Nainggolan come Schettino? Ironizzare su una vicenda triste non è il massimo, ma Andrea Cossu non le ha mandate a dire al compagno di reparto, e in effetti ci ha fatto sorridere. Il Comandante di una nave è l’ultimo che deve abbandonarla in caso di pericolo, così dice il codice della navigazione. Nainggolan non è il comandante, non è neanche il capitano, ma è sicuramente uno dei giocatori più interessanti presenti nel nostro campionato, e soprattutto uno dei gioiellini che Cellino si "coccola". Sino a quando? Difficile da dire, non ci sono più giocatori nel calcio moderno che dicono “no” al grande club, per intenderci, come ha sottolineato anche Diamanti in settimana, le bandiere non esistono più, di Gigi Riva non ne nascono più, e allora bisogna fare i conti con il dio denaro e lo strapotere delle grandi. Nainggolan diverso da Matri, lui chiese di poter andare alla Juventus, Raja no, così dicono. Matri fu condannato dai tifosi, comprensibile da un certo punto di vista, ma anche abbastanza ipocrita.
Il calcio moderno funziona così, non c’è spazio per i sentimentalismi, ma non è neanche proprio così. Vedi Andrea Cossu, sardo nell’animo, non lascerebbe Cagliari, perché lui è un ragazzo semplice, uno che per la maglia dà veramente l’anima, perché la sente sua, ce l’ha disegnata sulla pelle e nel cuore. Come lui solo Pisano, che onestamente, in altre realtà forse in Serie A non ci sarebbe arrivato, e aggiungerei Daniele Conti, che sardo non è, ma che alla causa rossoblù ha dedicato gli anni migliori della sua carriera.
Purtroppo trattenere i giocatori nell’isola è difficile anche perché il progetto dello Stadio non decolla, e quando ti ritrovi a vedere un Cagliari-Fiorentina come se fosse la partitella d’allenamento della settimana, allora capisci che è difficile stare al passo di altre squadre di Serie A. Ormai il fattore casalingo non è più sentito dai giocatori, e non stupisce che in casa della Juve i rossoblù strappino un pareggio, anche perché la squadra c’è, mancano forse gli stimoli, e quando non arrivano neanche dal proprio presidente è dura. E’ da anni che si tenta invano di riuscire a costruire questo benedetto stadio, ma ahimè, Cellino ha ragione da vendere quando dice che spesso tra i sardi non c’è collaborazione. Il Cagliari per i sardi non è solo una squadra di calcio, è qualcosa di più.
Perciò che ci si metta d’accordo a livello politico, regalate lo stadio nuovo al Cagliari, ma soprattutto ai sardi, e tu Raja, non abbandonare la nave, non abbandonare l’isola, almeno non ora. 


Manuela Cinus