Prandelli da un paio di giorni è risalito in sella. E' ripartito, all'attacco della Liga, alla guida del Valencia, che l'ha chiamato sulla panchina per dare nuova linfa ad un avvio di stagione assolutamente spento. Ieri la presentazione: "Devo migliorare i giocatori, che per me sono i migliori della Liga. Ho detto sì al Valencia perché mi hanno fatto capire che qui c'è una mentalità molto interessante e un progetto affascinante. L'obiettivo è andare in Champions League". Prima di accettare la Spagna, però, l'ex CT azzurro è stato a un passo dalla Lazio. Un affare concordato sulla parola, a margine del no di Bielsa, che ha lasciato l'amaro in bocca al mister di Orzinuovi, che ne ha parlato ieri a Sportitalia, con un chiaro riferimento al presidente Lotito: "E' ovvio che i presidenti possono fare ciò che vogliono, ma questo signore rappresenta la nostra Federazione ed il calcio italiano in giro per il mondo. E quando da proprietario dai la mano ad un ex commissario tecnico e gli dici che questo rappresenta un patto d'onore...Io, d'altra parte, per 20 giorni sono rimasto fermo proprio perchè avevo accettato questa sfida, ma la voglia di cambiare radicalmente non c'è stata. Il suo comportamento non è stato un comportamento da presidente e da dirigente federale".