SHARE

Prima analisi del bilancio Juventus 2017/18: il passivo è di 19,2 milioni

il risultato e' molto vicino a quanto stimato nel mese di giugno e dipende da minori ricavi da champions league, minori plusvalenze e maggiori ammortamenti


|

Oggi si è riunito il Consiglio D’Amministrazione (CdA) della Juventus che ha approvato il progetto di bilancio annuale 2017/18. Nell’attesa di postare un’analisi più completa e dettagliata del bilancio annuale e sulle stime future nei prossimi giorni, quando sul sito ufficiale dei bianconeri verrà pubblicato il bilancio completo, si può comunque già dire qualcosa osservando i primi dati resi noti.

Diamo un’occhiata alle differenze fra il bilancio annuale approvato e le mie stime del 15 giugno (per consultare i vari riferimenti all’articolo precedente potete cliccare QUI).

+

Rispetto a quanto avevamo ipotizzato quasi tre mesi fa ci sono alcune variazioni a partire dal risultato finale, che porta a un passivo di 19,2 milioni leggermente superiore ai 15,8 previsti ma inferiore ai 30 ipotizzati da altre fonti. Un'analisi dettagliata del perché si è arrivati alle differenze evidenziate in tabella potrà essere fatta quando verrà pubblicato il bilancio integrale, del quale quanto comunicato oggi è solo un estratto comprendente alcuni dati numerici ma pochi approfondimenti sulle varie voci. Possiamo però già avanzare alcune ipotesi con i pochi numeri a nostra disposizione.

Nei fattori che hanno inciso su queste differenze il primo e più importante è l'impossibilità di affinare le stime di bilancio con i dati della prima e della terza trimestrale, che da due anni non sono più da comunicare obbligatoriamente al pubblico da parte delle società quotate in borsa. Per alcune voci questa mancanza si è rivelata poco rilevante, per altre invece ha inciso in maniera importante. Fra i ricavi troviamo un incasso inferiore di 4,5 milioni rispetto a quanto ipotizzato nella voce relativa ai Diritti TV, da capire se dipendente da minori introiti in Italia o in Champions League. 2,8 milioni in meno anche per i ricavi derivati dalle vendite, dovuti probabilmente a un calo più che proporzionale dei prodotti venduti nella seconda parte della stagione rispetto all'anno scorso. Questi "segni meno" sono però quasi equamente compensati dai +4,2 dai proventi della gestione calciatori (probabile l'anticipo delle plusvalenze di una o più cessioni chiuse a cavallo del 30 giugno o l'incasso di alcuni bonus non noti relativi a giocatori ceduti nelle scorse stagioni) e dal +2,8 degli altri ricavi la cui natura potrà essere analizzata solo spulciando il bilancio completo. Nel confronto con la scorsa stagione i ricavi scendono di 58 milioni per i minori introiti delle prime due voci a causa della prematura eliminazione nella Champions League e per minori ricavi da plusvalenze e prestiti per 51 milioni. In compenso continua ad espandersi il lato commerciale che mostra maggiori ricavi nelle relative voci per un totale superiore ai 20 milioni. 

Dal lato dei costi emergono risparmi rispetto al previsto sui Servizi Esterni (4,6 milioni), probabilmente causati da alcuni tagli rispetto al primo semestre alquanto oneroso e alla eliminazione ai quarti della Champions League (ma rimane un aumento di 10,4 milioni rispetto alla stessa voce dello scorso anno), e sugli stipendi dell'"Altro Personale" (1,4 milioni), mentre ci sono costi maggiori delle attese per gli stipendi del Personale Tesserato (+6,8 milioni, i maggiori indiziati in questo caso sono i premi variabili, da notare però che questa voce rimane inferiore a quella dell'anno scorso a causa di ulteriori premi variabili non pagati visto il mancato raggiungimento di semifinale e finale di Champions League) e per la voce Altri Oneri (+1,9 milioni). Attesa e confermata rispetto al 2017/18 la diminuzione superiore ai 30 milioni degli Oneri Calciatori vista l'uscita di scena della commissione Raiola nell'affare Pogba. Con tutti i dati in mano sarà possibile anche ricalibrare le stime sul bilancio 2018/19 presentate su queste pagine lo scorso 12 luglio e vedere quanto i dati presentati oggi e le successive operazioni di mercato abbiano inciso nella previsione finale, che al momento è comunque sensato ipotizzare ampiamente in perdita come peraltro segnalato anche dalla comunicazione ufficiale odierna della società.

Gli Ammortamenti si mantengono perfettamente in linea con le previsioni risultando di 25 milioni superiori allo scorso anno. Aumentano di una cifra leggermente superiore al milione gli Accantonamenti mentre l'aumento del costo delle Imposte Dirette è compensato dalla diminuzione di quelle Differite e Anticipate

In sintesi la differenza di 61,8 milioni fra l'utile della scorsa stagione e il passivo di questa dipende da minori ricavi per 58 milioni, maggiori ammortamenti totali per 28,2 e altre variazioni per 3 milioni compensati da minori costi per 27,4 milioni. 

Da segnalare che l'Indebitamento Netto è cresciuto da 147,3 a 309,8 milioni in buona parte a seguito degli investimenti effettuati nelle campagne acquisti della scorsa stagione (+119,8 milioni) e per variazioni negative dei flussi della gestione operativa, delle attività finanziarie e per gli investimenti in altre immobilizzazioni e partecipazioni. 

FAIR PLAY FINANZIARIO

Come previsto il bilancio non presenta comunque alcun problema nemmeno in ottica Fair Play Finanziario Uefa. Al netto dei costi virtuosi, il bilancio dell’ultimo triennio risulta infatti in attivo di 110,1 milioni (contro il –30 massimo consentito dalla "break-even rules"). Il Patrimonio Netto, che deve essere positivo, è di 72 milioni rimanendo così ben sopra lo zero (oltre al passivo di bilancio, il dato è ulteriormente peggiorato rispetto all'anno scorso di 2,5 milioni per la movimentazione della riserva da fair value sulle attività finanziarie). L’Indebitamento Netto è, come richiesto, inferiore al totale dei ricavi escluse plusvalenze (309,8 milioni di indebitamento contro i circa 408 di ricavi). Infine il Costo del Personale rispetto ai ricavi escluse plusvalenze rimane ampiamente sotto la soglia del 70%, passando dal 62% dell'anno scorso al 63,5% di quest'anno.

Nessun problema anche dal punto di vista del Fair Play Finanziario italiano. Le richieste della Lega da quest'anno sono due. La prima è il pareggio di bilancio nel triennio 2014/17 calcolato in misura simile a quanto fatto dall'Uefa, la Juventus per questa voce presenta quindi un attivo di circa 110 milioni (in caso di passivo è comunque accettato un deficit non superiore al 25% della media del valore di produzione del triennio, soglia che nel caso della Juventus sarebbe equivalsa a un passivo di circa 120 milioni). La seconda è che il rapporto fra attività correnti e passività correnti non sia inferiore a 0,6. Se così non fosse la società sarebbe chiamata a garantire di avere un patrimonio netto in attivo della cifra necessaria a far sì che il valore delle attività correnti sia il minimo indispensabile tramite aumento di capitale, al netto di eventuali “abbuoni” di 1/3 della cifra nei casi in cui l’Indebitamento sia meno di una volta e mezza il valore di produzione o il costo del lavoro in rapporto ai ricavi ordinari sia inferiore a 0,8 (se entrambe le richieste sono rispettate, l’abbuono diventa di 2/3). La Juventus ha quest'anno un rapporto attività correnti/passività correnti di 0,53, inferiore rispetto allo 0,66 dello scorso anno e allo 0,6 richiesto,  ma ha un patrimonio netto positivo che permette di coprire la differenza senza alcun aumento di capitale. Infatti, per arrivare al coefficiente di 0,6 le attività correnti dovrebbero essere maggiori di 20,6 milioni, inoltre i bianconeri rispettano le altre due condizioni che permettono così di abbuonare due terzi di questa cifra mancante. I 6,9 milioni residui sono nettamente inferiori ai 72 milioni del Patrimonio Netto e quindi la richiesta della Figc è rispettata.

Per l’analisi più approfondita dei vari punti, sviscerare le motivazioni alla base delle differenze fra le stime e la realtà e l’aggiornamento sulle stime del bilancio 2018/19 vi do quindi come detto appuntamento al prossimo aggiornamento sull’argomento, che sarà online nei giorni immediatamente successivi alla pubblicazione del bilancio completo che di solito è prevista al più tardi per i primi giorni di ottobre.