Intervistato da La Gazzetta dello Sport, il portiere della Juventus Guglielmo Vicario ha parlato delle sue prime settimane in bianconero, raccontando l'emozione dell'approdo a Torino e proiettando l'attenzione al big match col Milan in programma domenica sera.
Juventus, le parole di Vicario
"Firmare in bianco per restare a vita? Potessi scegliere io già ora deciderei di fermarmi qui per tanti anni: sono nella squadra dei miei sogni. Vedremo, adesso l'unico pensiero deve essere quello di aiutare club, compagni e tecnico per fare il meglio possibile. La storia della Juve è chiara: dobbiamo lottare su tutti i fronti per vincere. Se dicessi che ho vissuto tutto con normalità, sarei ipocrita. Vestire la maglia della Juventus è un privilegio e un onore troppo grande, sono emozioni indescrivibili. Orgoglio e tensione positiva si, paura no perché è un sentimento che non si deve provare nel calcio. Un sogno. Avverti subito storia, senso di appartenenza, rigore, trofei, mentalità vincente. Anche la pressione, che è giusto ci sia: la Juve è mondiale. È seguita da milioni di tifosi, me ne accorgo anche dal numero di biglietti e maglie che mi chiedono gli amici.
Ho sempre sperato di arrivare alla Juventus, ma non posso controllare le dinamiche di mercato. Ho svolto un precampionato senza amichevoli confidando nel trasferimento. Ho aspettato la Juve, ma non mi sono mai sentito una ruota di scorta. Se sono qui è perché il club e l'allenatore mi hanno scelto e voluto come portiere della Juventus. Era il mio obiettivo e l'ho raggiunto, tutti gli altri discorsi sono chiacchiere. Conta il presente, non il passato".
Il rapporto con Spalletti
"Ho lavorato con lui e lo conosco bene: è chiaro e diretto, anche nella sua idea di calcio. Vedremo una Juve propositiva. A me ha fatto richieste semplici e detto di buttarmi a capofitto".
La parata col Parma
"Il portiere della Juve deve rendere semplici le cose difficili. I gesti di rilievo sono belli perché danno risalto, ma il campionato è lungo e bisogna essere sempre equilibrati. Nei crampi del debutto di Frosinone c'era l'aver speso tutta la benzina che avevo in quella gara, pochi giorni dopo l'arrivo alla Juve e dopo un'estate particolare. Anche un pizzico di emozione. E poi faceva un caldo a cui non ero più abituato dopo i tre anni inglesi".
La sfida col Milan
"II Milan è una big e ha grandi giocatori, ma noi siamo la Juventus e dobbiamo rispondere a tono. Modric, Maignan... Sono tutti top, ma io non voglio "rubare" nulla da nessuno".
Vicario, Kolo Muani, Sarr e Woltemade
"Vedo Kolo molto inserito nella Juve, felice e con una faccia diversa da quella che aveva a Londra: è voglioso e determinato. I gol, come qualsiasi attaccante, se li aspetta anche lui e non ho dubbi che ne farà tanti. Sarr ha un bel motore, da Premier: ci darà una mano a spaccare le partite. Woltemade? Le sue doti fisiche sono sotto gli occhi di tutti. Ma Nick è anche molto tecnico, bravo di testa e a legare la squadra: lo abbiamo appena conosciuto, è un ragazzo per bene".