Dopo il trionfo del 2006 la nazionale italiana ha avviato col campionato del mondo un rapporto tormentato, fino all’assenza. Un progressivo peggioramento dei risultati ha condotto una tra le selezioni nazionali più titolate al mondo a un posto sempre più minoritario nella storia recente della Coppa del Mondo. 

Nel 2010, da campione in carica, l’Italia è stata eliminata in un girone sulla carta molto modesto. Nel 2014, l’Uruguay ha eliminato gli azzurri ancora una volta nel raggruppamento a quattro squadre prima della fase eliminatoria. Per le edizioni successive gli azzurri non sono nemmeno più riusciti a qualificarsi. Svezia e Macedonia del Nord le esecutrici di due clamorose esclusioni.

Negli ultimi vent’anni l’Italia non approda a una partita a eliminazione diretta del campionato del mondo. Un ventennio di vuoto che rappresenta una ferita storica per una tradizione calcistica tra le più gloriose dalle origini del futbol. La sfida con l’Irlanda del Nord è il primo atto verso la necessità di poter ridare spazio e presenza al tricolore nella massima competizione del calcio. 

L’altra parte dell’Irlanda rievoca inevitabilmente il mito di George Best, uno tra i più grandi talenti di sempre della storia del calcio. Personaggio vissuto tra il genio e l’inquietudine di una personalità indomabile e carismatica. Nonostante i favori del pronostico siano dalla parte della squadra di Gattuso, la gara con gli irlandesi nasconde insidie soprattutto rispetto alla condizione psicologica che annuncia un appuntamento che non consente errori. I precedenti storici sono nettamente dalla parte dell’Italia. 7 vittorie per gli azzurri e una sola sconfitta. 3 i pareggi. Al 1958 risale l’ultima vittoria degli irlandesi. 

Micheal O'Neill ha dichiarato di non voler forzare i tempi all’interno della partita e di essere disposto a lasciare piena iniziativa agli azzurri. Gli irlandesi giocano un calcio improntato sull’attendismo e sulla solidità difensiva. Il 3-4-2-1 prevede due linee di copertura, per un doppio blocco difensivo non semplice da perforare. La squadra supportata dalla Green and White Army non gioca un calcio piacevole a vedersi, ma molto efficace e pragmatico, basato sulla prestanza fisica dei suoi elementi. Conor Bradley e Daniel Ballard, però, mancheranno per la sfida con l’Italia. Di fatto saranno assenti i due elementi migliori dello scacchiere irlandese. 

La nazionale aspetta di poter nuovamente prendere parte alla Coppa del Mondo. L’accesso passa per la finale con una tra Galles e Bosnia Erzegovina. Prima c’è da battere quell’Irlanda del Nord che ai tempi della leggenda di George Best non andò mai ai mondiali. Ci sarebbe arrivata un ventennio dopo.