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Juve, dolori e distrazioni in casa della Fiorentina: a Madrid per svoltare

ALLA PRIMA CON SARRI IN PANCHINA LA JUVENTUS NON VA OLTRE AL PAREGGIO A RETI BIANCHE


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Nel primo anticipo della terza giornata la Juventus incappa nel suo primo stop stagionale, bloccata sullo 0-0 da una Fiorentina precisa e concentrata.

Che per i bianconeri questa partita sia tutt'altro che agevole lo si intuisce fin dai primi minuti con l'ennesimo infortunio muscolare di Douglas Costa costretto ad uscire prima del decimo di gioco. La partita scorre abbastanza stancamente con gli uomini di Montella bravi a soffocare qualsiasi tipo di iniziativa juventina grazie anche all'asfissiante pressing a uomo di Castrovilli su Pjanic. L'inedito tandem offensivo Chiesa-Ribery tiene impegnata la retroguardia di Sarri ed i viola sfruttano tutta l'ampiezza del campo per creare occasioni pericolose.

Dall'altra parte la Juventus sembra quasi sovrappensiero, concentrata forse sul prossimo impegno di Champions League, facendo dunque fioccare errori di leggerezza, come l'errore in fase di rinvio di Szczesny che rischia di trasformarsi in un gollonzo da cineteca degli orrori. Passano i minuti e i padroni di casa prendono coraggio, capendo di poter fare veramente male ai campioni d'Italia. I bianconeri soffrono soprattutto i cambi di campo a liberare ora Lirola, ora Dalbert con Ribery a svariare su tutto il fronte offensivo per mettere al servizio della squadra la sua esperienza e, soprattutto, le sue straripanti qualità tecniche. Da una parte Alex Sandro riesce a limitare con una certa costanza le iniziative dell'ex Sassuolo, mentre dal lato opposto Danilo soffre gli inserimenti dell'ex Inter Dalbert che lo colgono più di una volta impreparato. L'uscita di Pjanic, anche lui per un problema muscolare, a pochi minuti dal termine del primo tempo sembra suonare come un de profundis sul pomeriggio juventino.

Nella ripresa tutti si aspettano un calo fisico dei padroni di casa, ma, al netto di qualche crepa aperta da Higuain, il fortino viola resta impenetrabile come nella prima frazione di gioco. Intorno al 60' anche Danilo getta la spugna per i crampi e, vista la penuria di esterni difensivi, a prendere il suo posto è un altro ex della partita, il colombiano Juan Cuadrado. La Fiorentina continua a controllare il match, la Juventus si aspetta qualche invenzione dai suoi campioni là davanti. Alla fine dei 90' il risultato è però ancora di 0-0, un pareggio a reti bianche che si rivela più utile a Ronaldo e soci che alla viola, nonostante i pronostici alla vigilia dicessero l'esatto opposto.

In attesa della sfida contro l'Atletico Madrid di mercoledì sera, Sarri ed il suo staff avranno tanto da analizzare. Il primo punto che sarà necessario approfondire è lo stato fisico della squadra. Difficile comprendere come ci possano essere così tanti infortuni di natura muscolare e giocatori costretti a vedersela con i crampi. Solo fino a qualche mese fa qualcuno vedeva come una benedizione il repulisti fatto nel reparto dei preparatori, ma con il senno di poi la situazione non sembra essere molto cambiata. Per quanto riguarda i giocatori ci si aspettava molto di più da Bernardeschi. Il carrarino chiamato a sostituire Douglas Costa non è sembrato mai utile allo sviluppo del gioco bianconero. Anzi nelle rare occasioni in cui è entrato in possesso del pallone il 33 bianconero ha commesso degli errori che non ci si aspetta da un giocatore del suo livello. Altro assente ingiustificato del match tra gli juventini è stato Cristiano Ronaldo. Nelle partite così difficili il portoghese dovrebbe aiutare la squadra ad alleviare la pressione alla difesa con qualche iniziativa dirompente, invece è stato protagonista qualche sporadico sprazzo che non ha messo troppo in difficoltà gli avversari.

Per Sarri le note positive arrivano soprattutto dalla coppia centrale composta da Bonucci e de Ligt. Dopo le incertezze viste con il Napoli, i due sembrano aver migliorato la propria intesa, soprattutto il giovane olandese dopo i primi minuti ha capito di dover concentrarsi maggiormente, usando il fisico in maniera più efficace. Il risultato di questo cambio di atteggiamento ha portato sì all'ammonizione, ma anche a diversi recuperi del possesso in situazioni potenzialmente pericolose. Buono anche l'ingresso di Bentancur che ha dimostrato di poter giocare come regista in mezzo al campo, con personalità in fase di impostazione e attenzione quando si trattava di difendere.

Sul piano del gioco invece sono stati fatti diversi passi indietro rispetto alla prima ora contro il Napoli, ma già dall'annuncio di Sarri si sapeva che queste partite sarebbero potute capitare. Il cambio di mentalità da Allegri al nuovo tecnico è importante e sarà necessario diverso tempo per poterlo assimilare completamente.

Luca Tonazzini

diLuca Tonazzini

CLASSE '83, NASCE ALL'OMBRA DELLE CAVE DI MARMO. APPASSIONATO DI STEPHEN KING, QUANDO NON È IMPEGNATO IN DEGUSTAZIONI DI MOJITO SI DIVIDE TRA LIBRI, CINEMA E CALCETTO. ARBITRO, GIOCATORE ED ORGANIZZATORE DI TORNEI VIVE LA VITA GUARDANDOLA DAL LATO SINISTRO DEL CAMPO.