Dopo il peggior avvio di stagione degli ultimi 60 anni la Juventus di Allegri ha ritrovato compattezza ed equilibrio con una serie di risultati positivi, in Serie A così come in Champions League, che hanno ridato slancio e fiducia a Chiellini e compagni. Dopo la rocambolesca vittoria in trasferta contro lo Spezia sembra essere scattato qualcosa nella testa dei giocatori bianconeri che hanno iniziato ad applicare maggiore attenzione sul terreno di gioco in tutte le fasi delle partite, ritrovando quello spirito da provinciale che aveva caratterizzato il primo ciclo di Allegri. Una squadra accorta, composta e compatta, attenta in fase difensiva e pronta a riversarsi rapidamente nella metà campo avversaria grazie alle capacità tecniche e fisiche di giocatori come, tra gli altri, di Federico Chiesa e Moise Kean. Il tutto senza dimenticare le pesantissime assenze contemporanee degli attaccanti titolari Dybala e Morata, alle prese con diversi problemi fisici che li hanno costretti per diverso tempo ai box e che tornano entrambi disponibili per la partita di questa sera, non una partita come le altre, ma Inter-Juventus, la sfida tra due rivali storiche del nostro calcio.

I nerazzurri arrivano alla partita di questa sera reduci dalla sconfitta esterna in casa della Lazio con molte polemiche per quanto accaduto in occasione della seconda rete dei capitolini, mentre i bianconeri hanno allungato il loro filotto di vittorie con l1'-0 rifilato alla Roma tra le mura dello Stadium. A livello emotivo le due squadre sono dunque agli antipodi: i nerazzurri saranno vogliosi di rifarsi dopo la rocambolesca sconfitta e molto desiderosi di far bene davanti al loro pubblico contro una rivale importante come la Juventus; dall'altra parte i bianconeri sono apparsi molto più concentrati nelle ultime uscite e molto più sicuri dei propri mezzi tecnici, tornando a quella Juventus "operaia" che ha portato molte volte ai trionfi finali, dando l'impressione di saper soffrire senza però concedere molto agli avversari.

I due tecnici avranno a disposizione quasi per intero le loro rispettive rose: tra le fila dell'Inter mancherà Correa, alle prese con noie muscolari, mentre Allegri dovrà rinunciare a Kean, anch'esso per problemi muscolari, e Rabiot appena negativizzatosi dopo aver contratto il COVID. Nonostante la quasi totale disponibilità dei giocatori i due allenatori dovranno tenere conto di tutti gli impegni ravvicinati e quindi ci aspettiamo che le formazioni iniziali non siano esattamente quelle "tipo", ma ci si possano comunque avvicinare molto. Dal punto di vista della classifica la sfida è piuttosto interessante, nonostante l'avvio di stagione disastroso i bianconeri distano ora dai nerazzurri solamente tre punti, quindi in caso di vittoria per Chiellini e soci ci sarebbe l'aggancio nei piani alti della zona Champions League, mentre in caso di trionfo degli uomini di Inzaghi il divario raddoppierebbe rilanciando nuovamente i nerazzurri nella lotta Scudetto e rallentando la rincorsa della Juventus.

Per i bianconeri questa sarà una sorta di prova di maturità: dopo aver affrontato e battuto, senza attaccanti, i campioni d'Europa del Chelsea ora dovranno vedersela con chi ha scucito lo Scudetto dalle loro maglie dopo ben 9 stagioni di dominio. Una maturità che dovrà essere dimostrata sia a livello di squadra, ma anche e soprattutto come singoli giocatori, sia per i titolari sia per coloro che subentreranno dalla panchina. Nell'ambiente bianconero ci si aspetta dunque molto da "i giovani" Chiesa, Locatelli, Bentancur, Kulusevski e chi più ne ha, più ne metta. 

In particolare molta attenzione sarà rivolta allo svedese ex-Parma, oggetto di grandi discussioni nelle ultime settimane. In questa prima parte di stagione il numero 44 bianconero è apparso ben lontano dal giocatore travolgente che si era visto con la maglia degli emiliani, quasi apatico ed avulso dal resto della formazione juventina. Allegri sta provando a dargli fiducia, mandandolo in campo ogni qualvolta sia possibile, venendo pagato da prestazioni altalenanti. La speranza di tutto l'ambiente bianconero è che la rete realizzata contro lo Zenith possa regalare a Kulusevski stesso un po' di serenità, togliendogli pressione dalle spalle, una pressione che nel passato più o meno recente ha schiacciato altri giocatori di talento passati troppo giovani in un ambiente difficile come quello della Juventus. Anche e soprattutto per lui quella di questa sera sarà una prova di maturità, sia che parta dal primo minuto o che subentri a partita in corso lo svedese dovrà dimostrare una volta per tutte di essere un giocatore da Juventus, sia dal punto di vista tecnico ma anche da quello mentale e caratteriale.