Il clamoroso poker subito dalla Juventus di mister Sarri a San Siro contro il Milan di Pioli ha sicuramente lasciato il segno, almeno per quanto concerne le dimensioni della sconfitta che i bianconeri hanno incassato dopo essere stati avanti per 0-2.

Il 4-2 finale è pesante ed ha palesato una notevole mutazione tra il primo tempo ed il secondo tempo, dopo che per oltre quarantacinque minuti, il pallino del gioco era stato in mano ai bianconeri campioni d'Italia.

Andando a sfogliare l'almanacco dei ricordi, possiamo constatare che anche in passato la Juventus ha subito delle clamorose sconfitte, con punteggi che hanno fatto decisamente rumore per un team così blasonato e glorioso.

1° caso: Inter-Juve 4-0

I nerazzurri nella stagione '84-85 potevano schierare la coppia atomica Rummenigge-Altobelli, mentre i bianconeri del Trap puntavano tra gli altri su Rossi e "le roy" Platini.

Fu proprio Rummenigge a segnare il gol dell'uno a zero, su colpo di testa; poi Ferri, anche lui di testa, firmò il due a zero (per lui primo gol in A).

La Juve non riuscì a reagire neanche nella ripresa e dopo una serie di interventi decisivi di Tacconi, Collovati da azione d'angolo trovò la rete del tre a zero.

In contropiede ancora Rummengigge chiuse la gara sul 4-0 per i nerazzurri, guidati da Castagner in panchina. 

 

2° caso: Juventus - Milan 1-7

La data è quella del 5 febbraio 1950, giorno di pioggia e di fango, i rossoneri scendono allo stadio torinese per cercare di guadagnare terreno.

La squadra bianconera, però, appare un po’ stanca e viene deciso un “ritiro” disintossicante al sole della Riviera, per recuperare le energie necessarie.

Il Milan, che la domenica successiva arriverà a Torino sperando di ridurre ulteriormente i tre punti di distacco, avrà pane per i suoi denti. La squadra si rilassa e si riposa, ma quando il sabato sera rientra a Torino rabbrividisce di colpo: la città è avvolta da neve e gelo, un impatto durissimo che risulterà decisivo ai fini del risultato che maturerà sul rettangolo verde. 

Il primo tempo si chiude col punteggio di 1-4, ma nella ripresa lo spettacolo non si ferma e così è notte fonda per i bianconeri; l’incontro si trascina senza storia, in un silenzio glaciale, non fosse per altre tre reti milaniste, che portano il totale a sette: gli autori sono Nordahl, Burini e Candiani che fanno volare il diavolo. 

3° caso: Lazio - Juventus 4-1

Stagione 2000/2001 di serie A, il primo colpo di scena del match è con la Lazio velocissima in ripartenza che conclude nel migliore dei modi un perfetto contropiede, orchestrato da Crespo, Poborsky e Nedved, con il numero 18 abile a battere Van der Sar e siglare così la rete dell’1-0.

La ripresa si apre subito con un shock per Zidane e compagni che capitolano dopo appena un minuto sull’asse argentino Veron-Crespo, che confezionano la rete del raddoppio capitolino.

Al ’14 è Del Piero a provare a dare lo scossa ai suoi, con un perfetto tiro a giro sul quale Peruzzi non riesce neanche ad accennare l’intervento. Splendida la rete del fuoriclasse bianconero, alla sua quinta realizzazione in campionato.

Tuttavia la rete del numero 10 bianconero illude soltanto la “Vecchia Signora”, che rimasta in dieci uomini per l’espulsione di Edgar Davids al 13’, abdica nuovamente qualche minuto più tardi. Autore del terzo goal biancoceleste ancora una volta Nedved, che chiude una perfetta triangolazione con Crespo prima di trafiggere il portiere della nazionale olandese con un sinistro ravvicinato che si insacca sotto l’incrocio dei pali.

Nel finale la Lazio cala il poker con Crespo, che sigla la sua personalissima doppietta girando in rete un perfetto assist di Castroman e fissando il punteggio sul clamoros 4-1.

4° caso: Fiorentina - Juventus 4-2

Correva l'anno 2013 in serie A, dopo un inizio molto stentato, in cui riesce ad andare sotto di due lunghezze, anche la squadra in campo ci mette del suo per onorare questo incontro molto sentito dai propri tifosi.

Presa per mano da un Pepito Rossi a dir poco straordinario, la Fiorentina riesce dapprima a rimontare il doppio svantaggio e poi addirittura a chiudere con un netto 4-2 finale.

Risultato figlio forse anche di una Juve troppo superficiale e rilassata, che credeva di avere già il risultato in tasca, tirando così i remi in barca per risparmiare risorse fisiche e mentali in vista dell’imminente impegno che ci sarebbe stato in Champions. 

5° caso: Pescara - Juventus 5-1

1993: In uno stadio Adriatico esaurito in ogni ordine di posto, quella che sulla carta doveva rappresentare una formalità per la Juventus, si trasformò in un vero e proprio incubo.

I bianconeri di Trapattoni, reduci dall'impegno in coppa europea, vennero a Pescara con la formazione tipo, ovvero il tandem offensivo Baggio - Ravanelli supportato dal tedesco Moeller, mentre il Pescara rispondeva con Borgonovo centravanti e Max Allegri ad ispirarlo come trequartista, a centrocampo invece il duello era tra Dunga ed Antonio Conte.

Il vantaggio della Juve dopo soli 2 minuti con Ravanelli sembrava dover dare il via alla goleada della Signora, ne scaturì invece una veemente reazione del Pescara, che chiuse il primo tempo sull' 1-1 con il pareggio di Allegri dal dischetto.

Nella ripresa si scatenò tutto il potenziale del Pescara, con la Juve che apparve disorientata dal bruciante avvio degli adriatici, in vantaggio con una splendida rovesciata di Borgonovo, quindi è ancora Allegri a firmare il 3-1, complice una deviazione sul suo tiro.

I bianconeri del Trap si innervosiscono e viene espulso Moeller, così il Pescara dilaga: il neo entrato Martorella firma il 4-1 con un gran colpo di testa in tuffo, infine è il centrocampista Palladini a chiudere sul 5-1, dopo aver saltato anche l'uscita disperata di Peruzzi.