napoli:
"L'affronto con emozione. Siedo io sulla panchina e per me è motivo di grande orgoglio ma è anche una grande responsabilità. Tutti dobbiamo far qualcosa in più per far si che quando finirà il campionato avremo raggiunti gli obiettivi".

Sulla gestione dei portieri:
"Il Napoli ha due ottimi portieri, sono molto importanti in una stagione con 60 partite. Anche il secondo portiere è molto importante. Sicuramente ci sarà una gerarchia, però questo lo vedrò cammin facendo".

Sui giovani:
"Quando hai una stagione importante con le competizioni, è normale che la rosa deve essere tuta on grado di giocare e di tenere il tasso tecnico alto. Ci sarà bisogno di tutti perchè ci saranno anche momenti di difficoltà".

Sull'essere aziendalista:
"Per me è un complimento. L'allenatore deve gestire il patrimonio della società e cercare di portare risultati. Nel calcio di oggi la vera sfida è cercare di essere competitivi e sostenibili. L'allenatore deve essere in simbiosi con la società per capirne anche le dinamiche economiche".

Sul progetto a Napoli:
"Alla Juventus l'ultima esperienza l'abbiamo chiusa vincendo, al Milan siamo usciti dalla Champions all'ultima giornata. Sono dispiaciuto perchè è la prima volta che esco dalle prime 
quattro. Non nego che me la sono portata dietro. Avrò la possibilità di rifarmi".

Sulla produzione offensiva e sul "restituire" qualcosa dopo la retrocessione col Napoli da giocatore:
"Attacco? La rosa è forte, lavoreremo. Le annate sono diverse, Antonio ha fatto due anni straordinari ma ora ne inizia un'altra. Sono venuto per restituire qualcosa".

Sugli infortuni:
"Tutte le annate sono diverse. Domani inizieremo e valuteremo tutto programmando al meglio. La vera stagione inizierà dopo il 20 settembre. Il Napoli è una realtà europea con un habitat importante".

Sulla "cazzimma":
"La cazzimma serve nel calcio e nella vita. Sarà un anno importante per tanti motivi. Il primo è che è il centenario, tutti abbiamo una responsabilità in più per raggiungere gli obiettivi".

Su De Bruyne:
"Fatemelo prima vedere. Sa giocare bene a calcio ed è già un vantaggio. L'anno scorso prima dell'infortunio fu un giocatore importate usato nelle posizioni a lui congeniali, almeno vedendolo da fuori".

Sulle figure di Manna e De Laurentiis:
"Io e De Laurentiis ci conosciamo da tanti anni. Addirittura ricordo una telefonata a mezzanotte, io allenavo la Juventus, prima di Borussia Dortmund-Juventus, mi chiese se volevo comprare un cavallo. Con Manna siamo stati insieme ai tempi della Juventus, conosciamo pregi e difetti".

Sull'idea difensiva:
"La difesa è importante tanto quanto l'attacco e il centrocampo"

Sui numeri:
"I numeri vanno saputi leggere. La cosa importante, però, sono i giocatori che ti fanno vincere le partite. Nello staff tecnico ci sono ragazzi che lavorano sul campo e sui dati come fanno tutti".

Sul gestire la personalità di De Laurentiis:
"Ci saranno momenti di confronto come in tutte le famiglie, che sono i momenti in cui si cresce. L'importante è anche quando ci saranno i confronti saremo tutti in sintonia per l'obiettivo finale"

Sul percorso in Champions League:
"Facciamo un passo alla volta. Cerchiamo innanzitutto di superare il girone, poi si vedrà".

(Foto Fantacalcio.it)
(Foto Fantacalcio.it)