Se lo chiedono Spalletti e i tifosi dell'Inter, ma anche i tantissimi fantallenatori delusi (per non dire altro) dal suo rendimento: che fine ha fatto Ivan Perisic? O meglio, quel Perisic che a tratti aveva persino incantato in buona parte delle gare nel girone d'andata? Ormai sembra essere una costante: l'esterno croato è diventato a tutti gli effetti un assoluto flop della Serie A così come al fantacalcio. I numeri parlano da soli: dalla 16^ giornata in poi, nelle undici partite su tredici complessive in cui è andato a voto, l'ala nerazzurra non ha collezionato nemmeno lo straccio di un bonus qualunque. Anzi, per lui un'enorme aggravante: di queste undici presenze, in nessuna (e sottolineiamo: nessuna) è riuscito a portare a casa una sola sufficienza. L'unico 6 arrivò alla 21^, nell'1-1 casalingo contro la Roma, ma l'ammonizione rimediata al 57' ne fece calare il fanta-voto ancora una volta al di sotto della "soglia di galleggiamento". Per il resto, una sfilza infinita di 5.5 e 5, oltre al 4.5 in Inter-Crotone 1-1 come ciliegina su una torta orripilante.
C'è una data spartiacque tra il pre e il post Ivan Perisic versione "dottor Jekyll e Mr. Hyde". E' il 3 dicembre 2017, giorno di Inter-Chievo 5-0. Allora l'ex Wolfsburg fu l'autentico mattatore del roboante pomeriggio nerazzurro, con un +9 (e un 17.5 totale in pagella al fantacalcio) che lo proiettavano tra i più deliziosi e prolifici elementi da avere a centrocampo nelle fanta-rose. Basta andarsi a rivedere oggi, dopo un periodo di digiuno impressionante, gli highlights di quella partita per capire la colossale differenza tra quello che era e quello che è. Stiamo parlando di un giocatore reattivo, voglioso, pronto a tuffarsi su ogni palla vagante, a provare la conclusione col sinistro, a cercare i compagni con invenzioni di alta scuola, a trafiggere l'avversario in ogni occasione. Fino a quel momento, un'annata capolavoro: 7 gol e 6 assist, semplicemente un rendimento da top player, con una fanta-media assurda dell'8.23. Adesso è scesa addirittura al 6.92 (scarto di 1.31, qualcosa di veramente gigantesco), proprio perché la fanta-media parziale delle ultime tredici partite è del 5.14.
Tutto un altro giocatore, insomma. Un downgrade inaugurato, di pari passo con la squadra, con lo 0-0 in casa della Juventus, il 9 dicembre scorso. E pensare che quella sera, dopo un pari quasi insperato e al sapore di impresa, l'Inter era e restava in testa alla classifica. Sembra passata un'era geologica, in realtà si tratta di appena tre mesi fa. Adesso, a dieci giornate dalla fine del campionato, la situazione è ben diversa: la squadra di Spalletti è quinta, a -1 dalla Lazio ma con lo spettro del sorpasso da parte dei cugini rossoneri, lontani cinque lunghezze avendo però dalla loro la nemmeno così velata possibilità di portarsi a -2, in caso di vittoria nel derby da recuperare ad aprile. Il mondo alla rovescia: a questo punto la palla deve necessariamente passare tra i piedi dell'ex tecnico giallorosso che avrà il compito di capire se e quanto cambiare nel suo scacchiere tattico. La modifica riguarderà solo gli interpreti (Karamoh in rampa di lancio) o persino il modulo di base? Il 4-3-3, in effetti, non sembra portare più i frutti sperati. L'alternativa principe è quella di affidarsi alle due punte (Eder + Icardi), con possibilità di optare per il 4-4-2, visto ieri sera nel finale di partita, o il 4-3-1-2, riproponendo l'esperimento di Candreva trequartista che aveva fornito buone impressioni. Sarebbe una vera rivoluzione, ma la scossa serve e serve subito. In primis per Perisic, passato in maniera troppo radicale e frettolosa da gioiello del fantacalcio a fiasco abbonato alle insufficienze.