Quando si parla di un monumento del nostro calcio bisogna sempre farlo con estrema cautela. Specialmente se il giocatore in questione è Francesco Totti che, al momento, viaggia sulle 207 reti in Serie A. Il problema, che già esisteva, è strabordato quest' anno dopo sole due partite ufficiali. Quello che si è capito è che Totti è estremamente ingombrante.

 

Le prime liti nascono con Fabio Capello che, durante l' allenamento, lo accusa di scarso impegno. Le parole del tecnico della Nazionale inglese sarebbero state: "Francesco falli bene questi scatti. Devi dare l'esempio, non puoi fare il capitano solo quando scambi i gagliardetti". Il Capitano non la prese bene.

Un' altra volta capitò che Ranieri gli chiese di entrare in campo in un Sampdoria-Roma a tempo ormai scaduto. Francesco rispose: ”Che inizia ora la partita?" e rifiutò l' ingresso in campo.

Il resto, a quanto sembra, è storia di questi giorni. Prima Baldini lo ha definito "Pigro" poi Luis Enrique lo ha lasciato fuori nella gara di andata dei preliminari di Europa League e lo ha tolto in quella di ritorno; infine, il nuovo presidente Di Benedetto ha dato pieno appoggio al tecnico spagnolo.

 

Da quando mastico calcio, ho sempre visto il calciatore con la fascia da Capitano al braccio il simbolo e l' esempio della squadra. Bisticci sopra elencati o bizze per una sostituzione a metà secondo tempo non sono assolutamente un comportamento da uomo squadra. A 35 anni è il momento di dedicarsi totalmente alla causa romanista remando con e non contro il mister. Se non si è più disposti a farlo allora forse è meglio lasciarsi alle spalle quella bellissima e prestigiosa fascia al braccio.

 

Vorrei infine riportarvi la citazione di un film a me molto caro:

"Mio padre diceva sempre: la prima volta che ti chiamano asino, gli dai un pugno sul naso, la seconda volta che ti chiamano asino, gli dici stronzo, ma la terza volta che ti chiamano asino... beh, forse è ora che ti vai a comprare una soma."

 

Questa citazione, che molti avranno riconosciuto, rappresenta, a mio parere, la situazione del numero 10 e, diciamocelo, siamo già ben oltre la terza volta...

 

Pietro Turchi