Vigilia della finale di Coppa Italia tra Inter e Lazio, ultimo atto della competizione. Nella consueta conferenza stampa di presentazione, insieme a mister Chivu anche il capitano Lautaro Martinez, che ha parlato del momento della squadra, ma soprattutto dell'ottimo rapporto instaurato con il proprio allenatore.
Inter, la conferenza stampa di Lautaro Martinez
SULL'AVVERSARIO - "Sicuramente ci aspettiamo anche noi una partita diversa da quella di sabato, loro sono molto organizzati tatticamente e sarà una partita molto difficile. Hanno giocatori di valore e sarà una finale, c'è un trofeo da alzare. Bisogna essere pronti a quello che ci aspetta domani sera, sarà uno stadio pieno con tutta la loro gente che sabato non c'era. Sarà durissima".
L'APPROCCIO - “La fame di vincere titoli e trofei. Vogliamo vincere tutte le competizioni a cui si partecipa. Possiamo giocare un’altra finale, ci mancava da due anni, domani sarà ancora una volta l’occasione per portare a casa una coppa che manca da due anni. Il double è una statistica, ma siamo tranquilli perché la nostra testa è orientata solo verso la coppa”.
UNIONE DEL GRUPPO - "I confronti ci sono sempre, in una squadra di calcio ci sono 25-26 teste e pensieri diversi. Chi ha vissuto spogliatoi importanti come il mister ci capisce subito, ci siamo messi a lavorare insieme e ha portato energia, leadership con la sua personalità forte. Ci fa sorridere e lavorare con tranquillità in allenamento, poi la parola d'ordine nello spogliatoio è vincere. Per restare all'Inter bisogna sempre vincere".
CONCENTRAZIONE - "Si, siamo professionisti e rispettiamo l'Inter. Dobbiamo essere noi stessi e lavorare fino all'ultima gara, ci manca la finale e le due ultime di campionato. La partita di sabato dimostra che lo Scudetto è un obiettivo raggiunto ma vogliamo continuare a crescere come squadra".
RAPPORTO CON CHIVU - "Sono cresciuto tanto, anche se questo problema al polpaccio mi ha frenato un po' ho lavorato tantissimo. Sono contento della mia stagione e di quella della squadra, sono felice per il mister perché conosce molto bene il mondo Inter. Quando era arrivato c'erano tanti dubbi, ma ha messo le cose in chiaro e noi lo abbiamo seguito".